john elkann

I NUMERI SI INTERPRETANO – JOHN ELKANN IN AUDIZIONE ALLA CAMERA, A SUPPORTO DELLA SUA TESI DIFENSIVA (“SENZA DI NOI L’AUTO IN ITALIA SAREBBE SCOMPARSA) HA PRESENTATO UNO STUDIO DELLA LUISS SULL’APPORTO DATO DALLA FIAT AL NOSTRO PAESE. MA UNA RICERCA DI UNIMPRESA METTE I PUNTINI SULLE I: “IN 24 ANNI IL GRUPPO FIAT, POI FCA E INFINE STELLANTIS, HA RICEVUTO CIRCA 18,68 MILIARDI DI EURO DI RISORSE PUBBLICHE TRA CONTRIBUTI DIRETTI, INCENTIVI, PRESTITI GARANTITI DALLO STATO E CASSA INTEGRAZIONE…”

IN 20 ANNI STIPENDI PER 39 MILIARDI PRODOTTI QUASI 17 MILIONI DI VEICOLI

Estratto dell’articolo di P.Bar. per “La Stampa”

 

john elkann lorenzo fontana 2

«Il bilancio dare/avere tra il Paese e l'azienda», come lo ha definito ieri John Elkann, serve a far piazza pulita dei tanti luoghi comuni circa l'impegno in Italia di Fiat, Fca e poi Stellantis, nella speranza - ha poi aggiunto il presidente del gruppo - che questo «non sia più un tema divisivo, ma un'opportunità per continuare questo percorso».

 

Per questo, per quantificare l'apporto dato dall'azienda al Paese, Stellantis ha chiesto all'università Luiss di realizzare uno studio indipendente sulla storia del gruppo dal 2004 al 2023, «anni che ho vissuto in prima persona» ha sottolineato Elkann.

 

I numeri di stellantis - corriere della sera

Dalla ricerca […] emerge in maniera chiara che «il contributo positivo alla crescita dell'economia italiana non è mai venuto meno». Facendo riferimento alle attività italiane del gruppo, integrando dati di fonte interna con quelli dell'Istat emerge che tra il 2004 al 2023 Stellantis ha prodotto in Italia 16,7 milioni di autovetture e veicoli commerciali, per un valore complessivo della produzione nazionale di quasi 700 miliardi di euro.

 

Calcolando gli effetti sulla filiera e le ricadute sui consumi delle famiglie, il valore complessivo della produzione in Italia negli ultimi venti anni sale a 1.700 miliardi di euro, con un valore aggiunto di 417 miliardi: in pratica per ogni euro di valore creato da Stellantis, se ne generano 9 nel resto dell'economia.

 

john elkann - stellantis

«Ancora più importante – ha poi sottolineato Elkann – è il contributo che i nostri poli industriali hanno dato e tuttora danno al Mezzogiorno, portando lavoro, investimenti, sviluppo imprenditoriale e crescita infrastrutturale. L'auto italiana ha unito il Paese riducendo i divari e creando opportunità».

 

In tutto, in questi 20 anni sono stati pagati 38,9 miliardi di stipendi (al netto dei contributi), sono stati effettuati acquisti per beni e servizi dai fornitori italiani per 6,7 miliardi (col valore medio aumentato del 20% dopo la fusione con Psa), e sono stati investiti 1,3 miliardi all'anno in ricerca e sviluppo, cifra che fra il 2004 ed il 2023 arriva a quota 25,3 miliardi, pari all'8,7% della spesa totale delle imprese italiane.

 

john elkann ignazio la russa

Nel complesso in questi vent'anni, a tratti non certo facili, gli addetti si sono ridotti del 21,9%, da 55 mila a 43 mila, ma il calo è inferiore a quello delle immatricolazioni (-29,1%) viene però sottolineato. Nel complesso, sono riconducibili all'attività di Stellantis 358 mila addetti (218 mila occupati indiretti e 85 mila nell'indotto): per ogni dipendente di Stellantis, infatti, si creano in media 5,5 posti di lavoro aggiuntivi lungo la filiera e nei settori attivati dall'effetto indotto.

 

JOHN ELKANN IN AUDIZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI - FOTO LAPRESSE

Tra il 2004 ed il 2023 l'azienda ha poi pagato direttamente 14 miliardi di imposte all'erario (tra contributi sociali, Irap, imposte sugli utili, Tari, Imu, accise, bolli e tasse varie) che sommati al gettito dell'Iva e delle imposte versate per conto dei dipendenti porta il totale a 32,2 miliardi.

 

[…] L'incidenza dei contribuiti pubblici sui bilanci del gruppo in questo lasso di tempo è stata sostanzialmente marginale. Le sovvenzioni sono state infatti pari al 3,8% del totale della spese in R&s, hanno raggiunto quota 334,7 milioni i contributi a sostegno degli investimenti, e dal 2014 in avanti (ovvero da quando sono diventati disponibili i dati sulla spesa in conto capitale) hanno pesato solamente per lo 0,88% del totale (123,1 milioni su un totale di 14 miliardi).

