bersani renzi

ARMAGEDDON DEMOCRATICO - FURIA BERSANI CONTRO RENZI: “PER CACCIARMI DAL PD NON BASTA UNA LEOPOLDA, CI VUOLE L' ESERCITO. LA SCISSIONE LA FA IL PREMIER, È LUI CHE STA USCENDO DAL PARTITO” - FONTI VICINE AL PREMIER AVVERTONO LA MINORANZA: “SE PERDE IL REFERENDUM, NON AVRA’ PIETA’ DI NESSUNO”

Monica Guerzoni per il Corriere della Sera

 

RENZI E BERSANIRENZI E BERSANI

«La scissione la fa Renzi, non certo io... È lui che sta uscendo dal Pd». Con queste parole in testa e, nelle orecchie, la dolorosa eco dei cori della Leopolda contro di lui e gli altri ex ds, Pier Luigi Bersani si è imbarcato ieri notte per la Sicilia: «Per cacciarmi dal Pd non basta una Leopolda, ci vuole l' esercito». Un concetto che Roberto Speranza declina con altrettanta rabbia in petto: «Il Pd non ha un proprietario. Il marchio non è di Renzi, è della nostra comunità. Noi non siamo il Partito di Renzi, come forse è la Leopolda. Noi siamo il Pd».

 

Quel coro da brivido contro «i teorici della ditta quando ci sono loro e dell' anarchia quando ci sono gli altri», con mezza Leopolda che grida «Fuori! Fuori!» quando Renzi dal palco sferza (senza nominarli) Bersani, Speranza e D' Alema, riapre la ferita della scissione inevitabile. Il leader chiama alle armi il popolo dem e sparisce tra le ovazioni dietro il palco. Ed è allora che lo spettro della rottura si alza sotto le immense volte della ex stazione, dove duemila persone sono accorse ad ascoltare il leader. «Scissione, scissione...».

 

È questa la parola sulla bocca di tutti, esponenti del governo, giornalisti e militanti. Il 5 dicembre, se vince il Sì, i dissidenti saranno accompagnati alla porta del Nazareno? «È il contrario - prevede un dirigente molto vicino al premier -. Se vince Renzi sarà magnanimo e se ne fregherà di una minoranza ininfluente».

 

bersani renzi bersani renzi

Niente «napalm» per spianare la sinistra interna? «No, Matteo sarà tollerante con chi ha provato a farlo fuori senza riuscirci. Ma se perde, non avrà pietà di nessuno. Uscirà da Palazzo Chigi e si andrà a elezioni, ma resterà al Nazareno». A quel punto, avvertono i renziani, il segretario non lascerà spazio nelle liste elettorali «a chi ha sabotato le riforme».

 

La resa dei conti sarà durissima e la scissione, a quel punto, inevitabile.Il bersaniano Federico Fornaro si sente trattato «come un reietto» e si prepara allo scenario peggiore: «Se resteremo fuori dalle liste vorrà dire che è il segretario a buttarci fuori». Il divorzio tra Bersani e Renzi come il sanguinoso «che fai, mi cacci?» di Fini contro Berlusconi? «Siamo a un passaggio violento - è lo sfogo amaro del senatore di Genova -. Renzi ha usato la Leopolda da capocorrente, aizzandoci i suoi contro. Ma noi non usciamo, abbiamo due piedi ben piantati nel Pd».

 

RENZI MANGIA CON BERSANIRENZI MANGIA CON BERSANI

Alle 10.30 a Palermo Bersani reagirà con forza alle accuse che l' ex segretario, come ha confidato ad alcuni parlamentari, ritiene «scandite per strappare applausi, insultando l' Ulivo e la storia della sinistra». Al premier lancerà un avviso in vista della sfida finale del 4 dicembre: «Attento a mettere le dita negli occhi alla nostra gente, attento a offendere un pezzo di Pd e chi dovrebbe votarti, perché per prendere qualche voto a destra rischi di perderne troppi a sinistra».

 

Ma se il piano è fare spazio alla destra di Denis Verdini, Fornaro pronostica una memorabile sconfitta: «Se davvero Renzi si illude di vincere solo guardando a destra e usando il lanciafiamme contro di noi, rischia di prendere una facciata storica». Stessa drammatica canzone intona Miguel Gotor: «Usa la Costituzione come grimaldello, il suo slogan è "divisi per dividere". Altrimenti avrebbe placato i suoi supporter».

bersani renzi bersani renzi

 

Ettore Rosato giustifica il «Fuori! Fuori!» con il «continuo coro di delegittimazione di Matteo che arriva dalla minoranza». Alla Leopolda, assicura il capogruppo, non c' era nulla di organizzato, anche i fischi contro D' Alema sarebbero scattati in modo spontaneo tra i militanti: «Mentre dirigenti della sinistra del Pd non fanno altro che sparare contro chi ha vinto le primarie».

IL SALUTO TRA RENZI E BERSANI IL SALUTO TRA RENZI E BERSANI

 

Ed Ernesto Carbone accusa la minoranza di «aver scelto da tempo di schierarsi sul No», altrimenti avrebbero sottoscritto «l' ottimo documento finale sull' Italicum» uscito dalla commissione Guerini. E se i renziani accusano gli ex ds di usare il referendum per tentare la spallata, loro rilanciano: «Che partito democratico è, se si butta fuori chi non è d' accordo col capo?».

 

RENZI E BERSANI PDRENZI E BERSANI PD

Prima che un' altra notte dei lunghi coltelli abbia inizio, Cuperlo compare al Tg1 e concede un buffetto ai compagni di un tempo: «Sbagliate le parole di Renzi, serve rispetto per chi c' era prima».

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