redditometro maurizio leo matteo salvini antonio tajani giorgia meloni tasse

GIORGIA, CHE RINCULO! – DOPO LA RIVOLTA DI SALVINI E TAJANI, LA MELONI SOSPENDE DOPO 24 ORE IL DECRETO SUL REDDITOMETRO. LA DUCETTA HA PREFERITO EVITARE GRANE MAGGIORI A DUE SETTIMANE DALLE ELEZIONI EUROPEE - SULLA GRATICOLA FINISCE IL VICEMINISTRO MELONIANO MAURIZIO LEO CONVOCATO DALLA MELONI A PALAZZO CHIGI PER UN “RIMPROVERO” PUBBLICO DOPO LA “GAFFE” – I CONFLITTI DI INTERESSE DI LEO, TRIBUTARISTA DA 2,8 MILIONI DI REDDITO... – DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-com-rsquo-nato-come-affondato-395805.htm

 

1 - REDDITOMETRO, FLOP DI MELONI LA CACCIA AGLI EVASORI DURA 24 ORE

Giuseppe Colombo,Valentina Conte per la Repubblica - Estratti

 

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

Salta il Redditometro in versione meloniana. La premier prova a resistere agli alleati Matteo Salvini e Antonio Tajani che ne invocano per tutto il giorno l’abolizione. Di prima mattina rassicura con un post sui social: «Con noi mai nessun Grande Fratello fiscale». Ma a sera, dopo un colloquio ai ferri corti con l’autore dell’incriminato decreto, il fedele viceministro dell’Economia Maurizio Leo, cede: «Sospendiamo il decreto. Ma continuiamo a contrastare la grande evasione, chi si finge nullatenente e gira con il Suv o va in vacanza con lo yacht: fenomeno inaccettabile».

 

Meloni ha dunque preferito sgonfiare sul nascere la bolla che montava a sedici giorni dalle elezioni europee. Pensava di avere qualche margine per intervenire, di aspettare la relazione che Leo avrebbe portato al Consiglio dei ministri di domani, sollecitata 24 ore prima, quando è scoppiato l’affaire Redditometro con la pubblicazione del decreto ministeriale sulla Gazzetta ufficiale. E poi, recitava il piano, casomai «chiedere cambiamenti».

giancarlo giorgetti lorenzo fontana giorgia meloni maurizio leo

 

Ma gli attacchi da dentro la maggioranza l’hanno costretta alla retromarcia. Totale e immediata: «Faremo ulteriori approfondimenti».

 

Esulta Tajani, che era pronto ad abrogare il decreto del 1973, all’origine del Redditometro: «Sono molto soddisfatto, la premier ha accolto la nostra richiesta ». Così anche Salvini: «Bene che il governo abbia deciso di stoppare il Grande Fratello fiscale », definito «un orrore». Un ordine del giorno leghista al decreto Superbonus, presentato di buon’ora, già prometteva tempesta: «Il governo chiarisca, il Redditometro va superato, è solo una vecchia visione, un’intrusione sproporzionata e indiscriminata nella privacy del contribuente». E alla fine l’odg è riuscito ad incassare il via libera dell’aula della Camera «confermando il superamento del Redditometro». Fratelli d’Italia, il partito della premier, si è accodato: altro elemento che attesta l’affanno nei confronti degli alleati di governo.

 

maurizio leo giorgia meloni giancarlo giorgetti

A fatica i meloniani hanno retto la diga per tutto il giorno, invocando possibili ritocchi, richiami alla «grande evasione», vagheggiando di un «nuovo Redditometro», quando in realtà il decreto Leo riproponeva il Redditometro istituito da Berlusconi- Tremonti nel 2010, con un rafforzamento della posizione del contribuente che in un doppio contraddittorio può spiegare lo scostamento di oltre il 20% tra il suo reddito e le spese.

 

(...)

 

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni

2 - TASSE E CONFLITTO D’INTERESSI IL PASSO FALSO DEL TRIBUTARISTA CHE SUSSURRA ALLA PREMIER

Antonio Fraschilla,Matteo Pucciarelli per “la Repubblica” - Estratti

 

Il ministro ombra, il tributarista da 2,8 milioni di reddito di fede meloniana che ha vergato il programma di Fratelli d’Italia in materia fiscale e per questo potentissimo. Maurizio Leo quando è stato nominato viceministro al ministero dell’Economia da tutti, alleati e opposizione, è stato considerato da subito l’uomo forte al Mef che sussurra a Giorgia. E che sussurra sulle materie che più interessano gli italiani: tasse e fisco.

