TE LO DO IO GRILLO - ORA SONO TUTTI RENZIANI DOC MA DI MATTEUCCIO I SUOI COMPAGNI DI PARTITO DICEVANO PESTE E CORNA - FRANCESCHINI: “BERSANI RAGIONA, RENZI RECITA” - ORFINI: ‘’MI RICORDA I PANINARI” - LA MORETTI: “MASCHILISTA, È PIÙ BRUTTO DI BERSANI”

Da “espresso.repubblica.it

Matteo Renzi in trenoMatteo Renzi in treno

 

Sul carro di Matteo Renzi c'è posto per tutti Ma ecco cosa dicevano di lui i nuovi renziani "Irresponsabile. Miserabile. Guascone. Figlio del ventennio berlusconiano. Egocentrico e maschilista. Un grande bluff. Con Matteo Renzi ai vertici, il Partito Democratico sparirà dalla faccia della terra ed il Paese sprofonderà nel caos".

 

No, non sono parole di un post di Beppe Grillo o del Mattinale di Renato Brunetta, ma dei compagni di partito dell'ex sindaco di Firenze. Dichiarazioni rilasciate da politici Pd dal 2010 all'inizio di quest'anno.

 

Poi Renzi si è preso il partito ed il governo del Paese. Ed ecco l'esodo di massa sul carro del vincitore: un processo costante, inarrestabile, che ha subito un'ulteriore accelerazione dopo la schiacciante vittoria democratica alle Europee del 25 maggio.

 

Molti dei critici più agguerriti si sono ritrovati capilista sopra un volo in direzione Strasburgo o al governo con lo stesso Renzi. Ma ecco cosa dicevano, prima di catapultarsi sul carro.

DARIO FRANCESCHINI DARIO FRANCESCHINI

 

 

Gian Luca Galletti, oggi ministro per l'Ambiente nel governo Renzi, 9 gennaio 2014:

“Se Matteo decide di mandare a casa il Governo Letta si assume la responsabilità di mandare il Paese nel caos”.

 

Matteo Orfini, oggi Presidente del Partito Democratico, 6 gennaio 2014:

“Capisco che Renzi voglia rimanere ribelle, ma ora basta atteggiamenti provocatori. Faccia il segretario di partito e la smetta con certe guasconate”.

 

Stefano Fassina, l'esponente Pd che oggi definisce Renzi “l'uomo giusto nel posto giusto”, 19 gennaio 2014:

“Da ieri pomeriggio la legge è un po' meno uguale per tutti. Mi sono un po' vergognato come dirigente del Pd nel vedere l'incontro Renzi-Berlusconi...”.

 

Andrea Orlando, oggi ministro della Giustizia nel governo Renzi (alle ultime primarie Pd era schierato con Cuperlo), dicembre 2013:

“Basta passare con Renzi che si diventa nuovi, quando si passa con Renzi si diventa nuovi anche se non lo si è di curriculum”.

Matteo Orfini Matteo Orfini

 

 

Angelino Alfano non fa parte del Pd, ma oggi è ministro dell'Interno nel governo Renzi, ed il 17 dicembre 2013 diceva...

“Renzi col suo discorso ha chiarito che è un politico di sinistra-sinistra, ed è perciò incompatibile con i nostri valori”.

 

Andrea Orlando, oggi ministro della Giustizia nel governo Renzi, dicembre 2013:

“Il vero apparato che oggi esiste, inteso come professionismo politico, in questo momento è collocato a sostegno di Renzi".

 

Beppe Fioroni, 2 dicembre 2013:

"Renzi passerà alla storia come quello che ha fatto risorgere Berlusconi col voto anticipato facendogli il più grande regalo. È più destabilizzante Matteo di Grillo e Berlusconi".

 

Massimo D'Alema, prima di parlare dello “straordinario risultato” ottenuto da Renzi alle europee (40%), 29 ottobre 2013:

“Non mi pare che al successo mediatico di Renzi corrisponda una straordinaria ricchezza e novità di contenuti. Mi ricorda un po’ quella pubblicità con Virna Lisi... 'con quella bocca può dire ciò che vuole'...”.

