i dazi di donald trump - meme by 50 sfumature di cattiveria tariffe guerra commerciale

DONALD TRUMP SE NE FREGA DELLO STOP DELLA CORTE SUPREMA: DOPO AVER REINTRODOTTO SUBITO I DAZI GLOBALI AL 10%, LI ALZA AL 15% COME VENDETTA PER LA DECISIONE “RIDICOLA” (COSÌ L’HA DEFINITA): “È UNA VERGOGNA, POSSO DISTRUGGERE L’ECONOMIA DI UN PAESE MA NON SONO AUTORIZZATO A CHIEDERE UN DOLLARO DI DAZI” – IL VERO GUAIO PER TRUMP È CHE LA FOLLE POLITICA TARIFFARIA NON FUNZIONA, DOVEVA ABBATTERE IL DEFICIT COMMERCIALE USA, CHE INVECE È ANCORA AI MASSIMI, A 901,5 MILIARDI DI DOLLARI (E LA CRESCITA ANNASPA)

donald trump - forza dazio - immagine generata dall intelligenza artificiale

TRUMP ALZA I DAZI GLOBALI DAL 10% AL 15% 'CON EFFETTO IMMEDIATO'

(ANSA) - Donald Trump alza i dazi globali dal 10% al 15% con effetto immediato. Lo afferma il presidente Usa sul suo social Truth.

 

Trump, il giudice della Corte Suprema Kavanaugh il mio nuovo eroe

(ANSA) -  "Il mio nuovo eroe è il giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh insieme, ovviamente, ai giudici Clarence Thomas e Samuel Alito. Non c'è alcun dubbio che loro vogliono rendere l'America di nuovo grande". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth tornando a lodare i tre saggi della Corte Suprema che hanno votato contro la sentenza di abolizione dei dazi.

     

Kavanaugh è stato nominato da Trump nel 2018 per prendere il posto di Anthony Kennedy e confermato al termine di un processo difficile e tumultuoso. Kavanaugh era infatti stato accusato di molestie da tre donne, una delle quali ha testimoniato al Congresso. Nonostante le proteste pubblicate e le barricate dei democratici, Kavanaugh era alla fine stato confermato con 50 voti a favore e 48 contrari. (

I DAZI DI TRUMP - ILLUSTRAZIONE

 

NYT, 'DAI DAZI NUOVA INCERTEZZA PER L'UE, TRUMP DISTRATTO PESA SU UCRAINA'

(ANSA) -  La decisione della Corte Suprema sui dazi apre un nuovo periodo di incertezza commerciale per l'Europa. Anche se molti esperti ritengono che la sentenza non cambierà l'accordo commerciale fra Stati Uniti e Europa, molte domande restano senza risposta e fra queste ci sono i rimborsi e le prossime mosse dell'amministrazione Trump per sostituire le tariffe bocciate nel lungo termine.

 

Secondo quanto riportato dal New York Times, l'intesa commerciale transatlantica è nel "limbo" con molti politici europei che potrebbero ritardare o farla saltare.

il voto della corte suprema contro i dazi di trump

    

Se la decisione dovesse far saltare o ritardare l'accordo commerciale, l'Europa e gli Stati Uniti precipiterebbero in una nuova fase di incertezza economica. Ma anche se non fosse così, i prossimi mesi saranno probabilmente politicamente tesi. L'amministrazione cercherà infatti nuove strade e farà leva sulle sue esistenti armi commerciali per giustificare i dazi. Trump potrebbe infatti sostenere che le norme digitali europee sono una tassa sulle aziende americane.

     

Per l'Europa inoltre un Trump dedicato ai dazi potrebbe rappresentare un distrazione da altri dossier, come quello sull'Ucraina.

 

DAZI, DEFICIT COMMERCIALE, PIL: TEMPI DURI PER LE TRUMPNOMICS

Estratto dell’articolo di Gregory Alegi per il “Sole 24 Ore”

 

Il presidente degli Stati Uniti non può imporre a proprio piacimento dazi sulle importazioni, perché la Costituzione assegna quel potere al Congresso e, specificamente, nulla del genere è autorizzato dall’International Emergency Economic Powers Act del 1977. Lo ha stabilito la Corte Suprema, con tre giudici conservatori che si sono uniti ai tre progressisti per una solida maggioranza 6-3 che conferma l’interpretazione data già nel 1788 da James Madison.

 

Si è concluso con una sonora sconfitta dell’interpretazione estensiva dei poteri dell’esecutivo lo scontro sul più discusso provvedimento politico della nuova presidenza Trump.

