il discorso di donald trump sullo stato dell'unione 2026

“I DEMOCRATICI NON POSSONO ESSERE ELETTI SENZA RICORRERE A BROGLI ELETTORALI” – È IL SOLITO TRUMP SHOW AL DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE, IL PIÙ LUNGO DELLA STORIA MODERNA, DURANTE IL QUALE “THE DONALD” SI È ESIBITO CON I SUOI CAVALLI DI BATTAGLIA - DOPO ESSERE TORNATO A SOSTENERE CHE I DEM GLI HANNO “RUBATO” LE ELEZIONI DEL 2020, HA ELENCATO I SUOI “SUCCESSI”: SICUREZZA DEI CONFINI, TAGLI ALLE TASSE, RIDUZIONE DEL TRAFFICO DI FENTANYL, PREZZO DELLA BENZINA. POI, COME IN UNO SHOW TV, HA FATTO SFILATE UN PRIGIONIERO VENEZUELANO, UN EROE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE E LA SQUADRA DI HOCKEY, FRESCA DI ORO OLIMPICO...

1. TRUMP AFFERMA SENZA MEZZI TERMINI CHE I DEMOCRATICI NON POSSONO ESSERE ELETTI LEGITTIMAMENTE: "L'UNICO MODO PER ESSERE ELETTI È BARARE"

Michael Luciano per www.mediaite.com

 

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Nel discorso sullo stato dell'Unione di martedì, il presidente Donald Trump ha affermato che "l'unico modo" in cui i democratici possono essere eletti è tramite l'imbroglio.

 

Trump ha a lungo sostenuto falsamente che le elezioni del 2020 gli erano state rubate e martedì ha ulteriormente argomentato affermando che i Democratici non possono essere eletti senza ricorrere a brogli elettorali.

 

Durante il suo discorso, il presidente ha esortato il Senato ad approvare il SAVE Act , che richiederebbe la prova della cittadinanza statunitense, come un certificato di nascita o un passaporto, per registrarsi per votare.

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La Camera ha approvato il disegno di legge questo mese, ma il suo futuro al Senato è incerto, dove saranno necessari 60 voti per approvarlo.

 

Trump ha esortato il leader della maggioranza al Senato John Thune (R-SD) a modificare le regole del Senato affinché il SAVE Act possa essere approvato con una maggioranza semplice di 51 voti.

 

"Non vogliono l'identificazione per il più grande privilegio di tutti: votare in America", ha urlato Trump dal palco nell'aula della Camera martedì sera. "Sia i repubblicani che i democratici concordano a stragrande maggioranza sulla politica che abbiamo appena enunciato.

 

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E il Congresso dovrebbe unirsi e promulgare questa legge di buon senso, che salva il Paese, subito. E dovrebbe farlo prima che accada qualsiasi altra cosa. E il motivo per cui non vogliono farlo è: perché qualcuno non vorrebbe l'identificazione degli elettori? Un motivo! Perché vogliono barare. C'è solo un motivo".

 

Trump ha aggiunto: "Vogliono barare. Hanno barato. E la loro politica è così pessima che l'unico modo per farsi eleggere è barare. E noi lo fermeremo. Dobbiamo fermarlo, John".

[...]

 

2. NEL DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE PIÙ LUNGO DELLA STORIA (1 ORA E 48 MINUTI) PATRIOTTISMO E SORPRESE COME IN TV, DAL PRIGIONIERO VENEZUELANO LIBERATO AGLI OLIMPIONICI DELL’HOCKEY

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Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

Donald Trump comincia il discorso sullo stato dell’Unione più lungo della Storia moderna (1 ora e 48 minuti) enumerando i suoi successi: «Dopo solo un anno, posso dire con dignità e orgoglio che abbiamo raggiunto una trasformazione mai vista prima, una svolta secolare».