 

Francesco Nicodemo, responsabile comunicazione Pd, 2 settembre 2013:

"Franceschini et similia possono fare tutti gli endorsi che vogliono. Quando Renzi sarà segretario questi non conteranno più una mazza". (Quasi tutti finiranno al governo o al Parlamento Europeo...)

moretti alessandra moretti alessandra

 

Stefano Fassina, 4 luglio 2013:

"Renzi utilizza il vittimismo come marketing congressuale... scriva sul suo blog le regole che vorrebbe. E la data del congresso. Noi poi ubbidiamo. Poi però cominciamo a parlare di lavoro e di Europa". E ancora, su twitter: "Matteo tranquillo. oggi al Pd abbiamo parlato dell'Italia. Fonzie diventa ecce bombo?".

 

Beppe Fioroni, da luglio 2013 in poi:

"Il nostro modello di partito quale sarebbe, quello di David Serra e Flavio Briatore?". E ancora: “Ma serviva Renzi per far risorgere la sinistra?”. “Renzi: ovvero tutto il potere a Mr.Hyde e dr.Jeckyll”.

 

Stefano Fassina, 3 luglio 2013:

"Matteo, sulle regole scialla... ci hai appallato! Dovremmo parlare di lavoro invece sono due mesi che Renzi ci appalla con le regole. Se uno è convinto di stravincere contro una banda di burocrati sbandati, non ha l'ossessione delle regole".

 

Edoardo Patriarca, deputato Pd, 1 luglio 2013:

"Il complottismo di Renzi non conosce confini. Renzi sappia che i vescovi non fanno campagne politiche e non guardano in faccia a nessuno".

 

PINA PICIERNOPINA PICIERNO

Enrico Rossi, presidente Pd di Regione Toscana (un anno dopo dirà: “Da antirenziano sono diventato renziano? Il presidente del Consiglio ha il merito di aver rottamato la vecchia classe dirigente del Pd...”), 30 giugno 2013:

"Caro Renzi, il partito non può essere un taxi per la premiership".

 

Rosy Bindi (un anno dopo dirà “Chapeau Renzi, hai battuto anche la mia Dc”), 30 giugno 2013:

"Renzi segretario? Credo che non lo voterò. Non riesco a capire cosa voglia. Non c'ha mai spiegato la sua idea di Pd e di Italia".

 

Matteo Orfini, oggi Presidente del Partito Democratico, 29 marzo 2013:

“Renzi premier? Una follia. Ma fa bene ad andare da Maria de Filippi, ad Amici, spero dica cose di buon senso”.

 

Franco Marini, 21 aprile 2013:

“Renzi ha un livello di ambizione sfrenata, a volte parla e non si sa quello che dice, cerca solo i titoli sui giornali. Se non modera questa ambizione finisce fuori strada”.

 

Federica MogheriniFederica Mogherini

Anna Finocchiaro (oggi presidente della commissione Affari Costituzionali), 15 aprile 2013:

“L'attacco di cui mi ha gratificata Renzi è davvero miserabile. Non sarà mai un uomo di stato”.

 

Stefano Fassina, 15 aprile 2013:

“Renzi continua a fare prevalere le sue aspirazioni personali rispetto agli interessi del Paese e mi sembra irresponsabile. Ormai è evidente che i sondaggi creino deliri di onnipotenza”.

 

Pierluigi Bersani (un anno dopo si congratulerà con Renzi, su twitter, per il risultato elettorale del 25 maggio), 14 aprile 2013:

“Renzi ha fatto tutta la sua carriera politica insultando e rottamando i compagni di partito. Si qualifica da solo. È indecente fare qualunquismo in un momento come questo”.

 

Andrea Orlando, oggi ministro della Giustizia nel governo Renzi, aprile 2013:

“Renzi tenta di intercettare il malessere di una parte della società. Ma non deve esagerare. Il problema è che proponiamo soluzioni diverse. Per noi il cambiamento è un governo che provi a ottenere la maggioranza al Senato sulla base di un progetto, lui preferisce la formula del governissimo, legittima, ma già sperimentata in maniera drammatica visto l'epilogo del governo Monti...”.

