camera dei deputati parlamento giorgia meloni

GIORGIA, COME TE NESSUNO MAI – IL GOVERNO MELONI HA IL TRISTE RECORD DI VOTI DI FIDUCIA CHIESTI AL PARLAMENTO: SONO 108 IN 3 ANNI E 4 MESI, UNA MEDIA DI 2,7 OGNI 30 GIORNI. UNA CIFRA MAI RAGGIUNTA IN UNA LEGISLATURA. EPPURE, QUANDO ERA ALL’OPPOSIZIONE, LA DUCETTA FRIGNAVA PER LA “DERIVA PREOCCUPANTE PER LA NOSTRA DEMOCRAZIA” – DURANTE LA SCORSA LEGISLATURA, CARATTERIZZATA DA TRE GOVERNI (CONTE I E II, DRAGHI), LA CONTA SI ERA FERMATA A QUOTA 107. E LA CAPA DI FRATELLI D’ITALIA TUONAVA: “IL PARLAMENTO NON PUÒ DIRE LA SUA”

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

giorgia meloni vertice italia africa

Il record per il governo Meloni è arrivato. Non si tratta di quello di longevità, tanto caro alla presidenza del Consiglio, che dovrebbe arrivare il 4 settembre, ma dei voti di fiducia chiesti al parlamento sui provvedimenti. Con quella apposta alla Camera, sul decreto Milleproroghe, il pallottoliere sale a 108: una cifra mai raggiunta in una legislatura della Repubblica italiana. Testi blindati, dibattito mutilato.

 

Giorgia Meloni non rivendicherà il primato con un video social, come accade per tante altre cose. Ma i numeri raccontano dell’abuso dell’esecutivo, che la leader di Fratelli d’Italia, dai banchi dell’opposizione definiva «una deriva davvero preoccupante per la nostra democrazia».

 

giorgia meloni

[...] Eppure, nella scorsa legislatura, caratterizzata da tre diversi governi (Conte I e II, Draghi), la conta dei voti di fiducia si era fermata a quota 107, nonostante alleanze molto variegate. Ma in 4 anni e mezzo di legislatura. «Il parlamento non può dire la sua», evidenziava Meloni tuonando contro il governo Draghi.

 

Con il suo esecutivo, invece, si è giunti a 108 in 3 anni e 4 mesi, la media di 2,7 ogni 30 giorni. Un ritmo impressionante, che in proiezione potrebbe portare sopra i 150 voti di fiducia a fine legislatura (nel caso in cui arrivasse alla scadenza naturale).

 

giorgia meloni al senato 3

Del resto già lo stesso Milleproroghe potrebbe richiedere un’altra fiducia per la seconda lettura a palazzo Madama. Il record rischia di restare scolpito nella pietra della storia, visto che la riforma del regolamento alla Camera, approvata in settimana, punta a far diminuire la richiesta di voti di fiducia nella prossima legislatura, a favore di un confronto nelle commissioni e nelle aule.

 

[...] Il raffronto con il passato diventa del resto sempre più impietoso: nella legislatura, iniziata nel 2013 e terminata nel 2018 (con il governo Letta, Renzi e Gentiloni), le questioni di fiducia erano state 100. E allora sembrava un numero offensivo per la qualità della democrazia. Sembra così preistoria la legislatura dei due governi Berlusconi (2001-2006), quando i provvedimenti blindati sono stati 41.

 

[...]  Il “Milleproroghe dei record” è stato l’ennesimo esempio di pressappochismo della maggioranza. La riproposizione del caos che ha regnato durante l’iter della manovra. Per chiudere in fretta e furia, il governo ha dovuto lasciare in sospeso alcune questioni, come la rottamazione delle cartelle su cui pure puntava a intervenire. Facendo innervosire la Lega, che si è sentita danneggiata dalla tagliola.

 

giorgia meloni alla camera 2

I ritardi sono stati accumulati per la lentezza del governo sui singoli emendamenti, nonostante il testo fosse stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31 dicembre. Per giorni, le commissioni della Camera sono rimaste paralizzate per l’immobilismo della destra. La sottosegretaria ai Rapporti con il parlamento, Matilde Siracusano, ha dato la colpa alle opposizioni.

 

«Alcuni lavoratori non sono stati prorogati, perché maggioranza e opposizione hanno litigato per dieci minuti in più», ha detto. Netta la replica della deputata del Pd, Maria Cecilia Guerra: «Se mercoledì la sottosegretaria avesse portato il parere favorevole al nostro emendamento alla proroga di lavoratori, lo avremmo potuto approvare in tempo».

 

gli sguardi di giorgia meloni a donald trump video di smar gossip su tiktok 8

Un caso di confusione al potere è il contributo da destinare a Radio Radicale. Meloni aveva garantito di provvedere a stanziare le risorse. Ma, arrivati al momento degli emendamenti, la maggioranza ha dimezzato la dotazione: da 8 milioni si è scesi a 4 milioni di euro. Per mettere una pezza, è stata ideata una soluzione creativa, ai limiti dell’incredibile: Camera e Senato potranno stipulare accordi autonomi per acquistare i servizi dall’emittente radiofonica.

giorgia meloni ringrazia i follower per gli auguri di compleanno 2

 

[...]

GIORGIA MELONI SI INCAZZA CON I PARLAMENTARI DI FDI IN CHAT

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