giorgia meloni sardegna salvini meme elezioni regionali carli truzzu

DAGOREPORT - LA FESTA APPENA COMINCIATA È GIÀ FINITA? NO: MA LA SARDEGNA SARÀ L’INIZIO DELLA FINE SE LA DUCETTA NON SI FICCA NELLA TESTOLINA CHE LA POLITICA NON È “QUI COMANDO IO!” - GRAZIE A SU POPULU SARDU, IL CENTROSINISTRA UNITO HA PIÙ NUMERI DEL CENTRODESTRA A PEZZI - FINO A IERI, ALLE AVVISAGLIE DI SALVINI DI TOGLIERE L’APPOGGIO AL GOVERNO, LA MELONA GHIGNAVA MINACCIANDO DI RIPORTARE LA “NAZIONE” AL VOTO. E CON LA VITTORIA DI TRUZZU, AVREBBE CAPITALIZZATO LA SUA PREMIERSHIP DA EROE DEI DUE MONDI - CON LA DISFATTA SARDA E SALVINI AL MURO, DOVE VA “IO SO’ GIORGIA E VOI NON SIETE UN CAZZO”? - SENZA IL TERZO MANDATO, ZAIA PRONTO A SCENDERE DAL CARROCCIO E ADERIRE ALLA LIGA VENETA, LA LEGA SI SPACCA. PER LA DUCETTA INIZIANO GIORNI MOLTO, MOLTO DIFFICILI…

giorgia meloni matteo salvini paolo truzzu

DAGOREPORT

 

La festa appena cominciata è già finita? No: ma il voto in Sardegna sarà l’inizio della fine se Giorgia Meloni non riesce a mettersi in testa che la politica non è un muscoloide “Qui comando io!” bensì dialogo, mediazione, trattativa.

 

Se non si adegua all’andreottismo dei Palazzi Romani che saggiamente predica che il nemico non si combatte ma si compra o si seduce, rischia di tornare nelle grotte di Colle Oppio a leggere Tolkien.

 

Oggi, gli editoriali più spietati per i fragili otoliti della Melona insardinata appartengono a due firme di centrodestra agli ordini degli Angelucci: Minzolini sul “Giornale” e Sechi su “Libero”. Due pezzi durissimi che mettono sul patibolo l’arroganza di potere messa in campo, in un anno e mezzo di governo, non solo verso l’opposizione ma soprattutto verso i suoi alleati Lega e Forza Italia da un premier che, come un Caligola alla cacio e pepe, pensava di poter permettersi di candidare in Sardegna pure ciucciu Truzzu, tanto “Io so’ Giorgia e voi non siete un cazzo”.

 

SARDEGNA, PENSATI LIBERA

La Giorgia, un tipino così pieno di sé che potrebbe stare tre mesi senza mangiare, non aveva considerato che l’impresentabile Truzzu non correva per le politiche dove poteva venir blindato dal cognato fruttivendolo in qualche collegio sicuro, ma il poverino doveva raccattare voti, uno per uno, con la sua faccia e il suo tatuaggio “Trux”.

 

Qualche numero che illumina la disfatta. Alle elezioni politiche 2022 in Sardegna, Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati prese 161.696 voti pari al 23,6%. Al Senato, invece, 155.098 voti pari al 22,7%. Domenica, i fratellini di Colle Oppio hanno raccolto 93.106 voti pari al 13,60%.

 

Dieci punti (di sutura) che stanno lì a sottolineare che gli elettori votano la leadership di Giorgia Meloni. Ma se sulla scheda ci metti un Fazzolari col fez, un Lollobrigida col mattarello o anche la sorellina Arianna che cucina un piatto di spaghetti ajo, olio di ricino e peperoncino, ti becchi il risultato-flop del Truzzu.

           

meloni paolo truzzu

Altro dato uscito dalle urne che avrà fatto digrignare la dentiera della Ducetta: il Partito Democratico ha raccolto 94.411 voti (13,8%) superando i 93.122 di Fratelli d’Italia (13,6%). Un sorpasso seppur minimo ma che peserà sul prossimo dibattito vespiano tra Elly Schein e Giorgia Meloni in vista delle Europee.

 

Il 9 giugno si voterà col sistema proporzionale, ogni partito per sé, e dato che nei sondaggi il M5S è vari punti sotto il Pd, per non farsi fagocitare Conte si è sempre smarcato dal “campo largo” (avvenuto in Sardegna solo grazie al fatto che Elly ha accettato la candidatura della grillina Todde).

 

Ma una volta infilata la scheda nell’urna, Peppiniello Appulo sarà finalmente libero e felice di consumare le nozze con la multi-gender con tre passaporti. Anche perché il M5S perde punti sia rispetto alle regionali che rispetto alle politiche, addirittura passando da 21,8% a 7,8%. A quel punto, il centrosinistra unito avrà più numeri del centrodestra disunito.

giuseppe conte alessandra todde elly schlein

 

Infatti il nemico più intimo della Ducetta è sempre stato il Capitone della Brianza. Al pari di Berlusconi, non l’ha mai sopportata né fisicamente né psicologicamente. Alle solite avvisaglie di Salvini di togliere l’appoggio al governo, la Melona, gonfiati i bicipiti, ghignava minacciando di chiudere la baracca e burattini di Palazzo Chigi e di riportare la “Nazione” alle urne.

 

E con una vittoria di Truzzu, di sicuro “Io so’ Giorgia” avrebbe subito capitalizzato la sua premiership da eroe dei due mondi e chiuso il sipario del primo governo Meloni.

 

GIORGIA MELONI - MEME

Ma dopo il voto di ieri è svanito il sogno di avere un elettorato motivato e pronto a votare i Michetti a Roma e i Truzzu in Sardegna. Di sicuro, “Su populu sardu” ha suggellato “la fine del mito dell'invincibilità” dell’Underdog della Garbatella: solo metà dei sardi è andata a votare e non per sostenere la Meloni. Figuriamoci sul piano nazionale, perché mai qualcuno dovrebbe sentirsi motivato a uscire di casa per rimettere una croce sul simbolo di Fratelli d’Italia?

 

Gli italiani pagano meno tasse? No!

Hanno una sanità pubblica efficiente? No!

Pagano meno la benzina? No!

Sbarcano meno migranti? No!

Prendono un sussidio come prevedeva il reddito di cittadinanza? No!

Pagano meno la spesa al supermercato? No!

Sono diminuite la rata del mutuo o le commissioni bancarie? No!

E’ aumentato il potere d’acquisto degli italiani? No!

E’ avvenuto l’allineamento ai parametri europei degli investimenti nella ricerca? No! (In cambio ad Atrejus è arrivato Elon Musk).

 

Fazzolari

Infatti ieri pomeriggio, quando in consiglio dei ministri si è materializzato il rischio della sconfitta, sono volate parole pesanti sul Pnrr tra l’imbufalito Salvini e il peluche di Giorgia, Raffaele Fitto.

 

Da parte sua, la premier è stata costretta a fare l’equilibrista: da una parte ha accusato la Lega di aver azzoppato Truzzu col voto disgiunto. Una cazzata perché chi ha crocifisso il sindaco di Cagliari è stato il Partito Sardo d’Azione, umiliato dalla pubblica decapitazione del loro leader Christian Solinas a opera di una sadica Melona.

 

Riportava oggi “La Stampa” la dichiarazione di un dirigente sardista: “Andate a vedere l'effetto del voto disgiunto a Cagliari e Quartu. A Roma devono capire che non possono imporci nulla a casa nostra”.

zaia salvini

 

Dall’altra parte, Melona ha trattenuto tutti i vaffa della terra: sa che Salvini è un animale ferito, quindi pericoloso, che rischia di brutto di perdere la leadership della Lega. Questa mattina il governatore leghista del Veneto Luca Zaia è partito a passo di carica per riaprire la strada al terzo mandato.

 

Già respinto in commissione, la questione del terzo mandato finirà al voto in Parlamento: se i Fratellini di Giorgia, invece di inventarsi qualche deroga per le Regioni, lo bocceranno di nuovo, Zaia potrebbe arrivare al redde rationem del Carroccio: mollare Salvini al suo destino e aderire alla Liga Veneta e organizzare una formazione politica locale. Di fatto, la Lega si spacca. Che fa il Capitone azzoppato: ci sta o no a un ritorno alle radici della Lega Nord dell’epoca Bossi?

 

Per la Ducetta sono in arrivo giorni molto, molto difficili…

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...