IL GOVERNO MELONI NON HA SANTI IN PARADISO – DOPO LA PRESA DI POSIZIONE SUL REFERENDUM PER LA GIUSTIZIA DEL CAPO DELLA CEI ZUPPI, I VESCOVI STRONCANO L’IPOTESI CHE LA MILIZIA TRUMPIANA “ICE” SIA PRESENTE ALLE OLIMPIADI DI MILANO-CORTINA: “CI AUGURIAMO CHE IL RISPETTO DELL'ORDINE PUBBLICO SIA ASSICURATO IL PIÙ POSSIBILE DALLE NOSTRE AUTORITÀ” – LE BORDATE DEL PRESIDENTE DELLA CEI SULL’ITALIA IN PIENO “SPAESAMENTO CHE PRODUCE MALESSERE, PAURA E VIOLENZA” E SU UNA REALTÀ CHE DOVE “PREVALE LA LOGICA GREZZA E ILLUSORIA DEL PIÙ FORTE” (A MELONI E TRUMP SARANNO FISCHIATE LE ORECCHIE)
(ANSA) - "In generale ci auguriamo che il rispetto dell'ordine pubblico sia assicurato il più possibile dalle autorità nostre ma su questo non siamo intervenuti". Lo dice il segretario generale della Cei risponendo alle domande sulla presunta presenza di forze dell'Ice alle Olimpiadi invernali nella conferenza stampa finale del Consiglio permanente.
ZUPPI
È un’Italia in pieno «spaesamento che produce malessere, paura e violenza». Un Paese immerso nell’«età della forza», dice il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, citando il sindaco "santo" di Firenze, Giorgio La Pira, «con il corteo di antagonismi, polarizzazioni, odio manipolato da campagne interessate che inquinano nel profondo le relazioni e le menti» e che fanno crescere «il disprezzo della vita, dal suo inizio alla sua fine».
Eppure esiste e resiste anche una «diffusa Italia cattolica» che è popolata «di tante “case” diverse, in cui si prega, si fa pace, si servono i poveri, si vive la fraternità»; che «si prende cura delle ferite del prossimo»; che chiede di «riaccendere la passione di fare comunità», antidoto a «un condominio anonimo che condanna alla solitudine»; che, sulla scia della Cammino sinodale, vuole superare «lo scollamento fra la fede e la vita». Il cardinale Zuppi apre il Consiglio permanente della Conferenza episcopale che si tiene da oggi a mercoledì a Roma.
E nella sua introduzione spiega che accanto a una realtà che dove «prevale la logica grezza e illusoria del più forte» c’è un «popolo che, pur condividendo le difficoltà di tutti, ha fisso lo sguardo al Signore, speranza e consolazione» e che «cerca il volto di Dio e chiede di incontrare non idee o ennesimi consigli virtuali ma comunità, case di fraternità, relazioni umane disinteressate». Un «mondo», come il cardinale lo definisce, che «è una ricchezza» per l’intera Penisola e che «evita lo smottamento del terreno umano e sociale, quel dissestamento spirituale di una città di tanti individui soli».
MARCO RUBIO MATTEO ZUPPI - FOTO LAPRESSE 4
Una Chiesa viva che è anche presente nella vita pubblica e fa sentire la sua voce sui temi civili. Come il referendum costituzionale sulla giustizia e sulla separazione delle carriere dei magistrati. Una questione che, afferma il presidente della Cei, «come Pastori e come comunità ecclesiale, non ci deve lasciare indifferenti. C’è un equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare.
Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti». Zuppi torna sull’allarmante fuga degli elettori dalle urne che ha caratterizzato le ultime tornate elettorali nel Paese. «Sentiamo l’esigenza di ribadire l’importanza della partecipazione.
Tutti noi parteciperemo, perché corresponsabili del bene comune del nostro Paese. Invitiamo quindi tutti ad andare a votare, dopo essersi informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco per il presente e per il futuro della nostra società, senza lasciarsi irretire da logiche parziali». Dalla Cei giunge anche l’auspicio che «continui, anche dopo il referendum, l’attenzione sull’esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune»
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