DA HELSINKI, RIGOR MONTIS AVVISA I FALCHI DELL’EURO: “SE LO SPREAD DOVESSE RIMANERE A QUESTO LIVELLO PER QUALCHE TEMPO SI VEDRÀ AL POTERE IN ITALIA UN GOVERNO NON EUROPEISTA, NON ORIENTATO ALL'EURO E NON FAVOREVOLE ALLA DISCIPLINA DI BILANCIO". QUINDI, REGOLATEVI - 2- PER LA PRIMA VOLTA MONTI APRE ALL’IPOTESI CHE L’ITALIA DEBBA ESSERE AIUTATA DALL’EUROPA NELLA GUERRA CONTRO GLI SPREAD…

1- MONTI: SE SPREAD RESTA ALTO AVREMO GOVERNO EUROSCETTICO
Ansa.it

Se lo spread restasse alto a lungo, in Italia rischieremmo di avere un governo euro-scettico. Ne è convinto Mario Monti che da Helsinki spiega: "L'elevato livello dello spread non porta necessariamente a buone politiche e alle riforme economiche, ma all'esatto opposto. Perché - ha aggiunto il presidente del Consiglio - posso assicurare che se lo spread dovesse rimanere a questo livello per qualche tempo si vedrà al potere in Italia un governo non europeista, non orientato all'euro e non favorevole alla disciplina di bilancio".

"Sono fiducioso che i partiti politici italiani riflettano sul gap che si è creato fra cittadini e partiti in termini di credibilità e che lavorino per migliorare loro stessi e raggiungere un accordo sulla nuova legge elettorale rapidamente perché anch'essa dà credibilità al sistema politico". Così Mario Monti da Helsinki.

2- PER LA PRIMA VOLTA MARIO MONTI APRE ALL'IPOTESI CHE L'ITALIA DEBBA ESSERE AIUTATA DALL'EUROPA NELLA GUERRA CONTRO GLI SPREAD
Alberto D'Argenio per "la Repubblica"

Per la prima volta Mario Monti apre all'ipotesi che l'Italia debba essere aiutata dall'Europa nella guerra contro gli spread. Il premier lo fa dalla residenza estiva del primo ministro finlandese Jyrki Katainen. «Ora l'Italia non sembra aver bisogno di aiuti, ma forse saranno necessari in relazione alla lentezza con la quale i mercati comprendono gli sforzi compiuti e i risultati raggiunti». Dunque se la tempesta sui Btp riprenderà a soffiare con forza, Roma potrebbe essere costretta a chiedere l'aiuto europeo. Un sostegno per far abbassare gli spread, non un salvataggio lacrime e sangue in stile Atene.

Ad Helsinki la tana del leone non sembra così spaventosa. Il campione del rigore Katainen riceve Monti nella tranquillità del suo cottage estivo a pochi chilometri dal centro della capitale. Prima una bilaterale, poi un pranzo allargato alle delegazioni (con il premier c'è il ministro Enzo Moavero). Segue la conferenza stampa nella quale i due leader danno l'impressione di avere superato i malintesi che in passato li hanno portati ai ferri corti. Memorabile quello al summit di giugno sullo scudo antispread.

La visita in Finlandia arriva alla vigilia dell'attesissima riunione della Bce che dovrebbe lanciare il programma per raffreddare i mercati e dare tempo ai governi di mettere in piedi le difese per la sopravvivenza dell'euro. Ma se tra Monti e Katainen sembra essere nato un feeling positivo, tutto intorno non si respira grande ottimismo. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, riprende a cannoneggiare Draghi dicendo che «non deve superare il proprio mandato».

«Siamo la maggiore Banca centrale dell'Eurosistema - attacca - abbiamo una voce più importante degli altri». Intanto il governo tedesco boccia l'ipotesi di dare all'Esm, lo scudo anti-spread che nascerà a settembre, quella licenza bancaria che gli permetterebbe di avere più risorse contro la speculazione. Prova a tamponare Obama, che in una telefonata a Hollande apprezza «le dichiarazioni di Bce e leader sulla necessità di preservare l'euro».

Sarà per l'intransigenza di mezza Germania (la Merkel invece ha dato il suo ok alla campagna della Bce) o per informazioni riservate, che i governanti non sembrano più riporre nella Bce tutte quelle speranze. Dubbi che lo stesso Monti tocca con mano. Tanto nel pranzo di martedì con Hollande quanto in quello di ieri con Katainen. Entrambi hanno confessano il timore che viste le polemiche Francoforte non potrà prendere misure «all'altezza delle aspettative».

Se non l'immobilismo, si teme che le mosse dell'Eurotower possano rivelarsi insufficienti o limitate nel tempo. Forse per questo ieri Monti in un'intervista all'Helsingin Sanomat ha detto: «Abbiamo in mente una sorta di intervento da parte dell'Efsf, dell'Esm e della Bce in varie combinazioni». Parlare anche di un'azione dei due fondi salva-stati (provissorio e permanente) foraggiati dai soldi dei governi sembra tradire incertezza.

E poi, se l'Esm nascerà forte «l'Italia sarà aiutata de facto». La vecchia teoria del premier: più robusto e ricco sarà lo scudo, meno probabilità ci saranno di doverlo usare. Così torna la richiesta di licenza bancaria. Poco importa che lo Spiegel scriva che Monti abbia imboccato «la rotta dello scontro» con la Merkel, perché il premier è convinto di poter strappare la svolta entro qualche mese. E lo dice parlando di fianco a Katainen: «Credo che a tempo debito la licenza bancaria ci sarà». E ancora, «le posizioni possono evolvere».

Arriva anche la stilettata a Weidmann. A chi chiede cosa si aspetti dall'Eurotower, il premier risponde ricordando che i leader non si intromettono nelle decisioni dei banchieri: «Mi auguro che tutti i membri del board della Bce mostrino lo stesso rispetto per l'indipendenza dell'istituzione». Comunque la lotta agli spread «rientra chiaramente nel mandato della Bce». Nelle conversazioni con Katainen Monti spiega le sue riforme e la sua idea di Europa. Nella conferenza stampa organizzata nel giardino con vista fiordo, il finlandese elogia l'Italia.

Concede che contro la crisi servono non solo le riforme, i dolorosi "compiti a casa", ma anche una «soluzione europea». Che poi le idee ancora non coincidano perfettamente è secondario. Con il dialogo tutto si supera. Lasciato il cottage di Kerasanta Monti visita il presidente del Parlamento e cena con quello della Repubblica. In serata una passeggiata con il suo staff per il centro di una tranquilla e luminosa Helsinki. Oggi parlerà agli industriali finlandesi - potenziali investitori e opinion leader - per spiegare la strada imboccata dall'Italia. Nel pomeriggio volerà a Madrid da Rajoy per un'altra visita - con la Spagna che vacilla - molto complicata.

 

LESPRESSIONE ALLUCINATA DI MARIO MONTI MARIO MONTI CON GLI OCCHI CHIUSI jpegJyrki_Katainen primo ministro finlandiaMario Monti e Enzo Moavero in Senato Jens Weidmann MARIO DRAGHI Mariano Rajoy

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…