giorgia meloni matteo salvini autonomia

AUTONOMIA ANNACQUATA – FRATELLI D’ITALIA CONTINUA NELL’OPERA DI NEUTRALIZZAZIONE DELLA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” LEGHISTE, CHE DOVREBBE CORRERE IN PARALLELO AL PREMIERATO MELONIANO – NESSUNA DELLE MATERIE DEVOLVIBILI SARÀ AFFIDATA ALLE REGIONI SE PRIMA NON SARANNO STABILITI I LIVELLI ESSENZIALI DI PRESTAZIONI SU TUTTO IL PAESE. LA PREMIER AL SUD HA LA SUA ROCCAFORTE ELETTORALE: NON PUÒ FAR PASSARE UNA LEGGE CHE MASSACRA IL MERIDIONE – LA BATTUTA DI MARCELLO PERA SULLE “GRIDA MANZONIANE” E L’EMENDAMENTO “CACCIAVITE”

giorgia meloni matteo salvini atreju

AUTONOMIA: CALDEROLI,FONDI CI SONO MA NON PER SCAMBIO VOTI

(ANSA) - "Le risorse, anche per il Sud, ci sono e ce ne saranno, bisogna spenderle bene e non usarle per ottenere un voto in cambio di qualcosa e far partire i territori tutti dalla stessa linea di partenza". L'ha detto il ministro per le Autonomie, Roberto Calderoli, nel suo intervento in Aula durante la discussione sulla riforma dell'autonomia differenziata in corso al Senato.

 

"Di risorse ne girano e ballano pure parecchie - ha continuato Calderoli - Nel settennato 2014-2020 di 126 miliardi, 33 sono stati spesi e e 83 rimasti nel cassetto. Riguardo a quelle risorse per chi non lo sapesse, quelle dei fondi nazionali prevedono che l'80 sia destinato al sud, di quelle europee il 70%.

 

ROBERTO CALDEROLI GIORGIA MELONI

Quindi le risorse ci sono e ci saranno. Bisogna usarle, spenderle bene e non usarle per ottenere un voto in cambio di qualcosa ma per realizzare opere infrastrutturali e per far partire tutti dalla stessa linea di partenza". E ha concluso: "Ci dicono che ci vogliono i soldi, tanti 50, 100 miliardi... chi offre di più? Come dice il professor Cassese per avere la possibilità di finanziare qualcosa bisogna prima definire i diritti civili e sociali e stabilire il livello essenziale, cosa che abbiamo già fatto. Ora stiamo realizzando costi e fabbisogni standard. Quando avremo finito per ogni regione la somma darà la necessità delle risorse da usare".

 

giorgia meloni roberto calderoli.

AUTONOMIA: CALDEROLI,DDL SPACCA ITALIA?NO,ATTUA COSTITUZIONE

(ANSA) - "Io ho cercato di attuare la Costituzione rispetto a quello che c'è e c'era. Quando mi viene detto che il mio è un ddl 'spacca Italia' io dico guardate che l'autonomia differenziata non è nel mio disegno di legge ma è dentro la Costituzione che avete fatto voi". L'ha detto il ministro per le Autonomie, Roberto Calderoli, riferendosi alle opposizioni nel suo intervento in Aula durante la discussione sulla riforma dell'autonomia differenziata in corso al Senato.

 

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

CALDEROLI, NESSUN BARATTO TRA PREMIERATO E AUTONOMIA

(ANSA) - "Nessun baratto tra premierato e autonomia perché forse avete la memoria corta: nel 2005 la riforma chiamata 'devolution' aveva al suo interno il premierato, fu votata allora da tutto il centrodestra e bocciata dal referendum ma la nostra volontà sul premierato era già chiara e già votata". Così il ministro per le Autonomie, Roberto Calderoli, riferendosi alle opposizioni che hanno definito l'autonomia differenziata un 'barattellum' rispetto alla riforma del premierato. Calderoli l'ha detto nel suo lungo intervento in Aula, al Senato, durante la discussione sull'autonomia differenziata.

