fondazione social changes big

DA DOVE ARRIVA QUESTA PIOGGIA DI SOLDI AMERICANI PER I CANDIDATI PIDDINI? MISTERO SULLA FONDAZIONE SOCIAL CHANGES, CHE FINANZIA LE CAMPAGNE ELETTORALI DI DIVERSI ESPONENTI DEM, COME BRANDO BENIFEI CHE SI È INTASCATO 48 MILA EURO O STEFANO BONACCINI (30 MILA): IL DONATORE È "MISTER X", SUL SITO DEI GENEROSI FORAGGIATORI L'UNICO NOME ITALIANO CHE RISULTA È QUELLO DEL FIGLIO DELLA BIGNARDI, MA...

Luca Fazzo per "il Giornale"

 

il sito della fondazione social changes

Lui si chiama Ludovico Manzoni, è un brillante neolaureato della Bocconi, ha un gatto che si chiama Obama ed è soprattutto uno dei giovani emergenti del Pd milanese, consigliere in zona 1 (il Centro storico, la roccaforte rossa del capoluogo lombardo).

 

Ludovico è in ottimi rapporti con molti maggiorenti del Pd, anche perché sua mamma è la famosa giornalista Daria Bignardi. Ed è anche l'unico volto italiano sul sito di una fondazione americana che si chiama Social Changes, dove viene indicato come «political expert».

 

la scheda di ludovico manzoni sul sito della fondazione

«Sono solo un consulente», si schermisce lui ieri al telefono. Ma davanti ai tentativi di approfondire, invita a rivolgersi all'ufficio stampa della fondazione: «Peraltro oggi sarei anche in viaggio».

 

È un peccato, perché ovviamente l'ufficio stampa resta muto. Così rimangono senza risposta diverse domande sulla strana storia sollevata l'altroieri con una interpellanza parlamentare da Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia sul fiume di soldi, quasi mezzo milione di euro, che da Social Changes è arrivato in Italia per finanziare le campagne elettorali di una serie di candidati: tutti di sinistra, e più esattamente quasi tutti del Pd, e ancor più esattamente della sinistra del partito.

 

Recordman Brando Benifei, capogruppo Pd al Parlamento europeo, che intasca 48mila euro; a ruota Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia, che per le regionali riceve 30mila euro. Ma ci sono anche una sfilza di nomi semisconosciuti, alcuni beneficiati con poche migliaia di euro, altri più generosamente: come Barbara Cagnacci, candidata alle regionali in Toscana, che incassa 24mila euro: e ieri intervistata dalla Nazione dichiara candidamente «mi hanno contattato loro, io non li conoscevo».

BRANDO BENIFEI

 

Qualcuno avrà suggerito il suo nome a sua insaputa. Già, ma chi? Il giovane Manzoni, di fronte alla domanda se sia stato lui a indicare i nomi (tra cui quello di Bonifei, di cui è stato un acceso sostenitore) spiega «non sono autorizzato a parlare a nome dell'azienda». Ma questa, in fondo, è una curiosità marginale. La vera domanda è: da dove arrivano i soldi che Social Changes ha girato ai candidati piddini in Italia?

 

stefano bonaccini vaccinato

La fondazione (o «l'azienda», come la chiama Manzoni) in America si muove nell'ala più liberal del Partito democratico, e il suo uomo di punta, Arun Chaudhary, è stato il filmaker ufficiale della Casa Bianca ai tempi della presidenza di Barack Obama.

 

«Lavoriamo per progressisti senza paura e per campagne audaci» è lo slogan accompagnato da una immagine della battagliera Alexandria Ocasio-Cortez. Il problema è che dove Social Chanages prenda i soldi non lo sa nessuno, perché la fondazione non rivela i nomi dei sottoscrittori.

 

ludovico manzoni e daria bignardi

La conseguenza è che una sfilza di esponenti del Pd devono oggi le loro cariche anche a soldi di padre ignoto. In Italia, d'altronde, partiti e liste hanno il divieto di incassare finanziamenti da governi stranieri o da società con sedi all'estero. È vero che formalmente i finanziamenti di Social Changes vanno a singoli candidati, ma l'anno scorso quando Il Foglio rivelò che una candidata toscana, Federica Benifei, era appoggiata dalla fondazione Usa, la federazione locale del Pd spiegò che «è una campagna decisa dal nazionale».

 

ludovico manzoni con matteo renzi

Eppure non risulta che la Procura di Firenze, che pure ha indagato alacremente sui finanziamenti alla Open di Renzi, stia ficcando il naso su Social Changes, né che lo abbiano fatto le diverse Procure sparse per l'Italia che hanno concorso all'inchiesta-fiasco sui fondi della Lega.

 

GIOVANNI DONZELLI FDI

«Con il finanziamento dell'organizzazione Social Changes - spiega ieri al Giornale Giovanni Donzelli - gli esponenti del Pd hanno accettato soldi in cambio dell'ingerenza di un interesse straniero sull'Italia». In attesa che la ministra Lamorgese risponda all'interpellanza di Donzelli e del suo collega di partito Stefano Mugnai, ci sarà qualche pm disposto a muoversi?

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”