GALAN SI ARRENDE AL PROCESSO SUL MOSE: PER USCIRE DAL CARCERE, PATTEGGIA 2 ANNI E 10 MESI (AI DOMICILIARI) E 2,6 MILIONI DI MULTA - GIÀ STAMATTINA HA LASCIATO LA PRIGIONE DI OPERA

1. MOSE:GALAN, GIP FIRMA DOMICILIARI LA MOGLIE LO VA A PRENDERE

GIANCARLO GALAN GIANCARLO GALAN

 (ANSA) - Il Gip di Venezia Giuliana Galasso ha firmato il provvedimento per gli arresti domiciliari a Giancarlo Galan, l'ex governatore del Veneto finito in carcere per la vicenda Mose. A renderlo noto all'ANSA l'avv. Antonio Franchini del collegio di difesa. Ad attendere Galan all'uscita dal carcere di Opera ci sarà la moglie Alessandra Persegato.

 

Gli arresti domiciliari rientrano nella procedura di patteggiamento avviata ieri da Galan, attraverso i suoi legali, con la Procura veneziana. Ipotesi di accordo, definita congrua dall'accusa, che prevede 2 anni e 10 mesi di reclusione e una multa da 2,6 milioni di euro. Galan dovrebbe essere già nel primo pomeriggio nella propria abitazione, Villa Rodella, a Cinto Euganeo (Padova).

 

 

2. GALAN STREMATO SI ARRENDE: VUOLE PATTEGGIARE PER USCIRE

Paolo Bracalini per “il Giornale

 

claudia minutilloclaudia minutillo

Disperato, 22 chili persi, 80 giorni passati tra pianti in cella e suicidi meditati, confidati in drammatiche lettere ai famigliari. La prospettiva, giudicata pressoché certa dai suoi legali, di un giudizio immediato e quindi di altri sei mesi di possibile custodia in carcere, dopo i quasi tre passati ad Opera, alla fine hanno fatto crollare l'ex governatore veneto Giancarlo Galan, sotto inchiesta per il sistema di tangenti del Mose, e decidere per il patteggiamento.

 

I legali di Galan hanno presentato alla Procura veneziana l'istanza di applicazione della pena a 2 anni e 10 mesi di reclusione e una confisca per 2,6 milioni di euro, insieme alla richiesta di domiciliari. Istanza giudicata «congrua» dai procuratori Luigi Delpino e Carlo Nordio, sia nelle pena prevista che nel «proseguimento domiciliare» della carcerazione preventiva «già sofferta» da Galan, in quanto rispondente «al fondamentale criterio - si legge nella nota congiunta della Procura - di rieducazione contenuto nell'articolo 27 della Costituzione e ai criteri di ragionevolezza ed economia processuale che hanno ispirato il legislatore a introdurre l'istituto del patteggiamento».

 

La palla è passata quindi al Gip Giuliana Galasso. Una formalità che si conclude stamattina con la scarcerazione di Galan. Sarebbe lo stesso gip poi a farsi carico dell'udienza di patteggiamento, chiesta dai legali per il 16 ottobre, data in cui sono giù previste un'altra ventina di udienze di patteggiamento sempre dell'inchiesta Mose.

Villa GalanVilla Galan

 

«Patteggia, ma non era innocente?», si scatenano i commenti su Twitter. Nell'istanza non ci sono ammissioni di colpe, anzi Galan continua a negare fermamente ogni accusa e a non capacitarsi di come la Procura possa prendere per buone le accuse «di quei tre» (gli accusatori Mazzacurati e Baita, e poi l'ex segretaria Minutillo). In condizioni psicofisiche diverse, e senza una previsione di ulteriori mesi di carcere preventivo, l'intenzione di Galan era di andare a processo fino in fondo, come annunciò a luglio prima di essere arrestato.

 

ROBERTO MENEGUZZO ROBERTO MENEGUZZO

 «A seguito di una profonda e sofferta riflessione - si legge nell'istanza alla Procura - tenuto conto delle sue precarie condizioni di salute e soprattutto della dolorosa e “forzata” separazione dall'amata figlia Margherita di 7 anni, l'onorevole Galan ha maturato la consapevolezza che perseguire un positivo e completo accertamento della sua estraneità ai fatti di reato contestati - che pure qui riafferma con forza - significherebbe certamente affrontare un dibattimento estremamente lungo e complesso, accompagnato costantemente dall'eccezionale clamore mediatico già testato nei mesi passati; pertanto si è deciso a definire la propria posizione processuale nella fase delle indagini preliminari».

 

EMILIO SPAZIANTEEMILIO SPAZIANTE

Una parte della villa di Cinto Euganeo è attualmente sotto sequestro, come garanzia dei 2,6 milioni di confisca. Verrà confiscata nel caso Galan non versasse quell'importo «a liberazione del vincolo sull'immobile». In compenso, vengono dissequestrati tutti gli altri beni (immobili, quoote, conti correnti, somme di denaro...). E non si esclude un ricorso.

 

L'accordo sarebbe stato trovato prima di una novità degli ultimi giorni, l'interrogatorio di Paolo Venuti, ex commercialista di Galan, presunto prestanome dell'onorevole forzista in una serie di società e di operazioni legate ai fondi del Mose. Venuti, che ha concordato un patteggiamento di due anni, è stato scarcerato dopo aver raccontato ai pm di aver eseguito operazioni per conto di Galan in due società (Adria Infrastrutture e Nordest Media) usate per il passaggio del denaro. Ma non sarebbe stata questa deposizione a spingere Galan e i suoi legali al patteggiamento, deciso prima. Stamattina, dopo quasi tre mesi, Galan sarà fuori dal carcere. In attesa del prossimo round.

GALAN CON CARLO MAZZACURATIGALAN CON CARLO MAZZACURATI

 

 

 

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