savona

"GUIDA PRATICA PER USCIRE DALL'EURO": ECCO IL PIANO B DI SAVONA - DALLA NAZIONALIZZAZIONE DI BANKITALIA AL RITORNO DELL’IRI FINO ALLO STRALCIO DELL'ARTICOLO 81 DELLA COSTITUZIONE NELLA PARTE IN CUI SI OBBLIGA LO STATO A GARANTIRE UN PAREGGIO DI BILANCIO: IL DECALOGO PER “UNA NUOVA ERA ECONOMICA SOVRANA” (E’ PROPRIO SU QUESTA PAROLA CHE SI GIOCA LA SCELTA DI SALVINI...)

savonarola by carli

Claudio Cartaldo per il Giornale

Una "Guida pratica all'uscita dall'euro". Sarà, forse, anche per questo documento di cui Paolo Savona è co-autore e di cui ne ha introdotto la presentazione nell'ormai lontano 2015 che il Colle non intende fare passi indietro sul suo nome al dicastero dell'Economia.

 

 

Presentato ad un convegno della Link University Campus di Roma, si tratta di un vero e proprio decalogo per anti-europeisti. Un insieme di spiegazioni sul perché l'Italia dovrebbe prendere seriamente in considerazione l'idea di abbandonare la moneta unica, preparare un "piano B" ed usarlo nelle trattative con le altre cancellerie del Vecchio Continente come "deterrente nei confronti delle controparti europee".

paola savona villa borghese

 

Le slide, facilmente reperibili in internet (leggi qui) e scovate dall'HuffingtonPost, sono chiare. Si parla di una linea "alternativa di politica economica", che non dovrebbe portare necessariamente all'Italexit, ma che è uno spunto per una "nuova era economica sovrana". Ecco: sovrana. Ed è proprio su questa parola che si gioca la scelta di Matteo Salvini, che non è più disposto a fare passi indietro sulla sua lista di ministri.

 

paola savona villa borghese

Ma torniamo alla guida pratica. Secondo gli autori scrivono chiaramente che in Ue si è imposta "il modello economico tedesco" che ha portato l'Italia ad avere un cambio troppo forte, che ora può essere risolto solo con svalutazione e inflazione. "La costruzione dell’Ue attraverso la leva dell’articolo 11- si legge - rappresenta una forzatura giuridica. Il riscatto della sovranità economica e monetaria e il ritorno alla situazione pregressa al divorzio Tesoro/Bankitalia (1981) sono, nei fatti, l’unica scelta compatibile con la Costituzione, la quale prevale sulle norme e sui trattati europei".

 

paola savona villa borghese

Ed ecco allora le mosse teorizzate dalla nuova "economia sovrana": Si parte dalla nazionalizzazione di Bankitalia "conferendo tutti i poteri di cui una Banca Centrale può disporre, ad iniziare dalla sua funzione di prestatrice di ultima istanza a supporto del fabbisogno finanziario dello Stato, influendo sui tassi di interesse sui titoli di Stato e ad adottare il metodo d’asta con il sistema ’marginale’". Poi va reintrodotta l'Iri "con le originali funzioni di assistenza finanziaria e tecnica alle aziende italiane in difficoltà". E poi occorre stampare nuova monete, la Banca Italia deve assumere la funzione di prestatore di ultima istanza a supporto del fabbisogno pubblico e agendo sul cambio, con la revoca del divorzio e l'obbligo di intervento in asta. E ancora occorre "agire per frenare una svalutazione eccessiva" e "evitare di manipolare il valore della moneta e consentire il cambio libero" perché "una stabilizzazione è nell'interesse delle nostre controparti esterne".

MATTARELLA SALVINI

 

MATTARELLA E SALVINI

Si parla inoltre della divisione tra le banche d'affari e quelle commerciali, l'abbandono dell'autonomia di Bankitalia dal Tesoro (che può intervenire direttamente su banche e istituti assicurativi) e dello stralcio dell'articolo 81 della costituzione nella parte in cui si obbliga lo Stato a garantire un pareggio di bilancio. Infine, per minimizzare l'impatto sui conti pubblici di un'uscita dall'euro, l'Italia dovrebbe "annunciare la ridenominazione del debito in Lire", rinominare i bilanci delle banche in Lire, verificare se fosse necessario dichiarare un default se la sostenibilità del debito è a rischio e, in questo caso, attuare "una moratoria sul servizio del debito pubblico fino a quando la riduzione del debito verrà negoziata con i creditori" (cioè una rinegoziazione).

 

paolo savona

 

2. SAVONA

Alessandro De Angelis per www.huffingtonpost.it

 

Andando a scartabellare tra la produzione politico-intellettuale di riferimento dell'intellighenzia economica "sovranista" colpisce un documento dal titolo "Guida pratica all'uscita dall'euro", presentato nell'ottobre del 2015 in un convegno presso la Link University Campus di Roma – l'università da cui lo stesso Di Maio ha attinto professionalità per la sua compagine di governo - e poi pubblicato da Scenarieconomici.it. È pubblico, facilmente rintracciabile su internet. Documento alla cui elaborazione ha partecipato, tra gli altri Paolo Savona, che ne ha anche introdotto la presentazione.

