zanda lotti zingaretti

GUERRE DEMOCRATICHE – IL TESORIERE PD ZANDA SPINGE VERSO L’USCITA LOTTI TRAVOLTO DAL CASO DELLE NOMINE PILOTATE AL CSM: "DEVE VALUTARE SE LASCIARE IL NOSTRO PARTITO..." – IL SILURO DI CALENDA: “DAL PUNTO ETICO QUESTA VICENDA È IMBARAZZANTE” - ZINGARETTI FA IL PESCE IN BARILE: "NIENTE PROCESSI SOMMARI, PERÒ IL PARTITO CHE HO IN MENTE NON SI OCCUPA DI NOMINE DI MAGISTRATI"...

1 - ZINGARETTI EVITA ROTTURE CON RENZI MA IL CASO LOTTI IMBARAZZA IL PD

Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

LUCA LOTTI

Asserragliato nel bunker del Nazareno, angosciato per gli sviluppi dell' inchiesta sulle nomine pilotate al Csm, pressato da chi gli è più vicino a prendere una posizione chiara su Luca Lotti e Cosimo Ferri, i due parlamentari dem intercettati a trafficare con il pm Palamara, Nicola Zingaretti resta per tutto il giorno in silenzio. Indeciso sul da farsi.

Le conversazioni captate dal trojan installato nello smartphone del magistrato romano svelano una trama di intrighi, dossieraggi e minacce per condizionare la successione nelle più importanti procure del Paese. Continuare a far melina, o peggio lo struzzo, non si può più.

 

nicola zingaretti foto di bacco

Glielo dicono in tanti nella war room allestita al secondo piano dell' ex convento barocco. Dove passano tutti quelli che contano, adesso, nel Pd. Gentiloni, i vice Orlando e De Micheli, il tesoriere Zanda. Forse il più esplicito: «Il quadro che esce dalle intercettazioni è gravissimo, guai a far finta di niente». Perché «va bene la prudenza», ragionano i fedelissimi, «ma forse sarebbe il caso di chiamare Lotti per valutare insieme un passo indietro, in attesa che la questione giudiziaria si chiarisca ». Tanto più che con Ferri - non iscritto al partito - non si può nulla.

MATTEO RENZI LUCA LOTTI

 

Zingaretti però esita. Non crede sia la strada giusta. Pensa sia meglio riempire l' attesa con il silenzio. Per due ragioni: il deputato empolese è il suo unico interlocutore con il mondo renziano; strappare con lui offrirebbe il pretesto a Renzi per scatenare la guerra termonucleare dentro il Pd. E pazienza se pure Carlo Calenda scalpita: «Dal punto etico questa vicenda è imbarazzante», riflette l' eurodeputato. «Io non so se ci sono reati o no, so però che il segretario qualcosa la deve dire».

zanda

 

In Transatlantico i parlamentari sono disorientati. Al netto dei renziani che parlano di «fango mediatico », rilanciano l' appassionata autodifesa di Lotti su Fb, schierandosi a mo' di scudo («Luca sarebbe il deputato semplice più potente della storia visto che, senza commettere reati, obbliga il Csm a scegliere un procuratore a lui gradito»), gli altri preferiscono non commentare, «come i vertici che hanno scelto di tacere».

 

calenda

Zingaretti capisce che non può più temporeggiare. E alle sei e mezza del pomeriggio partorisce una nota che è un capolavoro di equilibrismo. Dopo aver fatto professione di garantismo, il leader dem sente il dovere di precisare che «agli esponenti politici protagonisti di quanto è emerso non viene contestato alcun reato. Per questo, ogni processo sommario celebrato sulla base di spezzoni di intercettazioni va respinto ». E poi però graffia: «Il Pd non ha mai dato mandato a nessuno di occuparsi degli assetti degli uffici giudiziari. Il partito che ho in mente non si occupa di nomine di magistrati ». Una puntura che coglie Lotti sul vivo: «Sono un po' sorpreso perché, senza voler far polemiche, anch' io faccio parte del "suo" Pd e non ho il potere di fare nomine, che come noto spettano al Csm». Le munizioni che il grillino Di Battista aspettava per sparare ad alzo zero contro il «Pd marcio e ipocrita» e il suo segretario «che non muove un dito per ripulire il partito».

