RAJOY, NOVELLO FRANCISCO FRANCO - AL BANDO LE OCCUPAZIONI DI PIAZZA - VIETATA LA DIFFUSIONE DI IMMAGINI DEGLI AGENTI DI POLIZIA - I VIGILANTES PRIVATI POTRANNO CONTROLLARE, PERQUISIRE O ARRESTARE

1. VIETATO PROTESTARE, LA STRETTA DI RAJOY
Omero Ciai per ‘La Repubblica'

L'idea, neppure troppo velata, è quella di rendere molto più difficili le proteste cittadine che, a partire dal 15M - il movimento che per settimane occupò la Puerta del Sol a Madrid nel 2011 - , hanno attraversato la Spagna in mille rivoli di piccole e grandi contestazioni sociali in questi anni di profonda recessione economica.

La nuova legge sull'ordine pubblico, alla quale il ministro degli Interni, José Fernandez Diaz, sta dando gli ultimi ritocchi prima di portarla in Parlamento, suscita già reazioni molto sdegnate. Se fosse approvata infatti una protesta come quella del 15M, con l'occupazione di una pubblica piazza, sarebbe impossibile ma le nuove norme proibirebbero anche qualsiasi manifestazione davanti a sedi istituzionali, siano esse il Congresso dei deputati, il Senato o qualsiasi altro luogo simile come un ministero o una assemblea regionale.

Vietata anche la ripresa e diffusione di immagini degli agenti di polizia - punita con multe da 20 a 400mila euro - ; mentre "infrazioni gravi" verranno considerati anche gli insulti o le minacce contro membri delle forze di polizia; ma pure collocare striscioni o bandiere sugli edifici. Insomma protestate ma fatelo senza disturbare.

Zitti, zitti. E soprattutto lontano dai luoghi della politica. Un altro aspetto della nuova legge è che le denunce degli agenti avranno "presunzione di verità", ovvero sarà il presunto
colpevole a dover dimostrare la sua innocenza non il contrario.

Ma un aspetto che preoccupa opposizione e sindacati è l'estensione del ruolo dei vigilantes privati che potranno agire anche al di fuori degli edifici che devono sorvegliare e potranno controllare, perquisire o arrestare, un sospetto anche in mezzo alla strada. Il pacchetto legislativo che, secondo l'opposizione, limita seriamente i diritti dei cittadini è stato criticato anche dal commissario dei Diritti umani del Consiglio d'Europa.

Ma il presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy, vuole farlo approvare rapidamente in Parlamento. È, dicono in molti, il primo obiettivo della seconda stagione dell'esecutivo di centrodestra. Ora che lo spread, la crisi economica e lo scandalo dei fondi neri, complicano meno le giornate del governo, Rajoy ha scelto di attuare il programma che fin qui è stato costretto a rinviare.

La legge sull'ordine pubblico è un omaggio alla parte più conservatrice del suo elettorato. Quella dalla quale il governo teme un voto di castigo nelle elezioni europee del prossimo anno. E dopo l'ordine pubblico arriverà la stretta sull'aborto che nelle intenzioni del ministro della Giustizia, Ruiz Gallardon, tornerà ad essere un reato in quasi tutti i casi. È "l'agenda dura" che ha riportato la destra al potere dopo gli anni "liberal" e le leggi progressiste (matrimoni gay, aborto libero e divorzio express) di Zapatero.

Ma è una "agenda dura" che mette in crisi anche i rapporti politici con i socialisti dei quali Rajoy ha invece bisogno per fermare lo scivolamento della questione catalana - altro tema che manda su tutte le furie gli elettori di destra - dopo l'annuncio a Barcellona della convocazione di un referendum sulla sovranità della comunità autonoma. Intanto, Fernandez Diaz, ritocca, e in parte modera, una legge liberticida sull'ordine pubblico che ha l'aria di risultare indigesta anche a un'ampia parte del centro destra europeo.

2. QUELLO SPUDORATO RITORNO AL FRANCHISMO CHE ROVESCIA LA GIUSTIZIA
Javier Marìas per ‘El Pais' pubblicato da ‘La Repubblica'

Come se non bastasse quello che ho commentato una settimana fa, e che induce tanti spagnoli a vergognarsi del proprio Paese e non riuscire a difenderlo, il governo di Rajoy, attraverso il ministro dell'Interno Fernández, ha in mente una nuova «legge per la sicurezza del cittadino», di ispirazione innegabilmente franchista.

È stato già detto molto a proposito di questa legge, del fatto che penalizzerà e limiterà le proteste, il diritto a manifestare e tutto quanto può dar fastidio ai governanti e alla polizia sottoposta al loro comando; delle multe demenziali con cui verranno sanzionate quasi tutte le ribellioni o dissensi, o tutto ciò che le forze dell'ordine stesse considereranno come «minacce, insulti, pressioni, ingiurie o vessazioni» ai danni degli agenti.

