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FACCIAMO DEL SENATO UN MUSEO? GRANDE IDEA! - BELPIETRO: "SAREBBE LA MIGLIOR RIFORMA COSTITUZIONALE POSSIBILE. CHIUDENDO PALAZZO MADAMA AVREMMO IL VANTAGGIO DI RISPARMIARE DAVVERO E NON PER FINTA"

dormienti in senatodormienti in senato

Maurizio Belpietro per “Libero Quotidiano”

 

Pare che Matteo Renzi nei giorni scorsi sia arrivato a minacciare di chiudere il Senato e di trasformarlo in un museo. Se ci possiamo permettere di dare un suggerimento al presidente del Consiglio, sarebbe la miglior riforma costituzionale tra le tante di cui si è discusso in questi mesi. Altro che Senato delle Regioni, con i consiglieri non eletti ma nominati.

 

L' Italia potrebbe andare avanti anche rinunciando alla seconda Camera, anzi, forse andrebbe meglio perché si porrebbe fine all' inutile doppione del Senato che legifera sulle stesse materie di cui ci si occupa a Montecitorio. Non solo. Chiudendo Palazzo Madama e trasformandolo in una pinacoteca, avremmo il vantaggio di risparmiare davvero e non per finta.
 

COMMESSI 
SENATO
COMMESSI SENATO

Per ora la riforma in discussione che fa tanto accapigliare i senatori - i quali, come il cappone, ricorrono ad ogni mezzo pur di ritardare l' ora in cui devono finire in pentola - quanto a risparmi assicura pochi spiccioli. In tutto saranno tagliati 300 stipendi, ma nessuno sa dire a quanto lieviteranno i rimborsi, vero escamotage con cui quelli della Casta fanno i soldi.

 

Dunque, i 100 senatori non eletti potrebbero costarci, se non quanto ci costano ora i senatori eletti, poco meno. Perché anche senza elezione e senza uno stipendio, un senatore ha comunque diritto a una diaria, a un portaborse, a qualche collaboratore.

 

voto riforma della scuola in senato  2voto riforma della scuola in senato 2

E allo stesso tempo ci sono i funzionari di Palazzo Madama, che di certo non verrebbero licenziati, ma continuerebbero indisturbati a fare quel che fanno, ossia poco o niente. Risultato, i risparmi sarebbero briciole per il bilancio pubblico. E poi così ridotto il Senato a che cosa servirebbe? A legiferare in materia di Regioni? Ma a quello pensano già i parlamentini regionali, che bisogno c' è di un doppione? Che necessità si intravede di complicare ancora la vita agli italiani con altre norme?

 

Insomma, da qualsiasi lato la si guardi, si capisce che la riforma del Senato altro non è che una copia dell' abolizione delle Province. Ricordate? Anni fa Libero raccolse le firme per cancellare  la struttura intermedia fra città e regioni. Ma quando Renzi varò la grande operazione risparmio, la chiusura delle Province non servì a nulla se non a confondere le idee. Gli uffici provinciali sono sempre lì, dove stavano prima. Anche gli impiegati sono al loro posto. Perfino le tasse non se ne sono mai andate, tant' è che gli italiani sono costretti a pagarle. Dunque, a che cosa è servito abolire le Province se ciò che è stato cancellato è solo il Consiglio provinciale e non tutto il resto del baraccone?

roberto benigni in senatoroberto benigni in senato

 

Nessun adempimento, nessuna norma, nessuna tassa riconducibile alle Province è sparita. Tutto è rimasto come prima. E allora? Tanto valeva tenerci ciò che avevamo: ci saremmo risparmiati per lo meno le sedute fiume del Parlamento per una riforma che non c' è.

 

Discorso analogo lo si può fare per il Senato. A cosa serve far finta di chiuderlo quando resterà aperto, con tutti i suoi funzionari, gli uffici studi e i commessi in divisa da gran cerimonia? Solo a far credere di aver abolito la Camera alta, mentre al massimo si sono aboliti un po' di camerieri che lì hanno soggiornato facendosi chiamare senatori. Ebbene, se si vuole davvero riformare l' Italia, cambiarle verso per dirla con Matteo Renzi, si chiuda definitivamente il Senato, trasformandolo in un museo o in qualcosa d' altro di utile per il Paese.
 

NAPOLITANO MANGIA ALLA MENSA DEL SENATONAPOLITANO MANGIA ALLA MENSA DEL SENATO

Così da un museo delle cere avremo finalmente un museo e basta, che permetterà anche agli italiani di visitarlo. Diversamente, finirà come la rottamazione delle auto blu: dopo la grande asta su internet ad uso e consumo della propaganda di Palazzo, tutto è tornato come prima e non c' è nessuno che vada a piedi o con la propria auto.
 

Il presidente del Consiglio vuole davvero cambiare? E allora faccia la cosa giusta. Chiuda tutto e non parliamo più del Senato. Per quanto ci riguarda, sarà una delle prime volte che applaudiremmo Renzi.
 

maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it @BelpietroTweet

Renzi senatoRenzi senato

 

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