giorgia meloni elly schlein giuseppe conte sigfrido ranucci

LA DUCETTA CON L’ELMETTO – NELLA REPLICA AL SENATO, GIORGIA MELONI PERDE LE STAFFE E VA ALL’ATTACCO DELL’OPPOSIZIONE. PRIMA AZZANNA ELLY SCHLEIN (CHE AL CONGRESSO DEI SOCIALISTI HA SOSTANZIALMENTE INCOLPATO IL GOVERNO PER L’ATTENTATO A RANUCCI): “CONSIDERO IRRESPONSABILE ANDARE IN GIRO PER IL MONDO A GETTARE OMBRE SULLA NAZIONE CHE SI RAPPRESENTA QUANDO NON LA SI GOVERNA, SOLO PER RAGGRANELLARE QUALCHE CONSENSO O CERCARE UN SOCCORSO ESTERNO” – POI PASSA AI CINQUE STELLE: “MI CHIEDO SE SIA POSSIBILE PRENDERE LEZIONE DAL M5S CHE OGGI SCENDE IN PIAZZA E IERI STILAVA LE LISTE DI PROSCRIZIONE DEI GIORNALISTI CHE NON PIACEVANO"

 

Estratto da www.ansa.it

 

giorgia meloni al senato foto lapresse 5

"Considero irresponsabile andare in giro per il mondo a gettare ombre sulla nazione che si rappresenta quando non la si governa, solo per cercare di raggranellare qualche consenso o peggio solo per cercare un soccorso esterno per fare quello che non si è in grado di fare in patria".

 

Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in replica dopo il dibattito sulle sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, facendo un riferimento implicito alla segretaria del Pd Elly Schlein con cui nei giorni scontri ha avuto uno scontro.

 

La premier ha anche attaccato il M5s sul caso Ranucci: "Non voglio tornare a Grillo, ma mi chiedo se sia possibile prendere lezione dal M5s che oggi scende in piazza e ieri stilava le liste di proscrizione dei giornalisti che non piacevano".

 

giuseppe conte sigfrido ranucci manifestazione viva la stampa libera

Meloni ha ricordato di avere "espresso personalmente la solidarietà a Ranucci e lo faccio in quest'Aula, la libertà di stampa è un tema molto serio ma va affrontato con equilibrio ed obiettività e mi pare che un po' manchino da parte di alcuni".

 

"Non ricordo - ha aggiunto - mobilitazioni quando Sallusti è stato arrestato in redazione o quando Cerno o Capezzone hanno ricevuto minacce di morte, nemmeno

quando Cerno è stato escluso da una audizione sulla libertà di stampa al parlamento europeo organizzato dal Movimento 5 Stelle".

 

L'Europa, ha detto poi Meloni, "in questi anni non ha fatto spesso la sua parte, su sicurezza, difesa, competitività e questo ci pone in posizione debolezza". E "dicendo no quando va detto che si da una mano a essere più forti".

ELLY SCHLEIN AL CONGRESSO DEI SOCIALISTI EUROPEI AD AMSTERDAM

 

In particolare, in merito al green deal "l'Italia deve essere chiara nel dire quello che non funziona nelle nuove proposte e tentare di correggere la rotta: non significa essere contro ma cercare di salvare un'Europa che a volte per diktat ideologici insensati ha devastato la sua forza e la sua competitività".

 

"Ho già utilizzato la mia autorevolezza - ha quindi affermato - non tanto per difendere l'Europa, perché c'è un errore di fondo in tutti quelli che cercano di creare una divisione tra Usa ed Europa. Io lavoro per l'Occidente, perché penso che sia forte insieme. E uso la mia autorevolezza, lato americano e lato europeo, per rafforzare un legame senza il quale comunque avremmo dei problemi".

 

giuseppe conte manifestazione viva la stampa libera

"Dire che questo governo ha portato il Paese in infrazione è una mistificazione. Durante il Covid sono state sospese le regole del Patto di stabilità, in Italia" la flessibilità "è stata utilizzata per sprechi di ogni genere, dalle mascherine acquistate cinque volte il prezzo, ai monopattini ai banchi a rotelle e compagnia cantante", ha poi attaccato Meloni. "Quando sono tornate le regole del Patto - ha precisato - ci siamo ritrovati in procedura e dopo tre anni noi stiamo uscendo dalla procedura nella quale l'opposizione attuale ci aveva portato, bisogna essere onesti".

 

giorgia meloni al senato foto lapresse 6

Sui dazi, ha concluso, "l'accordo non era la mia soluzione preferita, perché puntavo a un'area di libero scambio fra Europa e Usa. Ma per come si è configurato, l'accordo è migliore di quello che avremmo potuto ottenere, e per questo accordo mi sono personalmente spesa, anche nei rapporti tra il presidente Trump e la presidente von der Leyen".

 

Sull'Ucraina "la nostra posizione non cambia e non può cambiare davanti alle vittime civili alle immagini delle case sistematicamente bombardate dai russi sulla popolazione civile che resiste da oramai quattro anni". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo. "Il nostro sostegno al popolo ucraino rimane determinato nell'unico intento di arrivare alla pace, l'ho detto a Zelensky anche pochi giorni fa al telefono". 

 

volodymyr zelensky e giorgia meloni conferenza per la ricostruzione dell ucraina foto lapresse

"Lasciatemi nuovamente nettamente ribadire la posizione del governo: ciascuna nazione contribuirà agli sforzi" dei Volenterosi per Kiev ma "l'Italia ha già chiarito che non prevede l'invio di soldati nel territorio ucraino", ha aggiunto.

