1- “IO TROVO GRAVISSIMO CHE NAPOLITANO SI SIA RIFIUTATO DI INCONTRARE QUEI PERICOLOSI DELINQUENTI DEI SINDACI DELLA VAL DI SUSA CHE SI BATTONO CONTRO LA TAV” 2- AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VA RICONOSCIUTA LA COERENZA. PERTINI AVREBBE INVITATO A PRANZO I SINDACI AL QUIRINALE, NAPOLITANO CI HA ACCOLTO INVECE PER LUNGHI ANNI BERLUSCONI TRA UNA FIRMA PER IL LODO ALFANO E UNA PER LO SCUDO FISCALE” 3- “LA TAV NON SI FARÀ. L'UNICA POSSIBILITÀ È DEPORTARE LA POPOLAZIONE COME AI BEI TEMPI DI STALIN PER UCRAINI E TARTARI. LA TAV NON SERVE. A CHI VANNO QUEI 22 MILIARDI? PERCHÈ NON VENGONO DESTINATI ALLA SCUOLA, ALLA SANITÀ, ALL'INNOVAZIONE?” 3- LA RISPOSTA ARRIVA DALL’”ESPRESSO”: “CHE LA TAV POSSA TRASFORMARSI IN "NDRANGHETAV" È UN RISCHIO CONCRETO. UNA DELLE AZIENDE INCARICATE DI COSTRUIRE IL TUNNEL ESPLORATIVO HA DATO SUBAPPALTI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CALABRESE. CHE IN PIEMONTE, NELLA ZONA DEI LAVORI, HA MESSO DA TEMPO SOLIDE RADICI”

1- GRILLO: SE QUESTO E' UN PRESIDENTE...
http://www.beppegrillo.it/2012/03/napolitano_crest/index.html

Napolitano si è rifiutato di incontrare quei pericolosi delinquenti dei sindaci della Val di Susa. Ha detto, digrignando la dentiera, "L'espressione del sacrosanto diritto al dissenso su qualsiasi scelta e decisione politica e di governo, deve escludere il ricorso a violazioni di legge, violenze, intolleranze e intimidazioni, come quelle che si sono purtroppo verificate anche negli scorsi giorni in nome dell'opposizione al progetto Tav Torino-Lione".

Lo stile è lo stesso dei tempi dell'Ungheria quando pronunciò queste nobili e alte parole "L'intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d'Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all'Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell'Urss ma a salvare la pace nel mondo."

A Napolitano va riconosciuta la coerenza. Pertini avrebbe invitato a pranzo i sindaci al Quirinale, Napolitano ci ha accolto invece per lunghi anni Berlusconi tra una firma per il Lodo Alfano e una per lo Scudo Fiscale.

Io trovo gravissimo che il presidente della Repubblica non incontri dei suoi concittadini, rappresentanti delle istituzioni locali. Sono italiani e sindaci, non mafiosi o piduisti. Anche loro gli pagano lo stipendio, così come i loro padri e nonni, a lui deputato dal 1953.

La Tav in Val di Susa non si farà. L'unica possibilità è deportare la popolazione come avveniva ai bei tempi di Stalin per ucraini e tartari. La Tav non serve, 22 miliardi per trasportare merci che con la ferrovia attuale sono meno del 50% della capacità. A chi vanno quei soldi? Perchè non vengono destinati alla scuola, alla sanità, all'innovazione? 360 docenti, ricercatori e professionisti hanno chiesto al presidente del Consiglio di tener conto dei risultati scientifici sulla inutilità della Tav a fronte di costi elevatissimi e di una distruzione ambientale. Nessuna risposta è pervenuta.

Per bloccare la Tav bisogna informare gli italiani. Il blog lancia una due giorni No Tav in tutta Italia sabato 10 e domenica 11 marzo con la creazione di banchetti per la distribuzione di volantini. La mappa dei banchetti sarà aggiornata in tempo reale sull'area Foursquare del MoVimento 5 Stelle. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure.

2- TAV, L'OMBRA DELLA 'NDRANGHETA
di Giovanni Tizian per http://espresso.repubblica.it/dettaglio/tav-lombra-della-ndrangheta/2175934

Che la Tav possa trasformarsi in "NdrangheTav" è un rischio concreto. Lo scrive la Procura nazionale antimafia nella sua ultima relazione e le recenti indagini sulle cosche a Torino e Milano sono lì a sottolinearlo. E c'è un precedente, che suona come un monito nella capacità dei clan di infiltrarsi anche nei cantieri più sorvegliati. Una della aziende incaricata di costruire il tunnel esplorativo sotto la Val di Susa - la romagnola Bertini Spa - nel 2005 ha vinto l'appalto per il nuovo palazzo di giustizia di Reggio Calabria. Il subappalto della sede giudiziaria, su richiesta della Bertini, fu concesso alla Corf srl.

