I GRILLINI ZOMPANO IL FOSSO: “30 SENATORI PRONTI A LASCIARE IL M5S”. SI TRATTA DEI PARLAMENTARI CONTRARI ALLA SILURAZIONE DEI 4 DISSIDENTI - GRILLO: “SPERO CHE IL WEB VOTI PER CACCIARLI”

Marta Serafini per il "Corriere.it"

La tensione nel Movimento Cinque Stelle diventa altissima. E c'è pure qualche lacrima. Dopo che l'assemblea ha votato a favore della procedura di espulsione dei senatori Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista, un gruppo di deputati del M5S è pronto a lasciare il proprio gruppo parlamentare in dissenso per le espulsioni dei quattro «ribelli» al Senato. Lo si apprende da fonti parlamentari del movimento. I «dissidenti» si starebbero contando per verificare la possibilità di formare un proprio gruppo a Montecitorio. La «scissione» avverrebbe in parallelo con quella in corso al Senato.

La senatrice Laura Bignami ha annunciato di voler presentare le sue dimissioni. E non sono mancati momenti di tensione e lacrime. Un'altra senatrice, Alessandra Bencini, è uscita dal Senato con gli occhi gonfi di lacrime «Basta. Voglio tornare a casa, così non va». I senatori si sono riuniti in assemblea.

IN TRENTA PRONTI A LASCIARE - Secondo il senatore Roberto Cotti «sono più di 30 i senatori pronti a difendere» Campanella e gli altri esponenti del Movimento 5 stelle indicati come dissidenti. Cotti spiega che sono pronti a costituire un gruppo autonomo. Per la senatrice Paola Pinna, le regole per decretare la richiesta di espulsione dei 4 senatori finiti sotto processo non sono state seguite, l'assemblea congiunta dei gruppi M5s non aveva i numeri per decidere l'espulsione.

Pinna però nega la possibilità che si costituisca alla Camera un Gruppo autonomo di "fuoriusciti" dal M5s perché, a differenza del Senato, non ci sarebbero i 20 deputati necessari per formare un nuovo gruppo. Nei giorni scorsi erano circolate indiscrezioni che volevano un gruppo di Cinque Stelle fuori dal Movimento insieme a Pippo Civati, un'ipotesi evidentemente tramontata.

IL VOTO - La decisione sulla permanenza, o no, dei quattro "dissidenti" tra i parlamentari Cinque Stelle sarà ora stabilita dal voto dei militanti M5S sul web in corso fino alle 19. Un voto cui Grillo invita a partecipare. I "sì" alla decisione di ricorrere alla consultazione online dei militanti, per decidere su un'eventuale espulsione, sono stati 73 per Battista (35 i no e 11 gli astenuti); 67 per Bocchino (30 i "no" e 13 gli astenuti); 77 per Campanella ( 33 i "no" e 11 gli astenuti); 70 per Orellana ( 35 i "no" e 9 le astensioni).

LA REAZIONE DI GRILLO - Grillo sul blog ha commentato così il risultato del voto: «Non capisco le motivazioni ideologiche (dei quattro senatori, ndr): "Grillo non si fa mai vedere, Grillo dall'alto, il blog di Casaleggio". Queste sono c...e, non sono motivazioni ideologiche. Adesso deciderà la rete, spero che deciderà e confermerà il verdetto della assemblea, così noi siamo un pochino meno ma molto, molto più coesi e forti. Abbiamo una battaglia: dobbiamo vincere le europee e le vinceremo».

Parole che evidentemente hanno ulteriormente acceso gli animi. A rincarare la dose arrivano poi anche le parole del fedelissimo Alessandro Di Battista: «Io ho visto in queste 4 persone, sistematicamente, da mesi, e in modo organizzato la logica del dolo, la malafede, il sabotaggio di tutte le grandissime battaglie che abbiamo portato avanti come gruppo».

IN STREAMING - L'assemblea congiunta dei parlamentari M5S che doveva decidere - e alla fine ha stabilito di passare la parola definitiva ai militanti - sulla cacciata dei quattro senatori si è svolta a Montecitorio fino a notte inoltrata, in streaming. Nei giorni scorsi Grillo aveva pubblicato un post di "scomunica" nei confronti del dissidente Orellana. Non è la prima volta che vengono espulsi senatori del Movimento. Tra questi la senatrice Adele Gambaro e la senatrice Paola De Pin passate al Gruppo Misto. Ancora una volta i dissidenti vengono accusati di aver violato il regolamento dei Cinque Stelle che affida la comunicazione del Movimento a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. «Non vengono alle assemblee e poi criticano il lavoro del gruppo sui giornali», è la critica che viene mossa. Come da procedura interna al Movimento - il cosiddetto codice di comportamento parlamentare , l'espulsione viene decisa dall'Assemblea dei parlamentari che per essere effettiva deve essere ratificata dal voto online degli iscritti.


TENSIONI E PROBLEMI TECNICI- Durante l'incontro c'è stato qualche momento di tensione, oltre che numerosi problemi tecnici a causa dei quali lo streaming è saltato più volte. Orellana, uno dei quattro sotto processo, aveva chiesto di sospendere la riunione appellandosi al regolamento del gruppo M5S al Senato che prevede che prima della congiunta ci sia una riunione dei senatori. Ma la proposta era stata respinta. «Noto l'operato sistematico da parte di questi quattro colleghi, nel dissentire in maniera sistematica dal gruppo. La cosa grave è che hanno cercato di contattare altri colleghi per farli desistere e non far firmare loro questo documento», ha sibilato Vito Crimi.

 

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