angela merkel e annegret kramp-karrenbauer

GROSSO GUAIO PER LA GROSSE KOALITION IN GERMANIA - IL GOVERNO TEDESCO TRABALLA PERCHÉ I SOCIALDEMOCRATICI VOGLIONO LA PATRIMONIALE E LA CDU DI ANGELA MERKEL SI OPPONE - L’SPD HA ANCHE PROPOSTO DI “SUPERARE IN PROSPETTIVA” LE POLITICHE CHE TENGONO SOTTO CONTROLLO IL DEBITO PUBBLICO - LA DELFINA DELLA CANCELLIERA,  ANNEGRET KRAMP-KARRENBAUER, PUNTA I PIEDI: "I CONTRATTI DI GOVERNO SI RISPETTANO"

Da https://www.huffingtonpost.it/

 

angela merkel annegret kramp karrenbauer 1

All’orizzonte si profila un ulteriore scontro con la Cdu di Angela Merkel che rischia di scuotere ancora di più la già traballante Grosse Koalition: la Spd intende proporre un’imposta sui grandi patrimoni, idea che gli alleati cristiano-democratici vedono come fumo negli occhi. Il congresso socialdemocratico, che si chiude oggi a Berlino, ha varato una mozione secondo la quale contribuenti con un patrimonio netto superiore ai 2 milioni di euro devono pagare una tassa pari all′1%.

 

Per la Spd il punto è quello di creare nuove opportunità d’investimenti da utilizzare soprattutto nel welfare e nell’istruzione, per quello che i media hanno definito un evidente spostamento a sinistra del partito. Secondo le stime dei socialdemocratici, l’imposta sul patrimonio porterebbe nelle casse dello Stato circa 9 miliardi di euro in più.

angela merkel annegret kramp karrenbauer 3

 

“Non è una questione di denaro, ma di libertà e di solidarietà”, ha esclamato il deputato Spd Lothar Binding davanti ai delegati. In Germania in passato esisteva una tassa patrimoniale, ma fu dichiarata incostituzionale nel 1995. Nella campagna elettorale nazionale di due anni fa i socialdemocratici avevano rinunciato a chiederne la reintroduzione.

 

Ma ora il clima dentro il partito, alle prese con sondaggi in continuo calo e con alle spalle varie debacle elettorali, è decisamente cambiato. Infatti, l’Spd ha anche proposto di “superare in prospettiva” il “freno al debito” che per il governo Merkel è una sorta di totem. Addirittura Norbert Walter-Borjans - che con Saskia Esken forma il nuovo ticket di leader del partito grazie al voto tra gli iscritti nel quale è stato a sorpresa battuto il vicecancelliere Olaf Scholz - ha proposto che la fine del “freno al debito” venga perfino ancorata nella carta costituzionale.

 

Gli alleati Cdu hanno già fatto sapere che si tratta di “linee rosse” invalicabili. “Io non accetto condizioni del tipo ‘se non fate quello che vogliamo noi, ce ne andiamo’”, ha tuonato la leader cristiano-democratica (nonchè ‘delfina’ di Angela Merkel), Annegret Kramp-Karrenbauer, in un’intervista al domenicale della Bild. Idem il segretario generale della Cdu, Markus Blume, che esclude che possa mai esserci un “governo con la barra a sinistra”.

angela merkel annegret kramp karrenbauer 2

 

Già erano giunti decisi no alla richiesta di misure più dure per la lotta ai cambiamenti climatici - dato che un pacchetto-clima era già stato varato dal governo - nonchè all’aumento del reddito minimo a 12 euro all’ora: sulla carta, la posta in gioco è alta, dato che si tratta di riaperture di negoziati che i socialdemocratici pongono come condizione per restare nella Grosse Koalition.

 

Ancora una volta AKK non ci pensa due volte e risponde picche: “La Cdu rispetta i contratti di coalizione, ci aspettiamo la stessa cosa dall’Spd”. Anche i cristiano-democratici hanno cambiato varie volte i loro leader, “ma non abbiamo mai chiesto che rinegoziare il contratto”, spiega Kramp-Karrenbauer alla Bild. “Piuttosto mi sarei aspettata un chiaro segnale del congresso Spd per la continuazione della GroKo”. Ma così non è stato.

 

HEIKO MAAS

Sempre secondo AKK - questa volta parlando con la Frankfurter Allgemeine Zeitung - non c’è nessun motivo di “scuotere la Costituzione” in nome del freno al debito pubblico. Per il capogruppo della Csu Alexander Dobrindt, è del tutto “assurda” la pretesa di modificare per questo la carta fondamentale. “Non abbiamo bisogno di fare debiti per finanziare quello che abbiamo in mente”, spiega da parte sua il tesoriere di Cdu/Csu Eckhardt Rehberg, dato che vi sarebbero diversi miliardi a disposizione per risanare le scuole, estendere gli asili, per la digitalizzazione e la difesa del clima.

 

Non solo. E’ il ministro degli Esteri Heiko Maas - uno dei volti più noti dell’Spd, per di più considerato un ‘governativo’ - ad aprire un altro fronte di conflitto con la Cdu, criticando con durezza la richiesta di AKK, che è anche titolare del dicastero della Difesa, di accrescere il ruolo nel mondo dell’esercito tedesco, la Bundeswehr. “La pace non si crea certo attraverso il militare, non funziona così.

 

Dobbiamo assumerci responsabilità al tavolo dei negoziati, maledizione: perchè è lì che si assicura in maniera duratura la pace, non sui campi di battaglia”. Il riferimento è alla proposta di AKK di una maggiore presenza militare tedesca sullo scacchiere internazionale, evocando anche la possibilità di nuove missioni della Bundeswehr, per esempio in Asia. Il confronto all’interno della Grosse Koalition è evidentemente in salita. Nondimeno Spd e Cdu/Csu contano di avviare colloqui formali sul futuro dell’alleanza di governo prima di Natale. Non sarà una passeggiata.

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....