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GRANDE È LA CONFUSIONE IN FORZA ITALIA – IL “CORRIERE DELLA SERA” DEFINISCE “SALDO” IL RUOLO DI ANTONIO TAJANI COME SEGRETARIO, MA “REPUBBLICA” DÀ UN’ALTRA LETTURA: DI FRONTE ALLA POSSIBILITÀ DELLA DEFENESTRAZIONE DI PAOLO BARELLI, CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA ALLA CAMERA (E CONSUOCERO DI TAJANI), IL MINISTRO DEGLI ESTERI AVREBBE MINACCIATO LE SUE DIMISSIONI – L’OPERAZIONE “RINNOVAMENTO” DA ARCORE PREVEDE UNA SPINTA “LIBERALE” AL PARTITO, CHE SI SGANCI DALL’ABBRACCIO MORTALE CON LA DESTRA SOVRANISTA E GUARDI PIÙ AL CENTRO – MARINA BERLUSCONI PARLA DI VOLTI NUOVI E CHIEDE UNA RINFRESCATA AL PARTITO, E POI NOMINA UNA 65ENNE FIGLIA DI UN EX PREMIER COME STEFANIA CRAXI A CAPOGRUPPO: C’È QUALCOSA CHE NON VA…

LA SPINTA DI MARINA BERLUSCONI: BENE IL RINNOVAMENTO DELLA CLASSE DIRIGENTE IN FORZA ITALIA. IL RUOLO (SALDO) DI TAJANI

Estratto dell'articolo di Marco Cremonesi per www.corriere.it

 

MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI

In principio fu il «colpetto» di Pier Silvio Berlusconi. Nel luglio scorso, alla presentazione dei palinsesti Mediaset, fu più che freddino nei confronti dello Ius scholae su cui puntava Forza Italia: «Non mi sembra una priorità per gli italiani». Poi temperò: «Mi spiace per Tajani, così so di dargli un colpetto».

 

Va detto subito: Antonio Tajani resta saldamente al suo posto. Certo, Pier Silvio anche nello scorso dicembre aveva rilanciato sul rinnovamento di Forza Italia: «Ritengo che siano inevitabilmente necessarie facce nuove, idee nuove e un programma rinnovato».

 

antonio tajani maurizio gasparri paolo barelli festa dei 30 anni di forza italia

Cosa che la sorella Marina condivide. Ma la raccolta di firme guidata da Claudio Lotito che ha portato alle dimissioni di Maurizio Gasparri da capogruppo al Senato non è da considerare il primo passo per arrivare alla caduta del segretario. Nel pomeriggio, filtra sulle agenzie anche «l’immutata stima» di Marina Berlusconi nei confronti di Tajani. Ma anche il sostegno a «una sempre maggior apertura della classe dirigente di Forza Italia».

 

[…] Certo, a Milano nessuno vuole terremoti. Del resto, la guida di Tajani è espressione indiscussa della volontà di Silvio Berlusconi: «Lui lo scelse come segretario di Forza Italia, lui lo volle vicepremier» fa notare un azzurro.

 

IL BACIO TRA GIORGIA MELONI E MARINA BERLUSCONI

Il sostegno della famiglia a Forza Italia, dice il forzista di peso, «resta ma non era scontata. Avrebbero anche potuto scegliere un rapporto non intermediato con la premier Meloni». È probabilmente vero, però, che le differenze con Fratelli d’Italia non sono destinate a stingere sullo sfondo. […]

 

MARINA BERLUSCONI DÀ LA SCOSSA AL PARTITO E TAJANI MINACCIA L’ADDIO

Estratto dell'articolo di Francesco Bei per www.repubblica.it

 

Marina Berlusconi ha scosso l’albero di Forza Italia e un primo frutto — il capogruppo Maurizio Gasparri — è caduto a terra. Ma è soltanto l’inizio di quel «necessario e non più eludibile rinnovamento» di cui la primogenita del Cavaliere parla da tempo con tutti quelli che hanno bussato a corso Venezia, a Milano, per conoscerne l’opinione.

 

Da quello che filtra da ambienti a lei vicini, la sostituzione del capigruppo al Senato sarebbe da ricondurre ad autonoma iniziativa dei senatori forzisti e «non va letta come una sfiducia a Tajani», e tuttavia è stata subito benedetta dall’alto. Al di là delle prudenze e del linguaggio diplomatico — dopotutto la regia è stata affidata alle sapienti mani di Gianni Letta — è chiaro che “l’operazione rinnovamento” è partita e non si fermerà.

 

antonio tajani vota per il referendum sulla giustizia

Il prossimo frutto a cadere dovrebbe essere il capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, consuocero del segretario di Forza Italia (lo scorso anno Gianpaolo Barelli e Flaminia Tajani si sono sposati). Marina è convinta infatti che il partito debba cambiare non solo il suo atteggiamento, alzando il suo profilo liberale, ma anche i volti della prima linea.

 

Il problema è che i numeri a Montecitorio sono meno favorevoli rispetto al Senato. La corrente dei “rinnovatori” conta infatti solo quindici membri certi su 54 deputati, mentre i fedeli al segretario (e quindi a Barelli) sono venti. A decidere le sorti del capogruppo saranno quindi i venti “neutrali”, che stanno aspettando di capire come schierarsi.

 

GIORGIA MELONI MARINA BERLUSCONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

[…] L’altra circostanza che, al momento, ha frenato la defenestrazione di Barelli è stato l’atteggiamento di Tajani. Se per Gasparri, visti i numeri, ha potuto fare ben poco, diversa e più incisiva si è rivelata la barricata alzata a difesa del consuocero.

 

Raccontano che il segretario, pur di bloccare il colpo di mano — era già partito lo scouting per raggiunge il numero di firme necessario — sia dovuto arrivare a minacciare le proprie dimissioni. Una mossa estrema ma efficace, perché non ci sarebbe al momento una persona con cui sostituirlo.

 

E, soprattutto, la Famiglia non vuole arrivare allo scontro con Giorgia Meloni, che sostiene Tajani con sguardo benevolo. Eppure, persino al di là delle intenzioni, è chiaro che “l’operazione rinnovamento” alla fine fa saltare gli ultimi filtri e pone la leadership di Meloni a diretto confronto con quella, potenzialmente alternativa, di una Berlusconi.

 

tajani barelli

Le due hanno fatto sapere di essersi sentite e ufficialmente continuano a coltivare un rapporto amichevole. Ma quello che Marina ha in mente è un partito molto diverso dall’attuale, finora piuttosto accondiscendente con la leader di FdI.

 

«L’obiettivo — spiega una fonte a contatto diretto con la Famiglia — è una Forza Italia che rivendichi la sua identità liberale, in maniera distinta dalle altre forze della coalizione. Andando a prendere voti al centro, dagli elettori di Calenda e di Renzi, ma anche da quei moderati delusi da Fratelli d’Italia».

 

Una vera competition che finora si è vista raramente. Per la presidente della Fininvest è tempo invece che il partito «che porta il suo cognome nel simbolo e gode anche di un discreto finanziamento a garanzia», alzi la voce non solo sui diritti, ma «sulle tasse, sulla libertà d’impresa, sulle liberalizzazioni di cui non si parla più». […]

antonio tajani 3giorgia meloni antonio tajani patrizia scurti funerale umberto bossi foto lapresse

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