Madia mariannaMadia marianna

 

Pierluigi Bersani, 29 novembre 2012:

“La posizione di Renzi si discosta dal baricentro necessario tra cultura di sinistra e cultura

liberale”.

 

Dario Franceschini, oggi ministro dei Beni culturali nel governo Renzi, 28 novembre 2012:

“Ai Tg: tra la competenza e l'esperienza di Bersani e la rottamazione di Renzi ci possono essere dubbi su a chi affidare il Paese dopo Monti?”

 

Federica Mogherini, oggi ministro degli Esteri nel governo Renzi, 28 novembre 2012:

“Ok, Renzi ha bisogno di studiare un bel po' di politica estera, non arriva alla sufficienza, temo”.

 

Rosy Bindi, 28 novembre 2012:

“Vorrei ricordare a Matteo Renzi che ho resistito per vent'anni a Berlusconi, figuriamoci se non resisto qualche settimana a lui...”.

 

Federica Mogherini, oggi ministro degli Esteri nel governo Renzi, 28 novembre 2012:

“Confermo: Matteo, lascia stare la politica estera e di difesa, Obama ed F35 compresi. Ti conviene, dai retta...”. E ancora: “Renzi è un po' troppo sul passato, per essere l'uomo del futuro...”.

MARIANNA MADIA MARIANNA MADIA

 

Rosy Bindi, 21 novembre 2012:

“Renzi dimostra di non avere molti argomenti oltre alla rottamazione. È figlio del ventennio berlusconiano”.

 

Federica Mogherini, oggi ministro degli Esteri nel governo Renzi, 13 novembre 2012:

“Da quel che ho visto su Sky Bersani ragiona da presidente del Consiglio, Vendola è affidabile, Renzi è un po' fuori fase”.

 

Marianna Madia, oggi ministro della Pubblica amministrazione nel governo Renzi, 12 novembre 2012:

“Io voto Bersani: è il miglior Premier che l'Italia possa avere”.

 

Dario Franceschini, oggi ministro dei Beni culturali nel governo Renzi, 12 novembre 2012:

“Bersani ragiona, Renzi recita”.

 

Marianna Madia, oggi ministro della Pubblica amministrazione nel governo Renzi, 12 novembre 2012:

“Ognuno è bravo su qualcosa, ma solo Bersani ha statura da presidente del Consiglio...”.

 

Massimo D'Alema, 9 novembre 2012:

“Il progetto politico di Renzi è di un'inquietante fragilità”.

 

Pina Picierno oggi è una renziana di ferro: capolista Pd nella circoscrizione Italia Meridionale alle elezioni Europee del 2014 (otterrà l'elezione), nel novembre 2012 scriveva su twitter:

renzi parlamento europeo mogherini 3renzi parlamento europeo mogherini 3

“Qualcuno dica a Renzi che l'Onu ha appena stabilito che deve studiare”. “Bella supercazzola di Matteo Renzi sui diritti”, “Lo slogan Adesso di Matteo Renzi? Lo ha lanciato Franceschini nel 2009, mazza che svolta!”, “La soluzione per Matteo Renzi è più discoteche in Iran”, “M’avanzano un sacco di cappellini della campagna di Renzi, che faccio li spedisco a lui o libero il mio garage?”, “Mi avvicino alla fase finale in punta di piedi dice Matteo Renzi. E che piedi c'hai scusa. Mattè?”, “Felice che Bersani visiti i beni confiscati, è l'unico a parlare di lotta alle mafie. Mi piacerebbe che Renzi facesse lo stesso”, “Ma Renzi per chi ci ha preso, per Renziani?!”.

 

Massimo D'Alema, 8 novembre 2012:

“Se si va sulla strada di Renzi si va al disastro politico”.

 

Rosy Bindi, 31 ottobre 2012:

“La battaglia di Matteo Renzi per la rottamazione è una barbarie politica, perché tocca persone

senza rispettarle”.

 

MATTEO ORFINI MATTEO ORFINI

Alessandra Moretti, già bersaniana e cuperliana, diventerà una delle renziane più intransigenti. Ecco cosa diceva tra il 22 ed il 25 ottobre 2012:

“Matteo Renzi non sta bene dove può essere messo in discussione, non ama il confronto democratico e si comporta da primadonna, ma ne abbiamo già avuta una e si chiamava Silvio Berlusconi. Renzi è egocentrico e anche maschilista”.

