silvio berlusconi matteo salvini

A CHE GIOCO GIOCA BERLUSCONI? - IL CAV RILANCIA SULL'IPOTESI DI FUSIONE TRA LEGA E FORZA ITALIA: IL PRIMO PASSO SARÀ LA FEDERAZIONE LANCIATA DA SALVINI, PER POI ARRIVARE ALLE ELEZIONI DEL 2023 CON UNA LISTA UNICA - IL PIANO DIPENDE DALLA CAPACITÀ DEL LEGHISTA DI RITORNARE ALMENO ATTORNO AL 25% DEI CONSENSI E DOVREBBE SERVIRE PORTARE IL CARROCCIO FUORI DALL'ISOLAMENTO EUROPEO APRENDO LE PORTE DEL PPE…

silvio berlusconi con matteo salvini

Amedeo La Mattina per "la Stampa"

 

Nei giorni scorsi Salvini aveva anticipato che anche Berlusconi era d' accordo con la prospettiva del partito unico del centrodestra. Gettando nel panico una parte della stessa Lega più legata a posizioni sovraniste e identitarie, e quel pezzo di Forza Italia che vuole mantenere l' autonomia e lavorare per recuperare consenso al centro tra i moderati, a cominciare dai tre ministri Gelmini, Carfagna e Brunetta. Ieri è arrivata la conferma dallo stesso leader azzurro durante una riunione via Zoom con la delegazione del partito al Parlamento europeo.

salvini meloni tesei berlusconi

 

Il primo passo sarà la federazione lanciata dal capo leghista, per poi arrivare alle elezioni del 2023 con una lista unica. Tutti tranne Coraggio Italia, sul quale il Cavaliere ha messo un veto vendicativo per avergli sottratto una trentina di parlamentari. Ma il governatore ligure Toti e soprattutto il sindaco di Venezia Brugnaro non hanno alcuna intenzione di annegarsi nell' unico contenitore guidato dal segretario della Lega. Non ci sta neanche Meloni, che dall' opposizione sta scalando la classifica dei consensi.

 

luigi brugnaro e giovanni toti

Non è scontato che tutto vada liscio, e dipende dalla capacità di Salvini di ritornare almeno attorno al 25% dei consensi. Il tour estivo con la partenza della manifestazione nazionale il 19 giugno alla Bocca della Verità a Roma dovrà servire a rilanciare il partito e affermarsi nelle comunali della capitale. Il leghista un po' frena sul partito unico, ma considera necessario stringere i bulloni parlamentari del centrodestra di governo.

 

Poi si vedrà se e come fare il partito unico. Nel Consiglio federale di alcuni giorni fa, ha parlato di una maggiore collaborazione tra i gruppi che sostengono Draghi: speaker unici a rotazione tra Camera e Senato, capacità di pesare di più nelle scelte del governo rispetto a Pd e M5S. Una collaborazione parlamentare e una prospettiva di partito del centrodestra che dovrebbe servire da viatico per spezzare il cordone sanitario dove la Lega è isolata a livello europeo e aprire un' interlocuzione con il gruppo del Ppe in cui sono iscritti gli azzurri.

 

SALVINI BERLUSCONI OSHO

Dagli azzurri, viene spiegato, «c' è una forte spinta dentro FI verso l' ipotesi di creare un partito del centrodestra italiano che unisca le varie sigle del centrodestra sul modello dei Repubblicani francesi». Berlusconi, pronto al nuovo predellino, lancerà un manifesto politico, un appello a tutti gli alleati, anche a Meloni. «So che Giorgia avrà qualche problema ad aderire, ma io ho il dovere di fare l' appello anche a lei». E lei sembra che si sia fatta una risata quando le hanno riferito le parole del Cavaliere.

 

Per la leader di FdI il progetto «non è una priorità». Giovanni Donzelli, responsabile dell' organizzazione di Fratelli d' Italia, dice che il partito unico «non avrebbe senso né per noi né per gli elettori».

matteo salvini silvio berlusconi

 

Tutto questo mentre oggi il vertice del centrodestra dovrebbe definire le candidature a sindaco. Possibili altri ticket come a Roma. Per la Calabria si pensa all' azzurro Roberto Occhiuto con il leghista Antonino Spirlì, attuale presidente facente funzioni.

A Milano la candidatura di un civico, Oscar di Montigny o Annarosa Racca, con Gabriele Albertini come vice. Ma potrebbe esserci un' altra fumata nera.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)