 

PAOLO SAVONA MERKEL

Siamo di fronte un progetto di politiche economiche alternative, che ben oltre l'esigenza di essere pronti a tutte le eventualità, il famoso "piano B". Nella sua articolazione ha la natura di un vero e proprio "piano A": una linea "alternativa di politica economica", per favorire la quale l'uscita dall'euro è non una estrema necessità, ma un'occasione da cogliere per gestire la "nuova era economica sovrana" (slide 76). Una occasione.

 

L'assunto di fondo è che tutte le difficoltà dell'economia italiana sarebbero dovute all'adesione del paese all'Unione Monetaria (slide 3-11). Perché il problema dell'Italia è che ha il cambio troppo forte e deve riguadagnare la competitività di prezzo persa con la Germania (slide 9). Il problema, secondo gli autori del documento, risolve il problema con svalutazione e inflazione.

 

PAOLO SAVONA,VINCENZO VISCO,GIACOMO VACIAGO,TOMMASO PADOA SCHIOPPA E GIULIO TREMONTI

E dunque chiedendo l'uscita dall'Euro, considerata l'unica strada per rispettare il mandato costituzionale: "La costruzione dell'Ue attraverso la leva dell'articolo 11... rappresenta... una forzatura giuridica... Il riscatto della sovranità economica e monetaria e il ritorno alla situazione pregressa al divorzio Tesoro/Bankitalia (1981) sono, nei fatti, l'unica scelta compatibile con la Costituzione, la quale prevale sulle norme e sui trattati europei (slide 16).

 

È, di fatto, il ritorno all'Italia anni Settanta: si stampa moneta quanto più necessaria, con inflazione a due cifre. Ecco le misure per realizzare il grande futuro alle spalle che, secondo altri economisti porta al default del paese. Anche la Grecia nel 2015, sulla base delle stesse teorie, arrivò a un passo dal burrone, prima di produrre una brusca frenata. Eccole:

PAOLO SAVONA

- va nazionalizzata Bankitalia (slide 68)

- va reintrodotta l'Iri (slide 72)

- la Banca d'Italia deve essere pronta a fornire una quantità di liquidità enorme al sistema bancario se necessario (slide 65 e 57)

- la Banca Italia deve assumere la funzione di prestatore di ultima istanza a supporto del fabbisogno pubblico e agendo sul cambio, con la revoca del divorzio e l'obbligo di intervento in asta (slide 68)

- vanno reintrodotti gli anticipi della Banca d'Italia sul cc di tesoreria per finanziare il fabbisogno (slide 72)

 

- è opportuno "agire per frenare una svalutazione eccessiva" (slide 44) avendo in mente un obiettivo di svalutazione del cambio (tra il 15 e il 20 per cento): nel frattempo bisogna "evitare di manipolare il valore della moneta e consentire il cambio libero" perché "una stabilizzazione è nell'interesse delle nostre controparti esterne" (slide 45)

Savona Ciampi

Dunque la Banca d'Italia, che torna a perdere la sua autonomia rispetto al Tesoro, metterebbe in atto una serie di misure diverse e incompatibili, con l'evidente rischio di sovrastimare ampiamente le conseguenze di una "exit" e a sottostimarne i costi. Lo stesso accade con le proposte sulla gestione del debito pubblico:

- abolizione dell'articolo 81 della Costituzione

- il Mef, se necessario, interviene per la ricapitalizzazione delle banche e delle assicurazioni (slide 69)

- va attuata, se necessario, una moratoria sul servizio del debito pubblico e, successivamente, una sua ristrutturazione (slide 52)

 

PAOLO SAVONA

È, di fatto, il default con stampa delle nuove banconote da completarsi entro 3-6 mesi dopo il D-Day. Un progetto (slide 23-26) da gestire, nelle sue fasi preparatorie, nella massima "segretezza" affidandolo a un "fiduciario esterno alle istituzioni". La domanda nasce spontanea, in questa crisi in cui il professor Savona, è diventato il simbolo della tensione di sistema. Perché, da quando i mercati hanno ricominciato a "prezzare" il rischio Italia, letto il contratto di governo e il nome del possibile ministro dell'Economia, perché, dicevamo, né Salvini né Di Maio hanno rilasciato una sola dichiarazione che rassicurasse sulla permanenza dell'Italia nell'Euro? E perché non l'ha fatta neanche il ministro dell'Economia in pectore che, invece, ha parlato dei "veti" quirinalizi sul suo nome? Forse perché non di "piano B" si sta parlando ma di un "piano A" i cui contorni e tempi devono, per ora, rimanere segreti finché non partirà l'inflazione a due cifre e non si riusciranno a pagare gli stipendi pubblici? Una risposta sarebbe opportuna, in questa orgia di retorica sulla sovranità popolare e sul suo rispetto.

PAOLO SAVONA

 

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...