alberto bonisoli luigi di maio

IL GOVERNO DEGLI ‘E QUESTO CHI È?’ - ALBERTO BONISOLI, MINISTRO DEI BENI CULTURALI: UN ALTRO TECNICO, COME CONTE, SAVONA, MOAVERO, TRIA, TRENTA - 57 ANNI, MANTOVANO, ESPERTO DI DESIGN E ARTE CONTEMPORANEA, DIRETTORE DELLA NABA, ACCADEMIA DI ARTE PRIVATA CHE A MILANO FA CONCORRENZA A BRERA

 

Helga Marsala per www.artribune.com del 3 marzo 2018

 

 

(…)

 

ALBERTO BONISOLI, UN MANAGER AI BENI CULTURALI. DALLA NABA AL MIBACT

È in ogni caso un bene quando il dibattito politico si alimenta di valutazioni intorno a programmi, idee, persone, direzioni, contraddizioni. Nessuno dei non-ministri del non-governo Di Maio si godrà con tutta probabilità l’emozione del solenne giuramento. Ma tant’è. Su qualche profilo vale la pena soffermarsi.

 

Il futuro Ministro dei Beni Culturali, colui che avrebbe l’arduo compito di non far rimpiangere Dario Franceschini (tra i ministri più apprezzati della stagione Renzi-Gentiloni) e che lascerebbe Vittorio Sgarbi con un palmo di naso, per Di Maio si chiama Alberto Bonisoli. Un tecnico.

alberto bonisoli

 

Anzi, un super tecnico. Il tempo del Vaffa pare proprio finito, come ha annunciato un teatralissimo Beppe Grillo nel suo ultimo videomessaggio; e col Vaffa provano ad andarsene il vizio dell’improvvisazione, l’ossessione antisistema, il mito ingenuo della casalinga o dell’operaio alla guida del Paese. Si prova, insomma, a giocare da adulti, pescando là dove ci sono merito, esperienza, ruoli istituzionali: è questa la principale funzione dell’insolita mossa, è questo il concetto che deve passare. E nel caso di Bonisoli la carta è ben giocata.

 

Classe 1961, mantovano, esperto nel settore dell’alta formazione e del design, sviluppatore di progetti internazionali, l’uomo scelto dal M5S per la Cultura arriva dal mondo del contemporaneo, della ricerca, del management e della progettazione. Ed è già una bella, importante novità.

 

Si tratta del Direttore della NABA, la celebre Accademia di Belle Arti privata, che a Milano fa una serrata concorrenza a Brera: un vivaio di talenti nel campo delle arti visive, della moda e del design, con un’offerta didattica di livello, tra lauree triennali, bienni specialistici, workshop e master. A capo del Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali c’è, ad esempio, un pezzo da novanta come Marco Scotini, critico, curatore e saggista, mentre tra docenti e visiting professor sfilano artisti e studiosi come Yuri Ancarani, Adrian Paci, Francesco Iodice, Franco La Cecla, Marinella Senatore, Francesco Valtolina, Giorgio Verzotti, Luca Vitone, Luca Cerizza, Denis Santachiara, Otolab, Stefano Giovannoni…

alberto bonisoli

 

Bonisoli, in verità, potrebbe trovarsi in una fase di transito: la sua nomina, arrivata nel 2012, è infatti espressione del mega network americano Laureate International Universities, che acquisì NABA e Domus Academy nel 2010 e che ne mantenne la proprietà fino al 2017, quando il Gruppo Global Education – presente in 8 Paesi con più di 54 istituti – ufficializzò l’acquisizione di varie scuole italiane e cipriote della grande famiglia Laureate, incluse le due eccellenze milanesi. Valore totale dell’operazione: 225 milioni di euro.

 

Che un nuovo direttore possa giungere in tempi brevi al vertice della nota accademia milanese, è dunque cosa assai probabile. Il che spiegherebbe la discesa in campo di Bonisoli col partito di Casaleggio, con tanto di candidatura alla Camera nel collegio uninominale.

 

POLITICA O SPOT?