 

POMIGLIANO D ARCO - STABILIMENTO STELLANTIS- PANDA

Quanto alla cassa integrazione, Elkann ha ricordato che non è un contributo diretto all'impresa ma sono «risorse che vanno a chi lavora e alle loro famiglie: senza questo strumento molti posti di lavoro sarebbero andati perduti, come accaduto in altri paesi in cui operiamo». In questo caso lo studio mette in chiaro che Stellantis è stata un contributore netto durate i periodi di crescita ed un beneficiario netto durate la doppia recessione quando ha mantenuto i livello occupazionale di fronte ad un calo marcato dell'attività.

 

JOHN ELKANN IN AUDIZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI - FOTO LAPRESSE

Nel totale del periodo, il saldo della Cig è negativo per 528 milioni (621 calcolando anche la cassa Covid) cifra che però corrisponde all'1,4% del valore complessivo degli stipendi pagati dal gruppo. Insomma, ha poi concluso Elkann, fatto il conto del dare/avere «tutti questi dati ci dicono che l'Italia e la Fiat, oggi Stellantis, sono cresciute insieme».

 

L’AUTO-ELOGIO DI ELKANN: “SENZA DI NOI, NIENTE AUTO”

Estratto dell’articolo di Ettore Boffano per “il Fatto quotidiano”

 

POMIGLIANO D ARCO - STABILIMENTO STELLANTIS- PANDA

[…]  Numeri e giudizi che però, proprio mentre il presidente di Stellantis li pronunciava, trovavano una netta smentita in un rapporto del Centro Studi di Unimpresa diffuso dalle agenzie: “In 24 anni il gruppo Fiat, poi Fca e infine Stellantis, ha ricevuto circa 18,68 miliardi di euro di risorse pubbliche tra contributi diretti, incentivi, prestiti garantiti dallo Stato e cassa integrazione.

 

Per la cig, hanno beneficiato di 1,43 miliardi di euro. Dal fondo automotive, Stellantis ha già ricevuto circa 2,7 miliardi, mentre dagli eco-incentivi per l’acquisto di nuove auto sono arrivati circa 800 milioni”. Ma a fronte di questi aiuti pubblici, conclude Unimpresa, “l’occupazione nel gruppo automobilistico è diminuita di circa 10.000 posti di lavoro tra il 2021 e il 2023”.

 

JOHN ELKANN IN AUDIZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI - FOTO LAPRESSE.

Dati mai citati, però, nelle domande rivolte a Elkann dai parlamentari, in un clima di “buon vicinato” da parte soprattutto del centrodestra. Anche con qualche gaffe clamorosa: un senatore piemontese leghista ha sollecitato il rilancio “degli stabilimenti di Carmagnola e Rivalta”, in realtà dismessi da decenni.

 

Molto critici, invece, il leader di Azione Carlo Calenda (“vi siete distribuiti i dividendi del 2024, lei ci ha fatto una ricostruzione gloriosa senza assumersi responsabilità sul crollo delle vendite e al milione di auto da produrre ci credete solo lei e il ministro Urso”) e il leghista Alberto Bagnai che ha anticipato i toni di una nota sferzante del suo partito: “Le parole di John Elkann sono l’ennesima, vergognosa presa in giro”. Dissenso e richieste di impegni concreti sono venuti anche da Chiara Appendino del M5S (“difficile credere alle sue parole”), mentre Elly Schlein si è meritata l’unica risposta diretta del presidente di Stellantis, che ha affidato le altre ai suoi collaboratori.

 

stellantis.

La segretaria del Pd aveva chiesto a Elkann di parlare delle voci su una possibile riconversione europea delle produzioni di auto nel settore delle armi. La replica questa volta è stata netta: “Non riteniamo che il futuro dell’industria dell’auto sia l’industria bellica”.

 

Il resto dell’audizione sono state promesse, alternate al ribadire pochi punti fermi. Il nuovo ceo del gruppo arriverà entro giugno, le difficoltà di produrre in Italia sono legate soprattutto ai costi dell’energia e del lavoro, vendere auto elettriche nel nostro Paese è meno facile che nei piccoli paesi europei, anche perché manca ancora una vera rete di ricarica per le batterie.

 

Nessuna rassicurazione sulla gigafactory a Termoli: “Quel progetto ci vede soci di minoranza con Acc. Dipenderà dal mercato dell’elettrico e da altri fattori esterni”. Infine, la conferma di un 2025 ancora difficile e previsioni su un 2026 che vedrà la proposizione della nuova versione di 10 modelli negli stabilimenti italiani, ma senza previsioni certe su una ripresa delle vendite.

 

I numeri di stellantis - corriere della sera

Negativi, in serata, i giudizi dei sindacati che parlano di “non-risposte” e di nulla di nuovo rispetto all’ultimo tavolo ministeriale di dicembre. Con il segretario generale della Fiom, Michele de Palma, che lancia la provocazione: “Il presidente di Stellantis smetta di delegare e si assuma in prima persona la responsabilità di amministratore delegato e pianifichi investimenti, visto che possiede parte importante della proprietà”.

ANDAMENTO DEL TITOLO STELLANTIS - 4 DICEMBRE 2023 - 2 DICEMBRE 2024fabbrica stellantis di Bielsko Biala in poloniajohn elkann - stellantisGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN STELLANTIS

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