manlio messina renato schifani giorgia meloni

È ESPLOSO IL BUBBONE NEL CENTRODESTRA SICILIANO! - MANLIO MESSINA, L’EX VICECAPOGRUPPO DI FDI ALLA CAMERA, SPARA A ZERO CONTRO IL GOVERNATORE SICILIANO RENATO SCHIFANI E NE INVOCA LE DIMISSIONI: “OGGI SI PARLA DI BOSS MAFIOSI CHE METTONO LE MANI SUI FONDI DEL PNRR O CHE GESTISCONO LIDI A PALERMO, E LUI? TACE. MA IL “METODO SCHIFANI” LO CONOSCIAMO BENE: FAR USCIRE NOTIZIE ANCHE FALSE CONTRO GLI AVVERSARI INTERNI, PER POI PRESENTARSI COME IL PALADINO DELLA GIUSTIZIA. PECCATO CHE, QUANDO SI TRATTA DI SUO FIGLIO O DEL TRAPANI CALCIO, A CUI HA FATTO ARRIVARE 300 MILA EURO COME SE NULLA FOSSE, PREFERISCA IL SILENZIO. DIMETTERSI, NO VERO?”

 

Estratto dell'articolo di www.lasicilia.it

 

manlio messina giorgia meloni

Ogni mattina, in quel pezzo d’Africa che è la Sicilia, quando sorge il sole, la gazzella Renato si sveglia e sa già che dovrà correre più veloce del leone Manlio.

 

Succede da poco meno di una settimana. Da quando, cioè, l’ex vicecapogruppo alla Camera di FdI ha cominciato a picconare Palazzo d’Orléans. Una raffica social, con un ritmo incalzante. 

 

Manlio Messina attacca, ad alzo zero, Renato Schifani. Senza filtri, senza giri di parole. Dalla messa in discussione della paternità dei risultati del governo regionale (i siciliani «non hanno l’anello al naso»,)

 

all’allarme sugli 11 miliardi di Pnrr a rischio (un «fallimento» di cui è responsabile l’attuale governatore), fino al colpo basso sui 300mila euro al Trapani Calcio, che «ha come consulente suo figlio».

 

La tesi di fondo è chiara: Schifani, che «continua a vaneggiare», «beneficia di anni di lavoro» del predecessore Nello Musumeci, dopo il quale «la Sicilia rischia di andare indietro» senza un «sussulto d’orgoglio».

 

RENATO SCHIFANI E GIORGIA MELONI - G7 AGRICOLTURA ORTIGIA

[…] «Sogno o son desto? Benvenuto all’opposizione, Manlio», il sardonico commento di Ismaele La Vardera a uno dei post dell’ex meloniano ora esule al gruppo misto di Montecitorio.

 

E in effetti è proprio così. Messina, negli ultimi giorni, è diventato una spina nel fianco di Schifani. Che non ha mai risposto ufficialmente. I due, per la verità non si sono mai amati.

 

L’ex assessore, ad esempio, non gradì la linea dura del governatore sul caso Cannes, con il bonus (anzi: il malus) del sospetto che alcune carte sugli scandali del Turismo fossero state tirate fuori da “manine” interessate. Il presidente della Regione, da parte sua, ha sempre avvertito l’ostilità dell’ex leader siciliano della corrente turistica fino ad addebitargli alcune trame oscure contro il governo.

 

il post di manlio messina contro renato schifani

[…] A partire dalla carta d’identità politica di Messina. Fuoriuscito da FdI, dopo le dimissioni da vicecapogruppo a Montecitorio, al culmine di un repulisti della classe dirigente siciliana che, col senno di poi, sembrava orchestrato soltanto per liberarsi di lui.

 

E allora, si chiedono tutti nel centrodestra siciliano (e non solo), perché lo fa? Messina "kamikaze" che si fa esplodere contro Schifani che, come confidato ad alcuni amici, «in questi tre anni non ha fatto altro che attaccarmi alle spalle»?

 

Oppure, a maggior ragione visto l’autorevole «torna a casa, Lassie» rivolto all’ex assessore a Ragalna dal ministro Musumeci (dopo aver sdegnosamente disconosciuto il governo attuale: «Nessuna continuità con il mio»), c’è qualcosa in più? Luca Sbardella, proconsole meloniano in Sicilia, continua a ripetere a tutti che «Manlio non è più nel partito e parla a titolo personale».

 

MANLIO MESSINA ALLA CAMERA

E lo ha garantito anche allo stesso Schifani, con cui i rapporti sono altalenanti.

 

Il commissario regionale di FdI non ha gradito di essere stato messo alla porta di Palazzo d’Orléans nel penultimo faccia a faccia e poi ha fatto la voce grossa nel vertice in cui il partito ha messo in mora il governatore sulle nomine della sanità.

 

«Quando Renato era presidente del Senato - sibila un fedelissimo - questo qui era un portaborse del Pdl a Palazzo Madama». Oggi, però, le distanze si sono accorciate e il deputato laziale rappresenta il partito della premier in Sicilia.

renato schifani

 

Non abbiamo risposto alla domanda. Perché lo fa? «Sono un uomo libero ed esprimo le mie opinioni, non devo chiedere l’autorizzazione a nessuno», l’unica interpretazione autentica che Messina concede a La Sicilia.

 

Il ritorno nel partito? «E per fare che? Era e resta casa mia. Ma il rientro, che qualcuno magari non gradirebbe, non è all’ordine del giorno».

 

MANLIO MESSINA GIORGIA MELONI

[…] Messina può non essere il "gladiatore" solitario né lo strumento di una sottile strategia dei «due forni» dei meloniani di lotta e di governo. E la sua crociata anti-Schifani, corroborata da telefonate e messaggi di congratulazioni da big siciliani del partito, è soltanto (si fa per dire) la voce della pancia di Fratelli d’Italia.

MANLIO MESSINA GIORGIA MELONIRENATO SCHIFANI, GIORGIA MELONI E FRANCESCO LOLLOBRIGIDA - G7 AGRICOLTURA ORTIGIArenato schifani 2renato schifani 1MANLIO MESSINA GIORGIA MELONI

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...