I “PIZZINI” DI LOMBARDO - IL GOVERNATORE DIMISSIONATO DA RIGOR MONTIS AZZANNA PIERFURBY - “CASINI È STATO IL BENEFICIARIO DEGLI ANNI IN CUI L’UDC HA GOVERNATO IN PRIMA LINEA LA REGIONE SICILIANA, SONO STATI GLI ANNI DELLE ASSUNZIONI FACILI E DEGLI SPRECHI” - “NON VEDE L’ORA DI METTERE LE MANI SUL MALLOPPO CUFFARIANO IN TUTTI I SENSI” - “LUI E I SUOI ALLEATI VOGLIONO SCAMBIARE LA SICILIA CON I PETROLIERI E I GRANDI GRUPPI IMPRENDITORIALI…”

Amedeo La Mattina per "La Stampa"


Presidente Lombardo, cosa farà adesso che si è dimesso? Si ritira nella sua casa di campagna in contrada San'Antonino, in provincia di Catania? Farà come Cincinnato in attesa di essere chiamato dalla politica?

«Macché, basta con la politica. Cincinnato aveva 40 anni e io ne ho 62. Sono gli altri, i giovani autonomisti che devono andare avanti. Io sto fuori, mi voglio finalmente godere il mio "buen retiro" dove ho sette specie di galline e da lì osservare lo spettacolo esilarante di una campagna elettorale dove i candidati sono più dei partiti. Ma lei lo sa che nei 4 anni in cui sono stato presidente siciliano ci sono andato tre volte?».

Difficile credere che lei smetterà di fare politica. Non si candida alle regionali e nemmeno alle prossime politiche?

«Esatto. Certo darò un contributo agli amici che me lo chiederanno, andrò un po' in giro. Anche se mi e ci descrivono come brutti, sporchi e cattivi, il movimento politico che ho fondato non scomparirà, anzi sono sicuro che avrà un ottimo risultato. Prevedo un 20% e non si chiamerà più Mpa ma il partito dei siciliani».

Darà un contributo, sia lei sia le persone che in questi anni ha assunto, soprattutto nelle Asl e nel settore della sanità?

«Smettiamola con questo tormentone. Durante la mia presidenza non c'è stata una sola assunzione ingiustificata. Tutte le persone nominate negli enti ospedalieri e per le cariche dirigenziali delle Asl andavano nominate perché bisognava riempire caselle lasciate vuote in seguito a dimissioni o a pensionamenti. Se non lo avessi fatto commettevo il reato di omissione d'atti d'ufficio».

Ma sono tutti targati "LombardoMpa"?

«Ancora con questa storia del clientelismo... Senta, non facciamo gli ingenui o gli ipocriti. Tutti facevano segnalazioni, e quando dico tutti dico proprio tutti, deputati, senatori di tutti i partiti, nessuno escluso. Le dico di più: le segnalazioni sono arrivate anche da fuori il mondo politico, dal mondo degli imprenditori, delle forze dell'ordine, della chiesa, ma non ci trovo nulla di scandaloso se viene segnalato un bravo professionista. Anche lei poteva segnalarmi una persona meritevole... Qui adesso mi vogliono far passare per il diavolo mentre gli altri sono tutti delle verginelle. Ma su, finiamola con i luoghi comuni! Si è urlato allo scandalo perché, prima di dimettersi, ho nominato il nuovo assessore alle Autonomie e all'Energia. Era però necessario: il primo deve occuparsi delle elezioni regionali del 28 e 29 ottobre, il secondo dell'emergenza dei rifiuti, con tutto quello che sta succedendo nella discarica di Bellolampo a Palermo».

La Regione ha un buco nel bilancio di oltre 5 miliardi, la spesa sanitaria nel 2011 è aumentata del 7,36% rispetto all'anno precedente, i dipendenti sono 28 mila, i forestali un esercito...

«Intanto la Regione Siciliana non si trova in una situazione peggiore di molte altre Regioni. Per non parlare dei conti dello Stato, che ci deve un miliardo e ha utilizzato i nostri fondi Fas. Molte spese sono state tagliate, la spesa corrente è la stessa del 2011. Poi io mi sono trovato tutti questi dipendenti regionali, che dovevo fare? Ammazzarli, buttare per strada migliaia di padri di famiglia, gettando un cerino in una polveriera sociale? C'è tanta disinformazione, un'aggressione criminale nei miei confronti per uccidermi politicamente. Un morto che cammina, ma io mando tutti a quel paese. Allora è meglio separarci e vediamo se riusciamo a camminare con le nostre gambe».

Qual è stata la sua più grande amarezza?

«Intanto l'accusa di collusioni mafiose che dimostrerò essere falsa. Io non sono stato nemmeno ascoltato dai magistrati e prima ancora di ricevere un avviso di garanzia sono stato fucilato sulla pubblica piazza dai media. Poi c'è un'amarezza personale dovuta al tradimento di alcuni amici. Mi riferisco soprattutto a Nicola Leanza che era venuto da me piangendo quando nessuno voleva più candidarlo e invece con me è diventato segretario e capogruppo regionale dell'Mpa, deputato nazionale, presidente facente funzione della Regione.

Ora è ritornato tra le braccia di Casini e di un partito che vuole mettere gli artigli sulla Sicilia. Ma Casini sappia che si è messo in casa un traditore, un trasformista, un quaquaraquà. Forse vanno cercando gente simile, degli ascari che predicano il rinnovamento e sono stati alla corte siciliana di Cuffaro fino a quando Cuffaro è caduto in disgrazia. Lui, Casini, è stato il beneficiario degli anni in cui l'Udc ha governato in prima linea la Regione Siciliana.

Sono stati gli anni delle assunzioni facili e degli sprechi, che noi abbiamo cercato di correggere. Ora vediamo cosa metterà in campo, s'avanza un certo D'Alia: è il frutto del patto tra Bersani e Casini, una merce di scambio per compensare Casini che aspirava a fare il premier, il presidente della Repubblica... Come quando ai bambini si danno 10 euro più cinque caramelle. Magari gli faranno fare pure il presidente di una due Camere, più la Sicilia».

Questo è veleno puro.

«No, è la pura verità. Casini non vede l'ora di mettere le mani sul malloppo cuffariano in tutti i sensi».

Che intende?

«Oltre che i voti, lui e i suoi alleati vogliono scambiare la Sicilia con i petrolieri e i grandi gruppi imprenditoriali. Conosco poche persone che disprezzano la Sicilia come Casini».

Lei chi metterà in pista?

«Il mio assessore Russo, un ex magistrato antimafia. Secondo me, di fronte alla frammentazione di tutti i partiti e gli schieramenti, ha qualche chance di vincere se riuscirà a far conoscere la rivoluzione che ha fatto nella sanità».

 

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