AIUTO, GLI “ABUSIVI” HANNO INVASO IL TRANSATLANTICO! - “TROMBATI” ED EX DEPUTATI AFFOLLANO (ANCORA) IL “PALAZZO”

Paolo Bracalini e Giuseppe Alberto Falci per IlGiornale.it

«Non riescono a staccarsi dal Transatlantico, pensano di essere al centro del dibattito frequentando i divanetti di Montecitorio, si spacciano per politologi». Chi sono codesti? Montecitorio, un giorno qualunque, fra le centinaia di parlamentari che affollano la sala fumatori, o la sala lettura, o il Transatlantico, si scorge una categoria di politici che non dovrebbe più frequentare il Palazzo.

Sono gli ex parlamentari. Una categoria che non vuole proprio staccarsi da Montecitorio. Del resto fra questi c'è chi ancora pretende il suffisso «on.» prima di pronunciare il loro cognome.

«Ma è da sempre così», ricorda col Giornale l'ex direttore de l'Unità Peppino Caldarola. «Stanno lì per un fatto di status. Ad esempio, «quando io fui parlamentare - continua Caldarola - c'era il socialdemocratico Flavio Orlandi che fin dalle 9 del mattino era a Montecitorio. Stava lì seduto, leggeva i giornali, frequentava la buvette, usufruiva del barbiere. Poi lì c'è l'aria condizionata», sbuffa Caldarola.

Ma come si articola la giornata tipo dell'ex parlamentare? Intanto, tiene a precisare un ex deputato siculo di Forza Italia, bisogna dividere la categoria in 3 sottocategorie: «Abbiamo quelli che vanno lì, penso ad uno come l'ex An Gustavo Selva, perché considerano Montecitorio come un circolo di pensionati.

Le famiglie al mattino gli chiamano un taxi che li conduce alla Camera. Usufruiscono della sala lettura, sgranocchiano dei sufflì alla buvette, e poi nel pomeriggio sempre all'interno della sala lettura si addormentano. In sostanza questa, parola di parlamentare, sarebbe la «sottocategoria più genuina».

Poi, «ci sono i consiglieri regionali, o i presidenti di provincia dei territori più disparati che sono stati parlamentari e frequentano Montecitorio per poter raccontare nella città di origine di avere incontrato un ministro, o un parlamentare autorevole, che gli avrebbe promesso un investimento per il territorio di appartenenza. In sostanza questi sono i millantatori». Ma non è finita.

Si aggiunge una terza sottocategoria che, secondo i conoscitori del Transatlantico, sarebbe la più affollata. Sempre stando al racconto dell'ex parlamentare forzista, si tratta dei «trombati», ovvero coloro i quali non sono stati eletti alle recenti politiche, o non sono stati inseriti nelle liste del Porcellum. Fra questi ultimi il guinness dei primati spetta all'ex segretario generale della Cisl Sergio D'Antoni. Il nisseno non manca giorno che non varchi l'ingresso del Parlamento.

Al punto che in tanti credono sia ancora parlamentare. Mazzetta di giornali sotto braccio, abito rigorosamente di sartoria, il siciliano è il re dei «super trombati». La sua giornata tipo inizia nei divanetti della sala fumatori, dove sfoglia i giornali nazionali, non mancando la lettura dei quotidiani dell'isola, su tutti il Giornale di Sicilia.

Dopo un caffè alla buvette, inizia l'attività di lobbying con i vertici del Nazareno, ad esempio con «l'amico Franceschini» o con il «compagno Bersani», e a fine giornata quando in Transatlantico sono più i giornalisti che i parlamentari sciorina scenari e retroscena che condiranno le pagine dei quotidiani del giorno dopo.

E in occasione della formazione del governo Letta in virtù dell'attaccamento al Palazzo D'Antoni ha sperato, o come dicono alcuni parlamentari «elemosinato», un ministero o un sottosegretariato. Di certo l'ex sindacalista ha il primato ma non è il solo. In casa democrat la lista raggiunge le due cifre. Sono diversi gli ex parlamentari del Nazareno che considerano Montecitorio come una seconda casa.

Pensiamo all'ex ministro del governo D'Alema, il siciliano Totò Cardinale, che dal 2006 ha dovuto cedere lo scranno di Montecitorio alla giovane figlia Daniela, ma di certo non ha abbandonato il Palazzo. O al plenipotenziario di Enna, l'ex senatore Vladimiro Crisafulli, che a metà pomeriggio con la camminata che lo contraddistingue adora passeggiare in Transatlantico. Per quale motivo? Non è dato sapere, anche se i suoi detrattori lasciano intendere che starebbe lavorando per ricandidarsi alle Europee del 2014.

La lista, ovviamente continua, e sfiora tutte le province dello stivale. Anna Paola Concia è fra gli altri «ex» nostalgici dei divanetti di Montecitorio, o il leghista Sebastiano Fogliato. Per non parlare di Pier Paolo Cento. L'ex verde, oggi vendoliano, fa parte addirittura dell'associazione ex Parlamentari della Repubblica presieduta dall'ex Dc Gerardo Bianco.

Interpellato dal Giornale Cento arriva a giustificare gli ex parlamentari: «Io credo sia utile che chi ha svolto l'attività parlamentare continui a mantenere i rapporti con il proprio partito e con le istituzioni. Semmai il tema vero è un altro: bisogna ridare dignità al Parlamento italiano. Non seguo l'attività degli ex parlamentari ma organizzano convegni molto interessanti e danno un contributo notevole. Rappresentano una risorsa alla politica».

Non sembrerebbe. Semmai, per dirla con un attuale deputato di rito renziano, «a me fanno quasi tenerezza perché non vogliono che la stampa si dimentichi di loro, è l'idea che di non recarsi più in Transatlantico li fa star male...».

 

 

Gustavo Selva parlamento italiano SERGIO DANTONI ANNA PAOLA CONCIA Paolo Cento

Ultimi Dagoreport

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)