CHI FA LA SPIA NON È FIGLIO DI MARIA! - L'EX TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA PASQUALE STRIANO SPIAVA ANCHE IN VATICANO. È QUANTO EMERGE DAL 57ESIMO CAPO D’IMPUTAZIONE NOTIFICATO DALLA PROCURA DI ROMA ALL’EX FINANZIERE – SOTTO LA SUA LENTE SAREBBERO FINITI SACERDOTI, BROKER E FUNZIONARI DELLA SANTA SEDE – LA STRANA COINCIDENZA TEMPORALE DELLE RICERCHE NELLE BANCHE DATI: VENNERO EFFETTUATE NEL LUGLIO 2019, POCHI MESI PRIMA DELLO SCOPPIO DELLO SCANDALO DEL PALAZZO DI SLOANE AVENUE, A LONDRA –STRIANO AVREBBE "ATTENZIONATO" MONSIGNOR MAURO CARLINO, L’EX FUNZIONARIO DELL’UFFICIO AMMINISTRATIVO DEL DICASTERO FABRIZIO TIRABASSI, L’ADDETTA ALL’AMMINISTRAZIONE CATERINA SANSONE. E POI IL BROKER RAFFAELE MINCIONE...
Andrea Ossino per www.repubblica.it
Sacerdoti, broker, funzionari della Santa Sede. Tutti, secondo l’accusa, spiati. E poi ancora: ricerche fatte prima che gli scandali esplodessero, interrogazioni su vicende ancora sommerse, e la sensazione che qualcuno stesse leggendo in anticipo gli scandali finanziari che hanno coinvolto il Vaticano.
È lo scenario che emerge dall’inchiesta sui dossieraggi alla Direzione nazionale antimafia, che vede al centro il tenente della Guardia di finanza Pasquale Striano e l’ex pm Antonio Laudati. Un’indagine chiusa mesi fa, ma che continua ad arricchirsi di nuovi livelli.
stabile di sloane avenue londra
Perché quella ricostruita dalla pm romana Giulia Guccione è una voragine, «mostruosa» per la quantità di dati sottratti, «inquietante» per le implicazioni che ha sollevato nel cuore dello Stato. Lo avevano già detto i pm in commissione Antimafia: è un sistema.
Striano, secondo l’accusa, avrebbe utilizzato le banche dati riservate della polizia giudiziaria come un jukebox: una richiesta, un nome, una verifica. E poi un’altra. Un loop.
Ora, mentre il fascicolo si avvia ad essere dibattuto in tribunale, emerge il 57esimo capo d’imputazione. Una nuova conclusione delle indagini. Riguarda le informazioni raccolte sui protagonisti degli scandali vaticani, a partire dall’operazione sul palazzo di Sloane Avenue a Londra.
GAETANO PECORARO INTERVISTA PASQUALE STRIANO - LE IENE 2
Tutto inizia il 19 luglio 2019. Le date contano. Perché il Vaticano annuncerà le perquisizioni della Guardia di Finanza solo l’1 ottobre successivo, dopo una denuncia dello Ior rimasta fino ad allora riservata. I nomi diventeranno pubblici solo il giorno seguente. Ma erano già finiti nelle ricerche di Striano.
Monsignor Mauro Carlino, l’ex funzionario dell’Ufficio Amministrativo del Dicastero, Fabrizio Tirabassi, l’addetta all’amministrazione Caterina Sansone. E poi il broker Raffaele Mincione, il consulente Luca Dal Fabbro, le società Odikon Service Plc e Sunset Enterprise, fino alla manager Cecilia Marogna. Alcuni saranno testimoni, altri indagati, altri ancora usciti dall’inchiesta.
Ma in quel momento, mentre tutto era ancora segreto, quei nomi erano già stati interrogati. Perché? È la domanda che attraversa il fascicolo. Nel nuovo decreto emerge in maniera più nitida un’altra figura: Gabriele Spedicato, investigatore privato e titolare della Gladius Investigations. È indagato.
Secondo l’accusa avrebbe chiesto a Striano informazioni su aziende e comuni cittadini estranei ai grandi dossier. Tutte accuse da cui Striano si difenderà assistito dagli avvocati Tommaso Fusillo e Massimo Clemente.