 

maurizio leo giorgia meloni

Ma a quasi due anni dal suo insediamento il clima attorno a lui sembra cambiato. Nessuno si immaginava l’uscita ieri di Giorgia Meloni che addirittura lo convoca a Palazzo Chigi per farsi spiegare questa uscita, una “gaffe” l’hanno derubricata i meloniani, sul redditometro: per carità, la campagna elettorale non aiuta a stemperare certe polemiche e la tensione è alta in casa Fratelli d’Italia e soprattutto a Palazzo Chigi. Ma questo non giustifica un “rimprovero” pubblico di tale portata per l’uomo forte di FdI al ministero dell’Economia.

 

Simpatizzante del Movimento sociale italiano, in passato molto vicino a Gianfranco Fini, a Roma nella giunta Alemanno è stato assessore al Bilancio.

 

Poi la folgorazione sulla via di Giorgia, che si affida a lui sul tema delicato del fisco ed è lui che scrive il programma del partito che vincerà le elezioni del 2022 portando Meloni a Palazzo Chigi. Non è un mistero che puntasse a fare il ministro, poi ha dovuto “cedere” il passo alla ragion di Stato del centrodestra e per lui ecco il ruolo di viceministro ma con la delega fiscale. Di fatto un ministro. Talmente forte da essere un intoccabile anche a fronte di qualche spruzzatina di possibile conflitto di interesse.

 

GIORGIA MELONI MAURIZIO LEO

A esempio in questi giorni sulle caselle di posta elettronica di decine di studi di commercialisti, da nord a sud, è arrivata una mail di presentazione dell’editore Giuffrè Francis Lefebvre: «È prenotabile il volume Le imposte sui redditi nel testo unico, a cura di Maurizio Leo». Due tomi disponibili da giugno. E c’è anche lo sconto: 213 euro invece di 225.

 

Leo aveva chiesto un parere all’Autorità garante della concorrenza e del mercato circa una sua eventuale incompatibilità, inviando anche una bozza del contratto e ricevendo un sostanziale via libera per i «connotati di episodicità ed occasionalità » del lavoro in questione.

 

MAURIZIO LEO GIORGIA MELONI

Di certo c’è che in versione divulgatore fa un colpo che altri divulgatori si sognano: anticipando nei volumi un decreto non ancora emanato: «L’edizione 2024 si arricchisce di importanti novità grazie alla riforma fiscale, da ultimo il decreto sulle operazioni straordinarie (al momento non ancora emanato) che gli autori sono già pronti a recepire per le importanti novità che emergeranno», si legge nella presentazione dell’editore.

 

Dei dieci collaboratori dell’opera, ben cinque (Massimo Bagnoli, Carla Coppola, Gabriella D’Alessio, Giovanni Formica, Pasquale Formica, quest’ultimo suo ex socio di studio) fanno parte del comitato tecnico per l’attuazione della riforma tributari, istituito con un decreto del 4 agosto 2023 firmato da una persona: sempre da Leo.

 

matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani

Tra l’altro il “papà” della riforma fiscale fino ad aprile aveva ancora quote della società Progetto fisco, di cui sono soci anche la moglie e le figlie. Lo statuto della società recitava: «Realizzazione di pubblicazioni scientifiche in ambito fiscale e gestione e raccolta di sistemi amministrativi e contabili in materia di legislazione fiscale».

 

Quando Repubblica sollevò il caso, considerando le deleghe che ha Leo, fonti vicine al viceministro si affrettarono a spiegare che «la società non esercita più la sua attività; in ogni caso il viceministro, al fine di fugare qualsiasi tipo di dubbio, sta valutando di cambiare l’oggetto sociale». In effetti lo scorso 12 aprile la società ha cambiato nome e si chiama Progetto impresa. Ma l’oggetto sociale non è cambiato e si occupa ancora di temi fiscali.

 

(...)

matteo salvini giorgia meloni. antonio tajani MAURIZIO LEO GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO