mario draghi matteo salvini

FISCO EVITANDO IL FIASCO - DRAGHI VUOLE RIMETTERE MANO AL SISTEMA FISCALE: ALLARGAMENTO DELLA NO TAX AREA, SUPERAMENTO DELL'IRAP, SEMPLIFICAZIONE DEGLI SCAGLIONI IRPEF, TAGLIO DELL'ALIQUOTA CONCENTRATO NELLA FASCIA DI REDDITI FRA I 28 E 55MILA EURO (OGGI COSTRETTA A PAGARE IL 38 PER CENTO) - SALVINI HA PROVATO A SCORAGGIARE SUPERMARIO: "LA RIFORMA DEL FISCO LA FAREMO QUANDO ANDREMO AL GOVERNO NOI". MA DRAGHI HA TIRATO DRITTO E HA SEPOLTO LA FLAT TAX CARA ALLA LEGA…

Alessandro Barbera per "la Stampa"

 

DRAGHI SALVINI

Difficile definirla già una riforma compiuta. Le distanze fra i partiti sono ancora troppe perché ci si arrivi in tempi rapidi. Mario Draghi vuol comunque provarci. L'aveva promessa e intende rispettare l'impegno: entro la fine della settimana, salvo veti, porterà in Consiglio dei ministri la bozza di delega fiscale. Il punto di partenza sarà l'indagine conoscitiva e il testo votato all'unanimità dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato in giugno. Allargamento della no tax area, superamento dell'Irap, semplificazione degli scaglioni Irpef, taglio dell'aliquota concentrato nella fascia di redditi fra i 28 e 55mila euro, oggi costretta a pagare il 38 per cento.

FRANCESCO GIAVAZZI - DALLA SUA PAGINA FACEBOOK

 

Di cosa far confluire nella delega di quel testo si è discusso a lungo ieri mattina in un vertice a Palazzo Chigi. C'erano fra gli altri con Draghi il ministro del Tesoro Dainele Franco, il consigliere economico Francesco Giavazzi, il sottosegretario Roberto Garofoli. Spiega la ministra Maria Stella Gelmini, Forza Italia: «Abbiamo trovato un accordo su alcuni punti». Non sulla flat tax, «che ha una caratterizzazione politica e mancano le condizioni politiche per portarla avanti», ma ad esempio «l'abbassamento dell'Irpef sul ceto medio» o «la riduzione se non l'abolizione dell'Irap» Questi sono «punti condivisi da tutti i partiti».

 

maria stella gelmini a cernobbio

Una fonte di governo presente al vertice conferma: «Sarà un testo abbastanza generico, ma utile al dibattito in Parlamento». Vale qui la pena spiegare il complesso iter di approvazione di una legge delega: il governo presenta un testo, lo sottopone al Parlamento, il quale a sua volta dà mandato al governo di adottare successivi decreti legislativi. Se le condizioni politiche lo permettessero, la strada migliore per approvare una riforma organica del fisco che manca dai tempi della legge Visentini: fra meno di un mese - il 9 ottobre - compie giusto cinquant' anni.

 

SALVINI DRAGHI

«La riforma del fisco la faremo quando andremo al governo noi», diceva qualche giorno fa Matteo Salvini. Anche questa volta il premier ha fatto finta di non sentire, e ha deciso di tirare dritto con la sua agenda. Difficile fare previsioni su cosa produrrà effettivamente la delega, che in ogni caso entrerà in vigore nel 2023. Prima della volontà politica di una maggioranza troppo larga, c'è da capire come finanziarla. A bilancio ci sono quasi tre miliardi, al momento sufficienti a finanziare un intervento parzialissimo.

 

LUIGI MARATTIN

Per fare di più, ad esempio ridurre le aliquote sul ceto medio, occorre finanziarla in deficit o viceversa aumentare il gettito di altre voci. Una di quelle possibili, invocata a sinistra, è la revisione delle rendite catastali, spesso vecchie di decenni e sperequate nelle città. Ma la Lega ha già detto no, e così il progetto è stato accantonato per l'ennesima volta.

 

Tutti i partiti sono favorevoli a mandare un segnale ai redditi medio-bassi, ma ciascuno propone di partire da una voce diversa: c'è chi chiede di tagliare l'Imposta sulle persone fisiche (Forza Italia e Lega), chi il costo del lavoro in busta paga (il Pd), chi l'abolizione dell'Imposta regionale sulle attività produttive.

 

enrico letta a cernobbio

Luigi Marattin di Italia Viva, autore della complessa mediazione sul testo delle Commissioni, ha lanciato un'idea che piace a destra e lascia fredda la sinistra: far assorbire l'Irap a carico delle grandi imprese dall'imposta sulle società (Ires) e contestualmente cancellare l'Irap oggi chiesto al mondo delle partite Iva. In questo caso sarebbero sufficienti i tre miliardi già a disposizione.

 

«L'unico modo per abbattere l'evasione fiscale è abbassare le tasse», ha detto Salvini domenica in uno dei tantissimi comizi, all'Aquila. «Mai più multinazionali che pagano solo l'un per cento di tasse», spiegava Enrico Letta qualche giorno prima. Due punti di partenza non inconciliabili, ma sempre difficili da far convergere in un Paese in perenne campagna elettorale.

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’