 

E ancora, sempre Alessandra Moretti:

“Chi è più bello tra Renzi e Bersani?... Bersani tutta la vita! Ma avete visto le foto di Bersani da giovane quando aveva i capelli fluenti? Assomiglia a Cary Grant, un possibile attore, e poi è alto e con le spalle larghe. Non c'è paragone con Renzi, che ha pure quel modo di parlare così strano...”.

 

Pierluigi Bersani, 19 ottobre 2012:

“Renzi? Chi a base alle Cayman non potrebbe dare consigli”.

 

Franco Marini, 16 ottobre 2012:

“Renzi è come Grillo, è la personificazione della poca consistenza politica al servizio di interessi terzi”.

 

Nicola Latorre, senatore Pd ed ex dalemiano di ferro, ci tiene a precisare una cosa... (16 ottobre 2013):

"Guardate che io sono diventato renziano convinto 8 mesi fa".

PINA PICIERNOPINA PICIERNO

 

Stefano Fassina, 8 ottobre 2012:

“A Renzi dobbiamo cominciare a chiedere i diritti d'autore, anche oggi fa copia-incolla delle proposte Pd, per farle sue”.

 

Massimo D'Alema, 24 settembre 2012:

"Se Renzi vincerà le primarie non esisterà più il centrosinistra. Ha detto che vuole allearsi con il popolo, sono frasi non nuove... poi è andata a finire malissimo".

 

Piero Fassino, 16 settembre 2012 (qualche tempo dopo dirà “Nessuna giravolta, Renzi sa suscitare speranza”, “Voglio vincere con lui”):

“Non mi scandalizzo che Renzi voglia presentarsi alle primarie, ma ho due obiezioni: è sindaco da appena due anni e se il suo programma è 'tutti a casa', non è un programma per governare il Paese”.

 

Federica Mogherini, oggi ministro degli Esteri nel governo Renzi, 12 settembre 2012:

“Renzi sceglie lo slogan che usò Franceschini alle primarie 2009, 'Adesso'. Come inizio di rottamazione lascia un po' a desiderare...”.

 

Matteo Orfini, oggi Presidente del Partito Democratico, 6 settembre 2012:

“Renzi è l’ultimo giapponese di una linea che in tutto il mondo è stata abbandonata”.

 

Pina Picierno 2Pina Picierno 2

Franco Marini, 26 giugno 2012:

“Oggi vedo Renzi perdente. È lui a rischiare di essere rottamato. Non credo abbia la maggioranza nel partito e se andassimo a contarci rischia un flop rilevante. Per questo voglio dargli un consiglio: poiché formalmente non ha ancora deciso di candidarsi alle primarie, si fermi!”.

 

Matteo Orfini, oggi Presidente del Partito Democratico, 25 giugno 2012:

“Renzi mi ricorda i Righeira, gli Europe, certe sue scelte estetico-musicali mi ricordano il mondo dei Paninari”. C'è un'idea della spettacolarizzazione della politica un po' figlia di quegli anni...”

 

Stefano Fassina, 22 giugno 2012:

“Renzi non si capisce nemmeno cosa propone. Ripete a pappagallo le ricette della destra. L'unica cosa certa di Renzi è la sua data di nascita”.

Alessandra MorettiAlessandra Moretti

 

Stefano Fassina, 26 ottobre 2011:

“Renzi rimpacchetta come nuove vecchie ricette economiche fallite”.

 

Stefano Fassina (oggi definisce Renzi “l'uomo giusto al posto giusto, il valore aggiunto, un politico di grande qualità”), 12 ottobre 2011:

“Le ricette di Matteo Renzi? Più che un 'big bang', mi sembra un 'big bluff'...”.

 

Massimo D'Alema, 10 ottobre 2010:

“Lo sapete che se mi stuzzicano reagisco. E che se c’è da combattere, combatto. Renzi ha sbagliato, e continua a sbagliare. Ho deciso di restare, e Matteo si farà del male”...

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...