MEME SU DONALD TRUMP GOLFISTA E DAZISTA

Una sentenza che riequilibra la ripartizione dei poteri a favore di un legislativo che in questi mesi è stato marginalizzato da un esecutivo che vuole fare tutto da solo, dal programma artistico del Kennedy Center alla meccanica del voto, dalla costruzione di monumenti urbani alla gestione dell’Onu tramite il Board of Peace.

 

Proprio per questo si è trattato di una decisione travagliata da parte di una Corte Suprema che negli ultimi anni aveva dato più volte, e secondo molti osservatori scandalosamente, ragione alla Casa Bianca. Lo indicano due elementi: il continuo rinvio della decisione e l’ampiezza delle opinioni contrarie. Se la decisione principale, firmata dal chief justice John G. Roberts è di appena 21 pagine, le tre opinioni dissenzienti ne contano ben 80, delle quali 63 del solo Brett Kavanaugh.

 

Il senso politico-costituzionale della decisione è chiaro. Per l’amministrazione Trump si apre ora il grosso problema di come sostituire le entrate garantite dai dazi.

Secondo il centro studi apartitico Committee for a Responsible Federal Budget, nell’esercizio fiscale 2025 l’erario Usa ha incassato dazi per 195 miliardi di dollari, contro i 77 miliardi del 2024. Una voragine che Trump tenterà subito di colmare, magari ricorrendo agli strumenti alternativi suggeriti proprio da Kavanaugh.

 

DONALD TRUMP - FRA DAZIO DA VELLETRI

Le cattive notizie per la Trumpnomics non vengono solo dall’ambiente costituzionale, ma anche dal mondo reale, dove le interpretazioni hanno le gambe corte. A sconfessare, o comunque a mettere in dubbio la bontà della politica economica finora seguita sono due dati usciti insieme alla sentenza. Il primo è il deficit commerciale, proprio quello che Trump ha sempre dichiarato che i dazi avrebbero eliminato.

 

Ebbene, il 2025 si è chiuso con un deficit tra i più alti dal 1960, cioè 901,5 miliardi di dollari, in calo di appena 1,8 miliardi (0,199%) sul 2024. Il secondo è la crescita economica, ferma a +2,2%, oltre mezzo punto in meno sull’anno precedente. La brutale riscrittura della politica economica non ha prodotto i risultati promessi.

 

È chiaro che in qualsiasi economia, ed in particolare in una complessa come quella statunitense, utilizzare i numeri che fanno scalpore può indurre in errore. È ovvio che la frenata del quarto trimestre risenta dei 43 giorni di shutdown, per l’effetto a catena di molte attività federali. È vero che gli investimenti in AI hanno trascinato la borsa a livelli record e produrranno effetti soprattutto negli anni a venire. È plausibile che l’effetto dei dazi sarebbe stato maggiore se fossero divenuti efficaci sin dal primo giorno.

 

MEME SUI DAZI DI TRUMP

È però altrettanto vero che altri indicatori rinforzano la lettura negativa. Gli investitori Usa, riferisce Reuters, stanno spostando risorse verso altri mercati al ritmo più alto degli ultimi 14 anni: 75 miliardi di dollari in sei mesi, per due terzi nel solo 2026. I grandi venditori al dettaglio, come Walmart o Costco, stentano. Il peso dei dazi si è trasferito in gran parte sui consumatori. I dati, insomma, confermano che i dazi sono uno strumento troppo rozzo per risolvere da soli tutte le sfide del declino industriale e d’influenza degli Usa.

 

[...]  Kavanaugh, nominato da Trump nel 2018, conclude il proprio dissenso sostenendo che i dazi possono essere una cattiva politica, ma che il presidente ha diritto di perseguirla. In quello reale, l’aumento di diseguaglianza e povertà si traduce in un calo di popolarità che spaventa i repubblicani al punto da indurli a studiare come restringere l’esercizio pratico del voto per rendere più difficile il ribaltone in novembre.

 

Se la notizia buona è che la Corte Suprema ha per una volta difeso il significato palese della Costituzione – l’art. I, sez. 8 che ricordavamo su queste pagine il 30 maggio scorso -, quella cattiva sta nell’incertezza sulla prossima mossa. Escluso il tentativo di procedere per via ordinaria, con tempi lunghi e negoziati, Trump potrebbe rilanciare sulla repressione interna o sulla bellicosità esterna. Ieri Caracas, domani l’Havana?

giorgia meloni - meme by vukicI DAZI DI DONALD TRUMP - MEME BY FAWOLLO MEME SUI DAZI DI TRUMP AI PINGUINI DELLE ISOLE HEARD E MCDONALD

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