LANDINI ZANDA ZINGARETTI

 

 

 

ZANDA

Dino Martirano per il “Corriere della sera”

 

LUCA LOTTI MATTEO RENZI

L' invito che il tesoriere del Pd Luigi Zanda rivolge a Luca Lotti, seppure con l' accortezza e il garbo di chi ha imparato a fare politica all' ombra delle massime istituzioni del Paese, è quello di predisporsi a congelare la sua posizione nel partito: «Io non giudico nessuno - scandisce il senatore dem - ma Luca Lotti ora valuti attentamente se è il caso di lasciare il Pd finché non sarà chiarita la sua posizione...». Una convinzione, quella di Zanda, cementata da una considerazione sopra le altre: «La cosa che mi colpisce di più è l' impatto costituzionale che questa vicenda può avere sul Csm. È una cosa seria. Uomini delle istituzioni devono avere rispetto per l' autorità istituzionale...».

zingaretti

 

Cosa si aspetta la dirigenza del Pd dal deputato Lotti?

«Nella giornata di oggi (ieri, ndr ) c' è stato un salto per quanto riguarda la gravità di giudizio su questa vicenda.Mi riferisco alle parole del procuratore generale Fuzio - il massimo rappresentante dell' accusa - riguardo la volontà di "un imputato che ha influenzato la scelta del procuratore" che sostiene l' accusa contro di lui. Ecco, io non sono un giudice ma, se fossi Luca Lotti, rifletterei molto attentamente sulle parole del procuratore generale».

 

Riflettere fino a trarre quali conseguenze?

«Mi porrei il problema se, in coscienza, sia il caso di lasciare il Pd finché non sarà tutto chiarito».

 

Sta chiedendo a Lotti di autosospendersi dal Pd?

«Queste sono decisioni che riguardano la persona».

Palamara Lotti Ferri

 

Luca Lotti e Cosimo Ferri, due parlamentari di rango che, quantomeno, hanno intavolato con alcuni togati del Csm una trattativa per la nomina del procuratore di Roma. Qualcuno era al corrente ai piani alti del Pd?

«Sono due parlamentari del Pd che hanno una loro vita privata e che autonomamente prendono iniziative. Se si sono occupati di nomine con alcuni togati del Csm, non hanno certo chiesto l' autorizzazione al Pd. Tra l' altro, non hanno ruolo o incarico per le questioni dello Stato e per quelle legate alla giustizia».

Lotti sostiene che «non c' è alcun collegamento tra la nomina del procuratore» e il suo «procedimento». Ferri, che da togato è stato un importante capo corrente della magistratura, ha scelto una posizione più defilata.

«Lotti, che è un dirigente di rilievo del Pd, deve riflettere attentamente sui prossimi passi da compiere. Ferri non è neanche iscritto al Pd: può fare quello che vuole, casomai valutare la sua posizione in commissione Giustizia».

luca lotti david ermini luca palamara

 

Il vice presidente del Csm, David Ermini, che da deputato e da responsabile giustizia del Pd era vicino a Matteo Renzi, una volta eletto dal Parlamento a Palazzo dei Marescialli avrebbe finito per «deludere» i renziani come Lotti. Che idea si è fatto quando ha letto che Lotti diceva di Ermini: «Dobbiamo dargli un segnale forte»?

«Dalle intercettazioni emergerebbe il modo sguaiato in cui alcuni magistrati e Lotti si riferiscono a Ermini.

Lotti Renzi

Forse proprio perché il vicepresidente Ermini sta facendo il suo dovere con rigore. E, cosa rara nel nostro Paese, lo sta facendo con molta modestia senza alcuna promozione mediatica della sua persona».

Come in passato, quando magistrati e politici creano un cortocircuito con risvolti penali, è partita la corsa per attirare nella bufera anche gli uffici del Quirinale .

«Sono episodi squallidi che contribuiscono a far emergere il profilo di un gruppo di persone molto disinvolte. Io mi auguro che il dottor Erbani (consigliere giuridico del presidente della Repubblica, ndr ) denunci per calunnia chi lo ha diffamato».

 

Qual è l' effetto collaterale di questa inchiesta? Il partito trasversale della separazione delle carriere tra giudici e pm ora è più forte?

«Dobbiamo stare molto attenti perché qui si rischia di mettere in gioco il ruolo costituzionale del Csm e l' autonomia della magistratura. Non venga in mente a nessuno di strumentalizzare un' inchiesta per provare a minare l' autonomia e l' indipendenza della magistratura. Perché l' opposizione del Pd raggiungerebbe un livello inusitato».

zanda

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