 

Parla di sicurezza dei confini, tagli alle tasse, riduzione del traffico di fentanyl, prezzo della benzina… Durante la serata, fa alzare in piedi nell’aula del Congresso vari ospiti, assegnando medaglie, inclusi un eroe della Seconda guerra mondiale e il pilota d’elicottero Chinook che nonostante molteplici ferite alle gambe ha portato avanti la missione per la cattura di Maduro.

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Momenti patriottici e sorprese, come in uno show televisivo: un prigioniero politico venezuelano liberato entra nella sala all’improvviso sorprendendo il nipote; poi spuntano i giocatori della squadra di hockey vincitrice dell’oro alle Olimpiadi (Trump promette la Medaglia della Libertà al portiere) e si scatena un applauso veramente bipartisan.

 

I repubblicani si alzano e applaudono a ogni frase, i democratici no. Ci sono sedie vuote (una trentina tra cui Alexandria Ocasio Cortez hanno boicottato l’evento) e molte delle donne dell’opposizione sono vestite di bianco in memoria delle suffragette e per protesta contro la proposta di legge Save America Act (che Trump definisce necessaria per evitare che i democratici «rubino» il voto ma l’opposizione dice che discrimina alcune categorie di elettori). Il texano Al Green come al solito viene cacciato: quest’anno ha un cartello che dice «Le persone nere non sono scimmie».

 

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Era molto atteso il primo faccia a faccia tra il presidente e i giudici che hanno bocciato i suoi dazi. Trump critica il verdetto, ma in modo assai più diplomatico di venerdì scorso. Parla di un «infelice coinvolgimento della Corte Suprema» e di una «decisione deludente», ma stringe la mano ai quattro dei nove giudici, che nel saluto accennano un sorriso ma restano impassibili in volto durante il discorso, con le tuniche nere, in prima fila [...]

 

Trump sottolinea che i nuovi dazi globali che imporrà sono «un po’ più complessi, ma in realtà probabilmente migliori» e aggiunge che «i dazi pagati da Paesi stranieri, col tempo, credo che sostituiranno il sistema moderno di tassazione».

 

[...] dice che l’Iran non ha ancora rinunciato al programma nucleare, e aggiunge che gli ayatollah «hanno già sviluppato missili che possono minacciare l’Europa e le nostre basi all’estero, e stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti». [...]

 

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Al centro del discorso c’è l’economia. Trump ricorda che il mese scorso ha firmato un ordine esecutivo che «vieta ai grossi investitori di Wall Street di comprare migliaia di abitazioni mono-familiari. E adesso chiedo al Congresso che renda questo divieto permanente, perché le case sono per le persone e non per le corporation».

 

Promette che farà pagare alle aziende che costruiscono data center per l’Intelligenza artificiale i costi in aumento dell’elettricità in quelle comunità. [...] E dà al vicepresidente JD Vance l’incarico di guidare la «guerra alle frodi» con l’obiettivo di riportare in pareggio il bilancio americano.

 

I repubblicani sono soddisfatti del discorso, pieno di «apple-pie patriotism», di patriottismo tradizionale.

 

Dopo la prima ora cominciano a volare gli scambi di accuse con i democratici. Trump dice che fanno campagna elettorale sull’ affordability (prezzi più accessibili) ma hanno causato il problema, sono «dei pazzi», hanno «distrutto» il Paese. Incassa un applauso bipartisan quando preme per assicurarsi che i membri del Congresso non traggano profitto in Borsa da informazioni riservate a loro disposizione.

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«L’Insider Trading Act va approvato senza ritardi. Hanno applaudito», nota, rivolgendosi ai democratici. E chiede ad alta voce: «Nancy Pelosi si è alzata?» [...]

 

[...] quando Trump rimprovera i democratici per aver «tagliato tutti i fondi per il dipartimento di sicurezza interna, che protegge gli americani da terroristi e assassini». Rashida Tlaib, deputata di origini palestinesi del Michigan, grida con Omar: «Uccidete gli americani», un riferimento alle violenze di Minneapolis. Quando Trump elogia la moglie Melania («Non conosco nessuno che tenga di più ai giovani…»), Tlaib interviene: «E allora pubblicate gli Epstein file».

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