bianca enrico berlinguer ignazio la russa

ENRICO BERLINGUER? A NOI! – CHE CI AZZECCA IL SEGRETARIO-SIMBOLO DEL PCI CON GLI EREDI POST-FASCISTI DEL MSI? PERCHÈ LA FIGLIA BIANCA, DIMENTICANDO CHE IL PADRE FU COLUI CHE NEL 1981 SOLLEVÒ LA QUESTIONE MORALE ("I PARTITI DI OGGI SONO SOPRATTUTTO MACCHINE DI POTERE E DI CLIENTELA"), È ANDATA NELLA “TANA DEL LUPO” DI IGNAZIO LA RUSSA, CON TANTO DI STANDING OVATION DEL POPOLO DI FDI ALLA MEMORIA DI ENRICO BERLINGUER? - OGGI, IL BERLINGUERISMO VIENE INFILATO NEL FRULLATORE PER SVOLGERE UNA FUNZIONE DI LEGITTIMAZIONE O RILEGITTIMAZIONE. ECCOLO EFFIGIATO NELLA NUOVA TESSERA 2024 DEL PD DI ELLY SCHLEIN, CHE PUÒ INVOCARE A BUON DIRITTO LA PROPRIA DISCENDENZA (ANCHE) DA QUELLA STORIA, MA ADESSO, GRAZIE A BIANCHINA, TOCCA ASSISTERE ALLO SCIPPO (E SCEMPIO) DELLA FIGURA DI RIFERIMENTO DELLA SINISTRA AD OPERA DELLA DESTRA MELONIANA - VIDEO

 

IL PANTHEON DEL PARTITO DELLA NAZIONE SCIPPA BERLINGUER AGLI AVVERSARI

Massimiliano Panarari per “La Stampa”

 

ENRICO BERLINGUER ALLA MANIFESTAZIONE DEL 1984 CONTRO I TAGLI ALLA SCALA MOBILE

Da una parte, la leader di un partito ormai personal-cesaristico («Scrivi Giorgia»), che annuncia la sua candidatura per mandare la sinistra all’opposizione anche in Europa (vaste programme, a differenza di quanto avvenuto nel cortile di casa).

 

Dall’altra, la standing ovation dedicata dal popolo di FdI alla memoria di Enrico Berlinguer durante la vivace intervista fatta dalla figlia al maggiorente del partito Ignazio La Russa.

 

 

L’ambivalenza programmatica dei neopopulisti. Così, Bianca Berlinguer, come ha detto ringraziandola il presidente del Senato, è andata nella «tana del lupo» meloniana, che è anche la Terra dei padri di tolkieniana suggestione, dove la «tradizione familiare viene tenuta in gran conto».

Ignazio la russa con Riccardo De Corato NEL 1992 VICINO A UNA FOTO DI MUSSOLINI

 

 A dirla tutta, Berlinguer non viene più da Marte (il “pianeta rosso”), e il telespettatore di destra si è abituato a vederla su Rete 4, dove è approdata alla fine di un insistente corteggiamento da parte di Pier Silvio Berlusconi che voleva inaugurare una nuova stagione less populist dei talk di Mediaset (altro “vasto programma”…).

 

Nel corso della conversazione, la figlia ha voluto contrastare il tentativo di appropriazione indebita del padre da parte degli eredi del Msi, ma si è ritrovata a fronteggiare la “destrezza” anche dialettica di La Russa e l’omaggio alla sua memoria sotto forma di un intenso applauso del pubblico in sala.

BIANCA BERLINGUER - IGNAZIO LA RUSSA - CONFERENZA PROGRAMMATICA DI FDI A PESCARA

 

Si mescolano, così, vari piani, che vanno oltre il rimando larussiano ai «cognomi che non si cancellano».

 

Per le circostanze, epiche e tragiche al tempo stesso, in cui è maturata la sua morte il nome di Enrico Berlinguer suscita in maniera naturale e trasversale un’ondata di emozione.

BIANCA BERLINGUER - IGNAZIO LA RUSSA - CONFERENZA PROGRAMMATICA DI FDI A PESCARA

 

E l’atto di rispetto che gli tributò Giorgio Almirante nella camera ardente – nel quale confluivano il fair play che aveva contraddistinto questi duellanti e le loro frequentazioni segrete in tema di terrorismo e opposti estremismi – costituisce un episodio rivendicato orgogliosamente dagli eredi di quella cultura politica. Intriso anche di nostalgia di quei tempi andati (durissimi, per la verità…) della Repubblica dei partiti in cui tutto risultava ideologicamente molto chiaro, ed esistevano passioni politiche di massa.

 

Oggi, archiviate le strutturate ideologie storiche, il berlinguerismo viene infilato nel frullatore postmoderno di idee e suggestioni per svolgere una funzione di legittimazione o rilegittimazione.

 

Lo abbiamo visto effigiato nella nuova tessera 2024 del Pd, che può invocare a buon diritto la propria discendenza (anche) da quella storia, ma adesso vi ha fatto ricorso in termini eminentemente comunicativi e proprio nel bel mezzo del deflagrare di quello che a tanti è apparso come il ripresentarsi della questione morale.

