jeffrey epstein peter mandelson keir starmer

È STATO RILASCIATO PETER MANDELSON, L’EX MINISTRO ED EX AMBASCIATORE BRITANNICO NEGLI USA, FERMATO IERI PER IL SUO COINVOLGIMENTO NEL CASO EPSTEIN – SOPRANNOMINATO “IL PRINCIPE DELLE TENEBRE”, È ACCUSATO DI NEGLIGENZA NELL’ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI PUBBLICHE PER AVER RIVELATO SEGRETI DI STATO AL FINANZIERE PEDOFILO – ARCHITETTO DEL “NEW LABOUR” DI TONY BLAIR, MANDELSON ERA STATO NOMINATO AMBASCIATORE A WASHINGTON DAL PREMIER STARMER, CHE SPERAVA NELLA SUA BUONA INFLUENZA SU TRUMP. E AVEVA FUNZIONATO – LA FOTO IN ACCAPPATOIO CON EPSTEIN, L’OMOSESSUALITÀ CHE LO HA TENUTO AL RIPARO DALLE ACCUSE DI VIOLENZA E LA FISSA PER I SOLDI: “SIAMO INTENSAMENTE RILASSATI RIGUARDO ALLA GENTE CHE DIVENTA SCHIFOSAMENTE RICCA…”

 

 

peter mandelson rilasciato

Rilasciato su cauzione l'ex ambasciatore Mandelson 

(ANSA-AFP) -La polizia britannica ha rilasciato su cauzione Peter Mandelson, l'ex ministro ed ex ambasciatore britannico negli Usa, fermato ieri per il suo coinvolgimento nel caso Epstein.

 

"Un uomo di 72 anni, fermato con l'accusa di negligenza nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche, è stato rimesso in libertà su cauzione in attesa del proseguimento delle indagini", si legge in un comunicato della polizia, nel quale non viene mai specificato il nome della persona rilasciata. Secondo quanto riferito dalla Press Association, citando una fonte di polizia, l'uomo è Peter Mandelson.

 

IL «PRINCIPE DELLE TENEBRE» GIÀ TRAVOLTO DAGLI SCANDALI MA L’AMICIZIA CON JEFFREY GLI È COSTATA L’INTERA CARRIERA

Estratto dell’articolo di Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

 

Personaggio luciferino, versato nelle più oscure arti della manipolazione (da qui il soprannome di «Principe delle Tenebre»), Peter Mandelson ha attraversato come figura chiave, spesso dietro le quinte, la storia britannica degli ultimi tre decenni.

 

peter mandelson rilasciato

Lui è stato al cuore del progetto del New Labour di Tony Blair, di cui era uno dei principali consiglieri, per poi diventare due volte ministro, al Commercio e all’Irlanda del Nord. Ma già due volte era caduto per scandali di varia natura, sempre legati alla sua cupidigia di fondo, forse uno dei tratti trainanti del suo carattere: e così, dopo la defenestrazione a settembre dal ruolo di ambasciatore a Washington, deteneva il record di politico britannico cacciato tre volte, cui adesso si è andata ad aggiungere l’ignominia dell’arresto.

 

donald trump e peter mandelson

Due cose hanno sempre affascinato Mandelson, il potere e il denaro (meglio se coniugati assieme): e così non si faceva scrupolo di farsi invitare sugli yacht di oligarchi russi (prima che venissero messi al bando), così come è sua la celebre frase che riassumeva l’atteggiamento del New Labour verso il business: «Siamo intensamente rilassati riguardo alla gente che diventa schifosamente ricca».

 

[…]Per  Starmer, nominare ambasciatore a Washington un personaggio con un passato così ingombrante era un azzardo: ma per ammansire Trump, occorreva ricorrere a un peso massimo che fosse un maestro di persuasione. E dunque Mandelson era apparso come la scelta obbligata. In men che non si dica, il «Principe delle Tenebre» si era trasformato nell’«uomo che sussurra a Donald»: con risultati brillanti, perché è grazie alle sue arti magiche che Londra aveva ottenuto i dazi minimi dalla Casa Bianca, molto più bassi di quelli imposti all’Unione europea.

 

[…]

epstein files peter mandelson

 

Il nome di Mandelson compariva già nell’ormai famigerato libro di auguri per il 50esimo compleanno di Epstein, assieme a Donald Trump, Bill Clinton e una schiera di altri personaggi: e della sua passata amicizia col lurido finanziere si sapeva da tempo. Ma a settembre nelle mani dei media era finita una cascata di email in cui l’ex ambasciatore definiva Epstein il suo «migliore amico» e lo incoraggiava a resistere alle accuse di sfruttamento della prostituzione minorile, offrendosi di aiutarlo.

 

Un anonimo ministro aveva definito il contenuto di quelle email «vomitevole» e per Starmer, che fino all’ultimo aveva difeso il suo ambasciatore in Parlamento, non c’era stata altra scelta che rimuoverlo su due piedi dal suo incarico.

 

Oltre ai messaggi scambiati fra Mandelson e Epstein, in questi mesi a Londra avevano fatto scalpore anche le foto, come quella in cui si vedeva il politico britannico in accappatoio a colloquio col finanziere.

l arresto peter mandelson 3

 

C’è da dire che a proposito di Mandelson, omosessuale e sposato con un ex modello brasiliano, non si è mai chiacchierato di favori sessuali come quelli procurati al principe Andrea: ad attrarre il ministro laburista era il fascino della vicinanza ai ricchi e potenti, verso i quali era pronto a fornire i suoi servigi. Non a caso, dopo l’uscita (più o meno) dalla politica attiva, aveva fondato una società di consulenza e lobbying, la Global Counsel […]

 

Mandelson era però così convinto della propria eccezionalità che anche dopo la cacciata da Washington sembrava sicuro di potersi riabilitare: si era messo a fare il commentatore sulle riviste politiche e si era concesso a una lunga intervista privata col Times . Pareva quasi volesse negare a se stesso l’enormnità del suo passato, che alla fine lo ha riacciuffato con la pubblicazione degli ultimi file, che includevano anche una sua foto in mutande ormai celebre: ed è così che alla fine si è ridotto.

peter mandelson keir starmerpeter mandelson sull isola di jeffrey epsteinPeter Mandelson in mutande con una donna a casa di jeffrey epsteinPeter Mandelson jeffrey epstein il biglietto di auguri di bill clinton per jeffrey epsteinpeter mandelson e iul biglietto d auguri per jeffrey epstein 4peter mandelson e jeffrey epstein 2Peter Mandelson jeffrey epstein Peter Mandelson jeffrey epstein keir starmer principe andrea peter mandekson jeffrey epstein

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