 

AUTONOMIA: CALDEROLI,ABBIAMO DEFINITO I LEP,MAI PRIMA IN 22 ANNI

autonomia differenziata 1

(ANSA) - "Dicono che io voglio incrementare i divari nel paese, sono 8 mesi che chiedo che mi dicano articolo, comma e riga dove c'è questo peggioramento e incremento dei divari. Io credo che aver preso in mano la questione dei Lep su cui, a parte la definizione, nessuno sa cosa siano perché nessuno l'ha mai definiti. Noi li abbiamo definiti in questa legge e nella legge di bilancio e ringrazio il professor Cassese che ha avuto l'ingrato compito, da maggio a ottobre, e che ci ha detto quali delle 23 materie sono riferibili a diritti civili e sociali e quali no e ha stabilito per ciascuna il livello essenziale di prestazione per singole funzioni, quindi grazie al professore. Sono passati 22 anni e, tranne che chiacchiere, io di cose scritte non ne ho mai viste". Così il ministro per le Autonomie, Roberto Calderoli, nel suo intervento in Aula sulla riforma dell'autonomia differenziata in corso al Senato

 

matteo salvini roberto calderoli

ACCORDO SULL’AUTONOMIA, MA AL RIBASSO. FDI ANNACQUA LA RIFORMA DELLA LEGA

Estratto dell’articolo di Giovanna Casadio per “la Repubblica”

 

Sull’autonomia c’è l’accordo nella maggioranza, ma ha un sapore amaro per la Lega, che è costretta ad accettare le condizioni poste da Fratelli d’Italia. Roberto Calderoli, il ministro dell’Autonomia, sorvola sulle zeppe piazzate dai meloniani e che rischiano di fare andare fuori strada il “federalismo à la carte” dei leghisti. Si limita a dire: «Il trenino delle riforme mi pare che vada. Siamo a un pezzo dell’autonomia differenziata, c’è anche il premierato all’esame della commissione Affari costituzionali».

 

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI - MEME BY OSHO

A riprova che la riforma che tanto sta a cuore a Giorgia Meloni, il premierato, e quella su cui Matteo Salvini si gioca il tutto per tutto — l’autonomia — si tengono. Stanno procedendo insieme: il premierato discusso in commissione da ieri, l’autonomia al voto dell’aula di Palazzo Madama per poi passare velocemente alla Camera e diventare legge prima delle europee. La corsa è iniziata.

 

[…] I leader di Pd, M5Stelle e Avs con un gruppo di parlamentari vanno ieri sera in piazza a Roma a manifestare con i “No Autonomia”, la rete di associazioni, sindaci, cittadini che hanno fatto partire un tam tam. Annunciano battaglia e il referendum abrogativo, se il federalismo leghista diventerà legge.

 

[…] A Palazzo Madama FdI l’ha spuntata su un punto importante. Nessuna delle 23 materie devolvibili sarà affidata alle Regioni che ne faranno richiesta, se prima non sono stabiliti i Livelli essenziali di prestazioni (Lep) su tutto il territorio nazionale.

 

autonomia differenziata secessione dei ricchi

«Non ci saranno cittadini di serie A e di serie B», assicura il presidente della commissione Affari costituzionali, il meloniano Alberto Balboni, il vero “marcatore” di Calderoli. Tenta così di respingere i “j’accuse” delle opposizioni di «spaccare l’Italia», di creare un «Paese delle piccole Patrie sclerotizzando le disuguaglianze» e accentuandole.

 

FdI è molto sensibile all’argomento del Sud massacrato dall’autonomia, perché proprio nel Meridione ha la sua roccaforte elettorale. Ma dove trovare le risorse per i Lep resta il rebus. […] Marcello Pera […] si lascia andare a una battuta fuori dall’aula: «Siamo alle grida manzoniane. Si troveranno mai i soldi per tutto questo?». L’ultimo tentativo di fermare in Parlamento l’autonomia sono le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. Niente da fare. Sono bocciate.

ROBERTO CALDEROLI

 

Stamani via al voto degli emendamenti, che sono 336. Tra questi c’è appunto l’emendamento-cacciavite dei meloniani. A sottoscriverlo sono Andrea De Priamo, Marco Lisei e Domenica Spinelli. Punta a rendere concreta la sbandierata unità e coesione del Paese, prevedendo «risorse che assicurino i medesimi livelli essenziali delle prestazioni sull’intero territorio nazionale al fine di scongiurare disparità di trattamento tra Regioni».

 

Però ancora si attendeva ieri sera il parere della commissione Bilancio su questa modifica […]  Calderoli si mostra sicuro: «Abbiamo fatto delle limature». Già giovedì o al massimo martedì prossimo, il Senato darà il via libera.

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...