SUL MARE SVENTOLA BALENA BIANCA! - DOPO IL FLOP DEL MEETING DI TODI CHE INCORONÒ PASSERA PORTAINCENSO DI UNA FUTURA ‘COSA BIANCA’, I CATTOLICI CHE FANNO CAPO ALLA CEI DI BAGNASCO HANNO CAPITO CHE SONO SENZA UN LEADER, E SENZA IL SOSTEGNO DEL VATICANO TROPPO DISTRATTO DAI ‘CORVI’ - ORNAGHI, MARIO CATANIA, BONANNI, CORRADINO E LA CANCELLIERI SI SISTEMERANNO DOVE TIRA IL VENTO - PIERFURBY, IN CERCA DI VOTI E DI NUOVA IDENTITÀ, È PRONTO A IMBARCARE TUTTI IN UN UDC ‘ALLARGATO’…

Andrea Tornielli per "la Stampa"

La nuova «balena bianca» vedrà davvero la luce o è destinata rimanere solo un sogno? Le associazioni che in ottobre si sono riunite a Todi daranno vita a una iniziativa politica o avrà avuto ragione chi, come Ernesto Galli della Loggia, ha parlato di «irrilevanza dei cattolici»?

Un appuntamento da tener d'occhio è il convegno che si terrà a Roma il 20 luglio, organizzato dalla Fondazione Pastore della CISL, dalla Fondazione De Gasperi di Franco Frattini, dalla Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato e dalla rivista «Il Domani d'Italia» del parlamentare PD Giuseppe Fioroni, insieme ad esponenti del Forum delle associazioni cristiane del mondo del lavoro e dell'UDC.

«Non credo che ci sarà la nascita di un nuovo partito cattolico o la rinascita della DC - spiega a La Stampa il ministro Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio e storico della Chiesa - vedo piuttosto la "condensazione" dei cattolici in alcuni settori degli attuali schieramenti, nell'alleanza dei moderati ma anche nel centrosinistra. Questo comunque non significa essere irrilevanti». Sul nuovo movimento politico Riccardi preferisce non esprimersi: «Ci avviciniamo ormai alla fase pre-elettorale, non vedo progetti chiari, bisognava muoversi prima».

Raffaele Bonanni, segretario della CISL, indicato come uno dei possibili leader della nuova formazione politica, chiarisce: «Nessuno vuole un partito cattolico, perché sarebbe uguale agli altri partiti. Dobbiamo prima preoccuparci di riannodare i fili tra politica e cittadini: c'è bisogno di tanta pre-politica, tanta iniziativa sociale, tanta sussidiarietà».

«Solo così - aggiunge Bonanni - può sorgere una nuova classe dirigente. Bisogna ripartire dall'idea che le comunità si risollevano con la responsabilità di ciascuno». Il leader della CISL in realtà non esclude che possano nascere nuovi movimenti «per fare incontrare realtà culturali diverse ma compatibili tra di loro, senza cercare a uomini della Provvidenza o a salvatori della Patria».

Il più esposto per il nuovo partito è Carlo Costalli, presidente dell'MCL, che pensa a una formazione «moderata e riformista, nell'ambito del Partito popolare europeo. Un movimento politico non confessionale, aperto, dove cattolici e laici possano collaborare e che abbia come bussola la dottrina sociale della Chiesa».

È convinto anche Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato: «Noi lavoriamo per formare un soggetto politico capace di aggregare più culture che si uniscano per cercare di risolvere i problemi complessi del Paese. I cattolici - aggiunge - hanno sempre dato un contributo determinante nei momenti più difficili e quello che viviamo, anche se c'è ancora chi non lo capisce, è uno di questi. C'è un popolo che vuole impegnarsi ed essere rappresentato...».

Insiste sulla necessità di continuare l'opera iniziata da Mario Monti il presidente di Confcooperative Luigi Marino. «C'è bisogno di nuove offerte politiche e i cattolici devono dare il loro contributo. Purtroppo siamo ancora bloccati dagli egoismi. Ritengo utile - spiega Marino - dar vita a un nuovo movimento politico che sia anche cattolico, liberale e sociale. Non certo confessionale». Marino lo immagina come «un raggruppamento per la modernizzazione del Paese, che mescoli culture diverse ma con un ruolo importante per quella cattolica e che si impegni a proseguire la linea di Monti, dando però più respiro alla crescita».

Tiepida verso l'iniziativa è invece la posizione di Andrea Olivero, presidente delle ACLI, l'associazione che ha sempre visto i suoi ex leader impegnarsi nel centrosinistra. «Noi sproniamo a partecipare, l'offerta politica attuale va ripensata. Esiste una disponibilità del mondo cattolico per rinnovare la politica e questo vale sia per eventuali nuovi contenitori, sia per i partiti già esistenti».

Per Olivero «il nostro compito è quello di mettere in campo le risorse che ci sono ed essere esigenti su valori e programmi, senza prestarci a operazioni di maquillage o a fare da stampella a qualcuno. Come cattolici abbiamo l'ambizione di riformare il sistema politico, come ACLI la responsabilità di rinnovare il cattolicesimo democratico che ha esaurito la sua spinta propulsiva».

Tra i tiepidi c'è anche la Compagnia delle Opere guidata da Bernard Scholz. Politici legati a CL sono presenti nel Popolo della libertà. Maurizio Lupi ritiene che «un partito cattolico sia superato e antistorico, nel PDL c'è già l'idea dell'incontro tra laici e cattolici. Se invece il tema è quello di aggregare una coalizione più ampia nel solco del Partito popolare europeo, possiamo cercare di farla, ma vedo grandi resistenze. Ci sono cattolici che sono già oggi protagonisti, dovremmo cercare di aggregare e non frammentare ulteriormente».

Chi si è esposto di più in favore del nuovo movimento politico, attende le mosse del leader dell'UDC Pierferdinando Casini, che boccia l'idea del partito cattolico («non l'ha fatto neanche De Gasperi») ma ribadisce la necessità di un «risveglio dei cattolici in politica, nell'ambito di una sintesi tra credenti e non credenti».

Anche Casini non esclude affatto la nascita di nuovi soggetti politici: «Io stesso opero perché si possa andare alle elezioni con una forza liberaldemocratica aperta alla società civile. Come UDC siamo disponibili a trasformarci, essere il seme di qualcosa di più ampio, ancorato nella grande potenzialità del cattolicesimo italiano ma che guardi anche oltre esso».

Non sarà comunque il Forum a progettare il partito, né lo faranno le singole associazioni. Se qualcosa nascerà lo si saprà ufficialmente a fine anno, quando anche alcuni ministri potranno schierarsi senza creare problemi al governo Monti: tra gli interessati ci sarebbero Corrado Passera, Lorenzo Ornaghi, Mario Catania, Anna Maria Cancellieri. La nuova «balena bianca» vedrà la luce? E dove si collocherà? Il cantiere è aperto: c'è chi spera, chi è scettico, chi gufa e chi attende di sapere se i cattolici continueranno a essere «irrilevanti».

 

ANDREA RICCARDI GIUSEPPE FIORONI FRANCO FRATTINI RAFFAELE BONANNI MAURIZIO LUPI CARDINALE ANGELO BAGNASCO PIER FERDINANDO CASINI CORRADO PASSERA lorenzo ornaghi

Ultimi Dagoreport

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”