I "PATRIOTI" DI SALVINI PERDONO PEZZI – CON LA SCONFITTA DI ORBAN, IL CORTEO LEGHISTA DEL 18 APRILE A MILANO, COSTRUITO ATTORNO AL TEMA DELLA REMIGRAZIONE, RISCHIA DI PERDERE UNO DEI SUOI OSPITI SIMBOLO. FINO A POCHE ORE FA ERA DATA PER SCONTATA LA PRESENZA DEL PREMIER UNGHERESE. DOPO LA CLAMOROSA BATOSTA ELETTORALE, È ASSAI PROBABILE CHE QUELL'INVITO NON PARTA AFFATTO…
Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “la Stampa”
viktor orban e matteo salvini al ministero dei trasporti
[…] Nel frattempo, a Milano, si consuma un altro effetto collaterale. Il corteo leghista del 18 aprile, costruito attorno al tema della remigrazione, rischia di perdere uno dei suoi ospiti simbolo. Fino a poche ore fa, nei radar, c'era anche Orbán. Oggi, secondo fonti leghiste, è più probabile che quell'invito non parta affatto.
A esultare è Elly Schlein che sceglie toni netti, quasi celebrativi per una vittoria che è comunque ascrivibile al centrodestra: «Il tempo dei sovranismi e delle destre sovraniste è finito. Ha perso Orbán e con lui ha perso Trump, e hanno perso Meloni e Salvini con i loro imbarazzanti video di supporto a Orbán e alla sua autocrazia».
viktor orban e matteo salvini al ministero dei trasporti
Parole che, a destra, vengono archiviate come propaganda. Ma che intercettano un punto reale: la partita ungherese non resta confinata a Budapest. Si allunga fino a Roma, attraversa Bruxelles, ridisegna equilibri. E costringe tutti, a partire da Meloni, a ricalibrare mosse e alleanze.
matteo salvini nel video pro orban
viktor orban e matteo salvini al ministero dei trasporti
GEERT WILDERS - MARINE LE PEN - VIKTOR ORBAN - MATTEO SALVINI