In altre parole, questi ultimi potranno massacrare di botte i manifestanti, trascinarli, fargli di tutto e arrestarli con o senza un motivo, e i manifestanti non potranno reagire in alcun modo, nemmeno verbalmente, se non vogliono correre il rischio di perdere mille euro qualora, per esempio, dovessero rivolgere l'appellativo di «bestia » all'inarrivabile uomo in divisa che li sta bastonando.

Fernández inizialmente aveva stabilito che una cosa del genere poteva costare fino a 600.000 euro (giuro), cosa che ci dà un'idea del tipo di «sicurezza» che offre questa legge: si lasciano i cittadini esposti a ogni pericolo e si blindano i poliziotti e i politici che si servono di essi. Tipico esempio di Stato di polizia, non c'è alcun dubbio.

Ma la cosa più spudoratamente franchista del progetto di legge è questa (cito Jesús Dava su El País): «Per le denunce dei poliziotti vale la presunzione di verità e spetta quindi al denunciato dimostrare che quanto detto dagli agenti non risponde al vero». Era esattamente così che funzionava la repressione sotto la dittatura, o sotto tutte le dittature, per meglio dire.

Tutti sanno che la distorsione più grande della giustizia, la cosa che la rende impraticabile, è dare credito al denunciante ed esimerlo dall'apportare prove, scaricando sull'accusato l'onere di dimostrare la propria innocenza. Cosa semplicemente impossibile: se io affermassi che Rajoy e Fernández hanno assassinato una donna il 30 novembre, e non avessi l'obbligo di dimostrarlo perché quello che dico gode di «presunzione di verità», qualora il presidente e il ministro non avessero un alibi per quella data e venissero invitati a provare di non aver ucciso quella donna, vorrei proprio sapere come ci riuscirebbero.

Dimostrare che non hai fatto qualcosa se si parte dall'idea che invece lo hai fatto è assolutamente impossibile. È la giustizia al rovescio e la negazione della giustizia, la stessa che imperava ai tempi di Franco, quando un «grigio», come venivano chiamati un tempo in Spagna gli sbirri, poteva arrestare chi gli pareva perché non gli piaceva il suo aspetto, e accusarlo impunemente della malefatta che preferiva.

Ma attenzione: a tutto questo si aggiunge il fatto che con la nuova legge verranno punite anche la registrazione e diffusione di foto o immagini di poliziotti «che costituiscano dileggio nei loro confronti o prefigurino rischi di qualsiasi genere per la sicurezza».

E dato che saranno gli stessi poliziotti a decidere quando c'è dileggio o rischio, di fatto verrà sanzionata la registrazione e utilizzazione di qualunque immagine di agenti, e quindi i denunciati non potranno dimostrare la loro innocenza nemmeno facendo ricorso a documenti visivi. Prendiamo un caso recente, quello degli otto mossos d'esquadra
(la polizia regionale catalana), che a Barcellona hanno pestato in massa l'imprenditore Benítez, provocandone la morte.

Nonostante una poliziotta si sia presentata più tardi a casa di un'abitante del quartiere obbligandola a cancellare quello che aveva filmato con la sua telecamera, sono venute fuori altre registrazioni in cui si vedono otto valorosi massacrare di botte l'imprenditore («contenerlo», per usare la loro terminologia). Questo presunto omicidio è stato definito dal capo dei Mossos, Prat, «una condotta più o meno corretta», e il conseller all'Interno
del Governo catalano, Espalder, lo ha spalleggiato.

Immaginatevi quindi che ne sarebbe stato di quest'episodio se non fossero esistite immagini: i coraggiosissimi mossos avrebbero potuto godere della «presunzione di verità», avrebbero potuto inventarsi una fandonia a piacere (che l'imprenditore aveva impugnato un mitra, che era Hulk ed era diventato tutto verde e aveva attaccato da solo gli otto sbirri mettendoli in grave pericolo), e andarsene a casa tutti tranquilli. E forse ci riusciranno comunque, nonostante tutto.

La nuova legge per la sicurezza del cittadino invaliderà qualunque immagine di agenti di polizia che delinquono, commettono abusi, trascendono. Fotografarli o filmarli mentre commettono eccessi o reati sarà una violazione punita dalla suddetta legge, che li proclama onesti, veritieri, immacolati e infallibili per definizione. Di fronte a simili angeli per decreto, è evidente chi saranno i colpevoli e i bugiardi in qualunque controversia con loro: i cittadini indifesi. Questa legge rappresenta il ritorno definitivo del franchismo spudorato, come non avessimo già abbastanza indizi. (Traduzione di Fabio Galimberti)

 

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