GRILLO E IL SALOTTISMO SENZA LIMITISMO DI RODOTA’-TA’-TA’

Pietrangelo Buttafuoco per "Il Foglio"

L'altra faccia della medaglia di Rodotà (tà-tà) è Paolo Becchi. E viceversa. Becchi, storico della fistola anale - autore di "Anatomia del dolore", nel senso di quel soffrire lì - è, infatti, alternativamente testa e croce dell'autore di "Elogio del moralismo". Il volto ben rasato del Garante, dunque, e il pelo arruffato del profeta a cinque stelle fanno pari e dispari. Sono l'unico fronte e retro della stessa moneta corrente.

Quella dell'età grillina. L'eccentricità dell'uno - docente di Diritto a Genova, primo nel pantheon della palingenesi grillina - fa il paio con l'autorevolezza di Stefano Rodotà, gran signore dall'infinito garbo. E il succo della novità (tà-tà) di Beppe Grillo è tutto svelato, infatti, nell'aver saputo sposare i cavoli del populismo con la merendina dei salotti.

Mai Rodotà, se la baronia universitaria ha un senso (e lo ha), avrebbe potuto immaginare di ritrovarsi appaiato con un collega di altra caratura come Becchi. Mai, quest'ultimo, poteva sperare in un così ghiotto comparaggio. Con quel monumento della sapienza giuridica qual è Rodotà, nientemeno. Ogni rivoluzione, si sa, è un'occasione di scalata sociale. Per ogni rivoluzionario che succhia il brodo da una tazza di finissimo Limoges, preso dal servizio di Luigi XVI, c'è sempre un nobile bravo a fare il rutto.

Nell'idea di Rodotà ridotta a slogan non c'è solo l'eterna trappola della sinistra alla sinistra di se stessa ma qualcosa che riguarda l'ingenua vanagloria di ogni anima bella. Facile dire, con Rodotà, che quelli di destra hanno "un agire intrinsecamente incostituzionale".

Il difficile è togliersi la scorza di un narcisismo di maniera e fare - visto che coi precedenti si fa scienza - come fece Sandro Pertini. Venne appunto sì indicato, per dispetto a Bettino Craxi, dal Pci ma quello, vanitosissimo e non ingenuo, disse: "Non però contro il mio partito". Ma questo è un altro discorso.

Forse è una sfumatura ma Stefano Fassina, inseguito dai facinorosi nerd, tra le grida dei decibel grillini si mette in tasca un sottofondo di "Rodotà (tà-tà). Franco Marini, il fatto è noto, non conosce l'inglese. A colpi di "Rodotà (tà-tà)" lo hanno rimandato a scuola. Lo stadio s'è riversato nell'accademia e anche Fassina - forse per soggezione del Web più che per phonè ciociara - dice "Ueimar" in luogo di "Weimar".

Questo, certo, è un altro discorso ma fateci caso però, l'accademia è un salotto con tanti quadri e molti vocabolari e non è un caso: Grillo, invece di candidare Paolo Becchi, per alzare il tiro sull'elezione del capo dello stato s'è fatto un salotto tutto suo.

Al netto di turpiloquio e tam-tam. Il dettaglio è tutto nel contesto. A parte Dario Fo e lo stesso Grillo non c'è stato uno tra i restanti delle "quirinarie" che abbia avuto l'ironia di riderne, neppure a posteriori. Nessuno, infatti, neppure Gustavo Zagrebelsky - più che autorevole - né tanto meno Romano Prodi, ha sentito prima, durante e dopo la necessità di sussurrare un garbato "suvvia"...

Ed è finita che la scombiccherata adunata dei presidenziabili, con Milena Gabanelli in testa, un'altra che se la tirava con la notte di riflessione, non ha saputo arginare la seducente malia di Grillo. Nessuno che chiedesse: "Scusate, ma quanti voti avrei preso...".

E questi, infine, inedito tra gli inediti è l'unico che - per non risultare una qualsiasi alba tra le dorate rabbie d'Europa - ha saputo attingere dal fonte battesimale della sinistra e guadagnare così i galloni di mestatore rispettabile. Tutti pezzi dell'argenteria autorevole nella sequela di Rodotà, in accoppiata con Becchi, con un Gherardo Colombo, buon ultimo, pronto a prendere la tessera del Pd.

Ma per bruciarla subito dopo. Dal suo posto di componente del cda Rai, va da sé. In quota Pd, va da sé. Al grido di "Rodotà (tà-tà)". Pezzi importanti della rispettabilità, dunque. Con Barbara Spinelli, sempre in tema di argenteria, sedotta dagli ultimi strascichi di raffiche del "Rodotà (tà-tà)", in nome della repubblica digitale fondata sull'insurrezione imminente. La realtà virtuale, ormai, sostituisce l'egemonia culturale. E s'è capito.

"Toh, Rodotà" disse un giorno Gianfranco Pasquino - che era, come oggi, l'immenso Pasquino - riconoscendo in treno, nello scompartimento dove si accomodava, il suo rivale in scienza e dottrina. "Toh, Pasquino", rispose allora Rodotà che era, come oggi, l'importante Rodotà.

La medaglia è bella che forgiata. Chi di democrazia ferisce, di democrazia perisce. Inutile infierire. E non valgono più gli studi, le fatiche accademiche e i tomi. Si sa: quanto danno fa un cretino, manco un porco nel giardino. Tutto è a zero, il futuro è una fistola e uno vale uno. E Rodotà vale Becchi. Tà-tà.

 

PAOLO BECCHI Stefano Rodota grillo casaleggio grillo casaleggio dario fo e grilloGustavo Zagrebelsky foto La Presse

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...