 

Per il "piano in 20 punti sulla crisi mediorientale" siamo "molto grati a tutti i mediatori per lo sforzo diplomatico, Egitto, Qatar e Turchia soprattutto al presidente degli Usa Donald Trump che ha dedicato energie straordinarie per raggiungere quello che è un suo indiscutibile successo", ha detto Meloni. 

 

giorgia meloni al senato foto lapresse 3

Per Gaza "l'Italia continua a svolgere un lavoro intenso che la pone al primo posto tra le nazioni occidentali ed è pronta a incrementare il suo sforzo", e "da troppe parti, soprattutto per interesse, si finge di non vederlo o si tenta di negarlo", ha aggiunto. Il nostro "sforzo" per Gaza, "unico tra le nazioni occidentali fa giustizia delle troppe polemiche e menzogne ascoltate in questi mesi. E sono orgogliosa di rappresentare una nazione in cui la maggioranza dei cittadini sa ancora distinguere fra il cinismo sbandierato a favore di telecamere e la solidarietà vera e silenziosa". 

 

giulia presutti sigfrido ranucci viva la stampa libera

"Hamas deve accettare di non avere alcun ruolo nella governance transitoria e nel futuro Stato palestinese, e deve essere disarmato, per impedire che continui a rappresentare una minaccia per la stabilità regionale. Abbiamo avuto, anche in questi giorni, prova della ferocia di questa organizzazione anche nei confronti degli stessi palestinesi, in una pericolosa serie di esecuzioni sommarie che consideriamo inaccettabili.

Sono queste le precondizioni necessarie anche per il riconoscimento da parte dell'Italia dello Stato di Palestina, come anche da indicazione di questo Parlamento. Il governo è pronto ad agire di conseguenza quando queste condizioni si saranno materializzate", ha detto.

 

"L'Italia non potrà sostenere la proposta di revisione della legge clima europea a maggior ragione se non sarà sostanziata da un vero cambio di approccio", ha aggiunto. L' Italia, ha sottolineato, "sostiene e continuerà a sostenere un ambizioso percorso di riduzione delle emissioni ma riteniamo che il modo migliore per non raggiungere questo obiettivo sia continuare a rincorrere un approccio ideologico e pertanto irragionevole che pone obiettivi insostenibili e quindi irraggiungibili" che "rischiano di compromettere definitivamente la credibilità stessa dell'Unione europea". 

 

giorgia meloni al senato foto lapresse 2

"Non può esistere solo l'elettrificazione per il futuro dell'auto, e tantomeno per quello del trasporto pesante o dell'industria, a partire da quella dell'acciaio, del vetro e del cemento. Dobbiamo al contrario rimanere aperti a tutte le soluzioni, come anche i biocarburanti sostenibili, che possono contribuire alla decarbonizzazione e che devono essere consentiti anche dopo il 2035", ha affermato. "Finalmente - ha aggiunto -, anche grazie alla nostra insistenza su questo punto e alla nostra capacità di portare su queste posizioni altri importanti partner europei, registriamo una prima apertura da parte della presidente von der Leyen che, nella lettera sulla competitività inviata ai leader lunedì scorso, in previsione del Consiglio, fa esplicito riferimento a questa possibilità".

 

sigfrido ranucci manifestazione viva la stampa libera

"Con Merz e altri 15 leader abbiamo indirizzato una lettera" a Ursula von der Leyen "per accelerare la semplificazione" in tre punti tra i quali una revisione dell'attuale normativa, "la cancellazione della regolamentazione non necessaria e il contenimento delle proposte legislative dove maggiore" è l'efficacia dell'intervento europeo, ha detto Meloni. "Non è il momento di esitare ma il tempo di porre rimedio agli errori del passato".

 

In Aula, accanto alla presidente del Consiglio, il governo era quasi al completo. Vicino a Meloni, per ora, ci sono il vicepremier Matteo Salvini e i ministri Adolfo Urso (Imprese), Tommaso Foti (Affari Ue), Pichetto Fratin (Ambiente), Roberto Calderoli (Autonomie), Anna Maria Bernini (Università), Daniela Santanché (Turismo), Luca Ciriani (Rapporti con il Parlamento), Paolo Zangrillo (Pubblica amministrazione), Alessandro Giuli (Cultira) e Orazio Schillaci (Salute). L'aula è quasi al completo. Presiede il presidente Ignazio La Russa.

 

GIORGIA MELONI REPLICA AL SENATO

"Il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre ancora una volta arriva in un frangente internazionale estremamente complesso" e l'Italia si presenta "forte di una stabilità politica rara nella storia repubblicana", ha sostenuto Meloni, sottolineando che gli "indicatori economici e finanziari solidi la rendono apprezzata dagli analisti e attrattiva per gli investitori".

 

"Il riconoscimento del Fondo Monetario Internazionale e l'ultima valutazione sul rating dell'Italia da parte dell'agenzia Dbrs, riportano finalmente l'Italia dove merita di stare, cioè in serie A, e dimostrano la correttezza della strategia di sviluppo e delle politiche di bilancio messe in campo da questo governo, confermate anche con la legge di bilancio varata la scorsa settimana dal Consiglio dei ministri. Tutto questo consente all'Italia di presentarsi con autorevolezza al tavolo del Consiglio europeo, per contribuire, con le sue posizioni, a scelte che necessitano di pragmatismo, di visione e di ambizione", ha aggiunto.

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…