Interessante il profilo del candidato Ministro, che oltre a dirigere la NABA ha già collaborato col Ministero dell’Istruzione nelle vesti di Senior Consultant, e che dal 2013 guida la Piattaforma Sistema Formativo Moda, associazione nata per promuovere e rafforzare il sistema italiano di formazione moda, in un’ottica fortemente internazionale. “Nel corso della sua esperienza professionale”, si legge sul CV, “ha offerto consulenza a istituzioni pubbliche, nazionali e dell’Unione Europea, e a università in oltre venti paesi, aiutando a elaborare piani d’innovazione e di sviluppo in ambito di istruzione, ricerca e formazione”, mentre tra le varie collaborazioni accademiche si cita quella con la Bocconi, dove ha insegnato a lungo Innovation Management.

alberto bonisoli luigi di maio

 

L’impressione è che poco o nulla accomuni la sua figura a quella di un ex papabile ministro grillino come Tomaso Montanari, corteggiato già da Virginia Raggi durante la campagna per le amministrative di Roma e di recente intercettato da Di Maio. Anche stavolta, però, l’accordo non c’è stato: divergenze politiche (vedi la questione ‘migranti’) e una certa prudenza da parte dello storico dell’arte anti-renziano, molto legato alla sinistra radicale.

 

Montanari, illustre storico e critico d’arte, è da sempre concentrato sui temi della tutela e della conservazione, più interessato alla qualità dell’esperienza museale che non alla quantità degli ingressi, poco favorevole all’azione dei privati nel campo dei Beni Culturali e a qualunque logica di mercato e di profitto, lontanissimo dall’idea di una gestione manageriale e a favore di un concetto più tradizionale di governance, come pure di fruizione.

 

NABA MILANO NUOVA ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI

Bonisoli, con la sua storia professionale, parrebbe collocarsi agli antipodi (in un suo statement elettorale parla non a caso di “formazione in azienda” e di sinergia tra “capacità del pubblico e potenzialità del privato”): più plausibilmente vicino a un Franceschini, se si pensa a misure come l’Art Bonus, alla riforma dei musei, alla spinta verso valorizzazione, internazionalizzazione, grandi numeri, nuovi mercati della creatività. Eppure, per Di Maio, entrambi erano nomi su cui puntare.

 

Un po’ come per il candidato Ministro dell’Istruzione, Salvatore Giuliano, energico Preside riformista dell’Itis Majorana di Brindisi, collaboratore delle Ministre Giannini e Fedeli, tra gli esperti che parteciparono alla stesura della Buona Scuola. La stessa Buona Scuola che Di Maio e i suoi vorrebbero cancellare, in quanto massimo simbolo dei disastri targati PD.

 

Sarà anche finita l’epoca del Vaffa e sarà forse iniziata la stagione dei tecnici, delle competenze e degli uomini di sistema. Ma il fattore ambiguità resta, insieme all’approssimazione. Qual è la linea politica del Movimento Cinque Stelle, strategie di marketing a parte? E così, nella composizione della fantomatica squadra, la sensazione è che dovessero contare innanzitutto l’immagine, la forza dei nomi, il numero di pagine dei curriculum, l’impatto dei personaggi. Come nel più studiato degli spot. Da ‘uno vale uno’ a ‘uno vale l’altro’?

NABA MILANO NUOVA ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI

 

 

Ultimi Dagoreport

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...

matteo salvini giorgia meloni autotrasportatori

QUANDO NON SANNO CHE FARE, A DESTRA LA BUTTANO IN CACIARA – IL GOVERNO HA SCELTO DI ATTACCARE GLI AUTOTRASPORTATORI CHE PROTESTANO AL SUD EVOCANDO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA, CON IL SOLITO TIC DI PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE - UNA PARABOLA RIDICOLA PER GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI, DUE PROFESSIONISTI DELLA PROTESTA, QUANDO ERANO ALL’OPPOSIZIONE. DUE PROTAGONISTI POLITICI CHE HANNO FATTO DELLA PROPAGANDA URLATALA LORO CIFRA POLITICA E DI COMUNICAZIONE, FINO A QUANDO SI SONO RITROVATI AL GOVERNO – LA DUCETTA AVREBBE FATTO MEGLIO AD ANDARE AL VOTO SUBITO: I NODI STANNO VENENDO AL PETTINE E SARÀ UN AUTUNNO DI FUOCO

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCIZZARSI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, PERCHE' I CAPOCCIONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...