 

enrico berlinguer

E fa appunto capolino nelle aspirazioni dei Fratelli d’Italia alla costruzione di una formazione pigliatutto che vuole essere (letteralmente) il nuovo, egemonico «partito della nazione». E non esita a rinnovare il proprio pantheon “su misura”, cercando appunto di pigliare decisionisticamente e sfilare agli avversari certe loro figure di riferimento.

 

BIANCA BERLINGUER INTERVISTA LA RUSSA ALLA FESTA FDI. LUI: «GRAZIE DEL CORAGGIO, COL TUO COGNOME LO HAI DALLA NASCITA»

Massimo Ferraro per www.open.online

 

Alla kermesse di Fratelli d’Italia a Pescara, dove è attesa la premier Giorgia Meloni per annunciare la sua candidatura come capolista in tutte e cinque le circoscrizioni alle Europee di giugno, c’è anche Bianca Berlinguer.

 

GIORGIO ALMIRANTE AI FUNERALI DI ENRICO

La conduttrice tv è ospite in un colloquio faccia a faccia con Ignazio La Russa. Il presidente del Senato, prima di iniziare il panel, decide però di rendere omaggio alla giornalista-avversaria: «Prima di tutto vorrei ringraziare veramente Bianca Berlinguer ad aver accettato l’invito di venire nella tana del lupo. Ci vuole coraggio, ma una che si chiama Berlinguer il coraggio ce l’ha dalla nascita».

 

bianca letizia enrico berlinguer

La Russa poi ammette che in passato ci sono state un po’ di frizioni tra i due: «Se ho chiamato lei però è perché non volevo avere solo domande che potessero apparire comode», prosegue, «lei mi ha sempre interrotto, abbiamo fatto delle scenette in tv terribili negli anni. Ma qualunque domanda, qualunque interruzione, mi fareste felice se l’applaudiste sempre», dice rivolto alla sala, che omaggia la giornalista con un lungo applauso. E poi racconta come si sono conosciuti, molti anni fa, durante un evento delle destra italiana negli Stati Uniti.

 

ignazio la russa da giovane

APPLAUSI A BERLINGUER: LA STRANA PASSIONE DI FDI PER ENRICO

Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

L’applauso meno atteso: sono le undici quando la platea di Fratelli d’Italia si alza in piedi per una standing ovation alla memoria di Enrico Berlinguer. […] Succede che il partito di Meloni, dove pure si fa fatica a dichiararsi antifascisti e che anzi torna ad additare il fantasma del comunismo […], si aggrappi spesso e volentieri alle figure di maggior richiamo della storia della sinistra.

 

ENRICO BERLINGUER COLTO DA MALORE jpeg

La stessa Meloni, a febbraio, ha fatto visita alla mostra di Berlinguer a Testaccio, accompagnata dall’ex tesoriere del Pds Ugo Sposetti. E il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha annunciato, in un’intervista a Repubblica, una mostra su Antonio Gramsci. La nuova Destra prende in prestito le icone della sinistra. E non nega il suo applauso neppure ad altri protagonisti più recenti della storia di Pci, Pds e Ds come l’ex ministro Marco Minniti, che ha partecipato sabato a un panel della conferenza FdI sul piano Mattei.

 

Un cortocircuito? Un riconoscimento che porta una rendita mediatica? Di certo non tutti apprezzano, nella maggioranza. Non lo fa Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, che poco dopo la convention di FdI sottolinea che «sono prive di fondamento» le lodi al segretario di un partito «oggi travolto dagli scandali » e allora beneficiario di «tre forme di finanziamento illegale».

 

Ignazio La Russa, giovane nostalgico

Ma Gasparri è off topics, perchè La Russa - che incassa la solidarietà di Sergio Mattarella per la foto sui social che ritrae a testa in giù il presidente del Senato - a Pescara sostiene che la destra italiana ha rispetto dei miti politici avversari e non cerca neppure egemonie culturali. «Nessuno vuole cacciare nessuno, neanche Scurati. Che anzi - dice La Russa - mi aspetto ora scriva di Stalin e di cui io avrei trasmesso il monologo. Senza dargli un euro, perché già fa un sacco di soldi parlando di Mussolini...». La Russa invoca «una parola di pacificazione su tanti giovani che persero la vita: oggi c’è qualche segnale brutto, di intolleranza nelle università - afferma - con la “caccia all’ebreo”. Vedo chi ci prova a far tornare quel clima ».

 

cimeli del duce a casa di ignazio la russa

A differenza degli anni ‘70, rimarca il presidente del Senato, «da molte forze politiche c’è un alt a questo modo di concepire il contrasto, e questo arriva pure dal presidente della Repubblica. Anche se nelle università un piccolo focolaio potrebbe diventare un incendio. Fermiamolo finché siamo in tempo».

ignazio la russacimeli del duce a casa di ignazio la russaa casa di ignazio la russa

ENRICO BERLINGUER COLTO DA MALORE jpeg

 

ENRICO BERLINGUER E FAMIGLIA

ignazio la russa maurizio gasparriignazio la russa salutamarcello taglialatela ignazio la russa DANIELA SANTANCHE E IGNAZIO LA RUSSA

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