alessandro giuli biennale

GIULI HA RINUNCIATO ALL’EGEMONIA GRAMSCIANA E SI ACCONTENTA DI QUELLA DI FAZZOLARI E MELONI – NEL SAGGIO “GRAMSCI È VIVO”, SCRIVEVA: “LA DESTRA DEVE USCIRE DALLA LOGICA DELL’OCCUPAZIONE DI QUESTA O QUELLA TORRETTA”. A GIUDICARE DALLA CACCIATA DI STEPHANE VERGER DAL MUSEO NAZIONALE ROMANO, HA DOVUTO FARE PIPPA – IL FILOSOFO MASSIMO ADINOLFI: “SONO BASTATE POCHE SETTIMANE PER SPINGERE IL MINISTRO A FARSI CONCAVO E PURE CONVESSO, E RAGIONARE NUOVAMENTE IN TERMINI DI POSIZIONI DA OCCUPARE” – “PUÒ DARSI CHE SI PROPONESSE QUALCOSA DEL GENERE QUANDO HA MESSO FRANCESCO SPANO A CAPO DEL GABINETTO DELLA CULTURA. MAL GLIENE INCOLSE…”

Articoli correlati

LA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE MANI SUI MUSEI

Estratto dell’articolo di Massimo Adinolfi per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/commenti/2024/11/03/news/giuli_le_mani_sui_musei_ministero_cultura-423594368/

 

MASSIMO ADINOLFI

Stéphane Verger non è stato riconfermato alla guida del Museo Nazionale Romano, nonostante sia stato, a detta di tutti, un ottimo direttore. Come lui, sono andati a scadenza la direttrice della Pinacoteca Nazionale di Bologna, il direttore di Palazzo Reale, a Napoli, e altri ancora.

 

Il miglior commento […] è nelle parole dello stesso Giuli, autore del saggio Gramsci è vivo. Sillabario per un’egemonia contemporanea. Scrive l’allora presidente del Maxxi che conquistare l’egemonia culturale non può più voler dire […] conquistare le casematte ideologiche del Paese: i giornali, la scuola, i tribunali.

 

GIULI L'APOSTATA - MEME BY DAGOSPIA

Suppongo valga anche per i musei. Scrive ancora, il Giuli saggista, che la cultura non può essere il terreno di una guerra di trincea, per vincere la quale occorra occupare e mantenere gli avamposti strategici. Immagino che con queste parole si riferisse anche ai musei e alle altre istituzioni culturali del Paese.

 

E quando Giuli scrive che, benché sia comprensibile che la destra[…], arrivata finalmente al potere, “istintivamente miri a ribaltare i rapporti di forza e a spostare più avanti il fronte, occupando questa o quella torretta”, bisogna tuttavia “uscire da questa logica”, ebbene io presumo lo stesso, che cioè il ministro avesse in mente proprio cose come le nomine dei direttori dei poli museali più importanti d’Italia.

 

STEPHANE VERGER

Come mai, allora, da questa logica non sembra ancora che Giuli si sia liberato? Può darsi che si proponesse qualcosa del genere quando, appena insediatosi a via del Collegio Romano, ha messo Francesco Spano a capo del gabinetto della Cultura. Mal gliene incolse, vista la canea che ha scatenato in quella zona d’ombra da cui sostiene che la destra sia uscita.

 

Evidentemente qualcuno è uscito davvero, qualcun altro no. In ogni caso, sono bastate poche settimane per spingere il ministro a ripiegare, a farsi concavo e pure convesso, e a ragionare nuovamente in termini di posizioni da conquistare e occupare.

 

Alessandro giuli - gramsci e vivo

[…]  Ora il ministro dice che «non ci sono giudizi di valore negativo» sui direttori non confermati, ma solo «ambizioni più alte»: chissà se si è accorto di fissare così l’asticella davvero molto in alto. […] È giusto, in effetti, pensare in grande, provare a rifondare i rapporti fra cultura e politica, ripensare la figura dell’intellettuale e cercare di portare fuori dalle sterili contrapposizioni ideologiche la destra e la sinistra.

 

Svincolarsi dal “capestro delle direttive di partito”, così scrive Giuli, seminare dubbi e invitare al dialogo. L’importante è, nel frattempo, non scivolare sulla buccia delle prime nomine, perché è un attimo e si ritorna nell’ombra.

francesco spano - alessandro giuli - francesco gilioli - servizio di reportalessandro giuli alla camera foto lapresse 4stephane verger foto di baccoALESSANDRO GIULI ANNUSA LA RIVISTA DELLA BIENNALE DI VENEZIA STEPHANE VERGERALESSANDRO GIULI - GIULIVETO - MEME BY GIUMETRIC alessandro giuli servizio di report ALESSANDRO GIULI ALLA CAMERA CON IL LIBRO DI TOMASO MONTANARI alessandro giuli alla camera foto lapresse 1alessandro giuli il re sola meme by sirio meme su alessandro giuli by sirio ALESSANDRO GIULI - FOTO LAPRESSE ALESSANDRO GIULI - MEME BY MMAX

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)