E così la Corf srl con sede a Polistena e Bologna conquista così una commessa da oltre un milione di euro. Ma secondo gli investigatori dietro la società calabro-emiliana si muovono però interessi che portano il marchio del clan Longo di Polistena, potente famiglia di 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro, alleata con cosche storiche come i Pesce e i Bellocco di Rosarno.

Il rapporto tra la Corf e la Bentini dura da maggio 2005 a marzo 2006, quando la Prefettura interviene per sospendere il subappalto. Gli investigatori analizzando la documentazione delle società evidenziano «numerose assunzioni gravitanti in ambienti criminali», quasi tutti provenienti dalla piana di Gioia Tauro.

La Bentini non è stata coinvolta in alcuna indagine o filone giudiziario calabrese. Ma ha concesso il subappalto a un'azienda che gli inquirenti ritengono sia emanazione della mafia calabrese, la più dinamica sul fronte imprenditoriale.

Due anni dopo quel contratto, nel 2007, scattano i sequestri preventivi per i beni della 'ndrina dei Longo, tra cui compare proprio la Corf. Che nel frattempo ha cambiato pelle ed è diventata Arcoverde costruzioni, con sede a Bologna. La società è stata poi dissequestrata e nuovamente posta sotto amministrazione giudiziaria a febbraio scorso su ordine del Tribunale delle misure di prevenzione di Reggio Calabria. La motivazione? Sempre la stessa, quella società è roba del clan Longo.

Chi può garantire che il copione non si ripeta in Val di Susa? La grande infrastruttura piemontese che sta dividendo l'Italia nascerà con un tunnel esplorativo. Sette chilometri di cunicolo che costeranno 93 milioni di euro. L'imbocco della galleria era inizialmente previsto a Venaus, tanto che nel 2005 LTf (Lyone Turin Ferroviaire) aveva assegnato i lavori al consorzio Venaus, guidato da Cmc, la cooperativa rossa di Ravenna, e di cui fanno parte l'austriaca Strabag, la piemontese Cogeis, e appunto la romagnola Bentini Spa.

Poi è arrivata la decisione di spostare da Venaus a Chiomonte l'imbocco del traforo. E con un atto integrativo la società LTf, per evitare di pagare penali, ha affidato alla stessa società consortile l'appalto, senza gare, ma semplicemente riconfermando il vecchio contratto.

L'area della Val di Susa è nota per la presenza delle 'ndrine. Nel 1996 sono riuscite a entrare nell'Amministrazione di Bardonecchia, passata alla storia come il primo Comune del nord sciolto per mafia. Ai tempi il ras della 'ndrangheta di Bardonecchia era il boss Rocco Lo Presti. "Zio Rocco" come lo chiamavano in paese, è morto nel 2009 a 71 anni. Il patriarca, parente del potente Mammasantissima Ciccio Mazzaferro di Gioiosa, era solito ripetere «ho dato lavoro a migliaia di persone». In realtà il boss quelle migliaia di braccia le ha sfruttate nei cantieri della Valle, quando era in voga il caporalato gestito dalla mafia calabrese.

E la Tav per le imprese dei boss può diventare una miniera d'oro. «Pensiamo all'Alta Velocità... tutte cose che comunque passano dal Parlamento Europeo», Fabrizio Bertot, sindaco di Rivarolo, lo disse chiaro nel comizio elettorale per le elezioni europee del 2009, tenuto al bar Italia del capobastone Giuseppe Catalano e registrato dagli investigatori antimafia del Ros. E aggiunse: «Grandi cantieri... grandi opere... e tutte queste cose passano dal Parlamento Europeo».

Il padrino Catalano è stato arrestato a luglio 2011 nell'operazione Minotauro. A settembre dello stesso anno nel Comune guidato da Bertot, che non è stato indagato, si è insediata una commissione di accesso per verificare eventuali condizionamenti mafiosi. Dopo mesi di verifiche ha terminato il lavoro e ha inviato al Prefetto di Torino la relazione conclusiva. Che dovrà dire se ci sono o meno i presupposti per lo scioglimento del municipio.

 

PROTESTE NO TAV PROTESTE NO TAV ALBERTO PERINO NO TAV BEPPE GRILLO - Copyright PizziBEPPE GRILLO - Copyright PizziBEPPE GRILLO - Copyright PizziGIORGIO NAPOLITANOGIORGIO NAPOLITANO LUCA ABBA' MENTRE SI ARRAMPICA SUL TRALICCIO DA CUI E' PRECIPITATOLUCA ABBA DEI NO TAVPROTESTE NO TAV ALBERTO PERINO

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