giuseppe conte baraldi salvataggio mare

PANTANO ITALIA – IL PODEROSO SFORZO DI GIUSEPPE CONTE SI È BLOCCATO DI FRONTE ALLE TRE GRANDI CRISI INDUSTRIALI DEL PAESE: ILVA, AUTOSTRADE E ALITALIA - IL PROBLEMA È DI TALE PORTATA CHE SE N’È ACCORTO PURE ZINGARETTI. ‘GIUSEPPI’ RIMANDA LE PATATE BOLLENTI E COSÌ SI FA PRENDERE PER IL NASO DAGLI INDIANI DI ARCELORMITTAL - E A DUE ANNI DAL CROLLO DEL PONTE NON SI SA DI CHE MORTE MORIRÀ AUTOSTRADE...

 

 

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

nicola zingaretti giuseppe conte

«La cosa che mi preoccupa di più è l'impasse e l'incapacità di risolvere crisi industriali come quelle dell'ex Ilva, Autostrade e Alitalia. Sembrano finite in una palude e non se ne vede la via di uscita». A scattare questa fotografia impietosa non è un nemico del governo, ma uno dei suoi principali azionisti, il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

 

Sono mesi e mesi, infatti, che l'esecutivo a trazione 5Stelle guidato da Giuseppe Conte (prima con la Lega, adesso con il Pd, Leu e Italia Viva) non riesce a strappare le tre grandi aziende, per un totale di circa 40mila dipendenti, alle crisi che le stringe alla gola. Con danni ingenti sia economici che sociali.

 

roberto tomasi autostrade per l'italia

Per Autostrade la paralisi è tutta politica e, come per le altre crisi, è innescata da quello che i dem chiamano «approccio ideologico» dei grillini. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, Conte e i 5Stelle hanno deciso, al grido «i colpevoli devono pagare», di procedere alla revoca della concessione in mano ad Autostrade per l'Italia (Aspi), società controllata da Atlantia della famiglia Benetton.

 

luciano benetton

Salvo poi scoprire, prima con Matteo Salvini e ora con Zingaretti, Matteo Renzi e Roberto Speranza, che i loro alleati non coltivano lo stesso istinto giustizialista. E che revocare la concessione condannerebbe lo Stato a un lungo contenzioso legale, dagli esiti incerti e costosissimi in caso di sconfitta. Da qui lo stallo. Con Conte che non decide e rinvia per non scontentare i grillini. E con Zingaretti e Renzi che chiedono (invano) «subito una decisione».

GIUSEPPE CONTE CON LAKSHMI MITTAL

 

Ora il nodo è politico e anche economico. Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, la settimana scorsa ha brandito la minaccia della revoca, ma anche detto che si lavora a «una soluzione transattiva». Insomma, si tratta. I nodi da sciogliere sono due: Atlantia deve abbassare le pretese e accettare la riduzione dei pedaggi tra il 5 e il 10%. E, soprattutto, deve cedere il controllo di Aspi a una cordata guidata da Cassa depositi e prestiti (Cdp) e dal fondo F2i. Se andrà in porto il cambio di governance, ogni tassello del puzzle andrebbe a posto: il Pd e Italia Viva avrebbero ottenuto la revisione della concessione, i 5Stelle potrebbero ingoiare la mancata revoca brandendo lo scalpo dei Benetton. E Conte eviterebbe l'ennesima zuffa.

giuseppe conte contratto ilva ILVA DI TARANTO

 

Su l'ex Ilva, archiviato lo scontro politico - con i grillini che si battevano per la chiusura dello stabilimento di Taranto, salvo poi rassegnarsi all'evidenza che l'Italia non può restare senza acciaio - la partita è tra ArcelorMittal e il governo che da ottobre si fa letteralmente prendere per il naso dalla società franco-indiana.

 

ursula von der leyen frans timmermans

LA BRUTTA TELENOVELA

roberto gualtieri giuseppe conte 2

Prima ArcelorMittal ha minacciato di lasciare Taranto a causa della crisi dell'acciaio e della mancanza dello scudo penale (cancellato per volere dei 5Stelle), oppure in alternativa chiedeva di tagliare 5mila dipendenti e un terzo della produzione. Ne è seguito un contenzioso legale che sembrava risolto con l'accordo di marzo. Ma adesso i franco-indiani, con la scusa del Covid-19, sono tornati alla carica proponendo gli stessi esuberi e gli stessi tagli di produzione. «Un piano irricevibile» per i ministri Stefano Patuanelli (Sviluppo), Gualtieri e Nunzia Catalfo (Lavoro).

 

STEFANO PATUANELLI GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI CON LAKSHMI E ADITYA MITTAL

La settimana prossima è previsto un incontro con l'azienda, ma già si studia la subordinata. Tant'è che sia Patuanelli che Gualtieri parlano di intervento pubblico: ingresso di Cdp e di un nuovo partner industriale. A facilitare la cose c'è il piano del Green Deal europeo che, come ha detto il vicepresidente della Commissione Franz Timmermars, potrà permettere all'ex Ilva di produrre «acciaio pulito con impianti a idrogeno». Il Just Transition Fund che accompagna il piano verde è infatti lievitato fino a 40 miliardi. E una fetta consistente potrebbe andare alla «riconversione ecologica» degli impianti di Taranto, cara a Conte, ai 5Stelle e anche al resto della maggioranza.

ALITALIA

 

Nella palude dell'indecisione no-limit è finita anche Alitalia. La compagnia area, dopo che stava a un passo dal finire in mano all'americana Delta o alla tedesca Lufthansa con la presenza nell'azionariato di Ferrovie e Atlantia, a causa della crisi innescata dall'epidemia sta per tornare al 100% dello Stato. Il governo ha stanziato 3 miliardi (che vanno ad aggiungersi ai 12 già sprecati). Ma per la resurrezione, mentre le altre compagnie aeree già scaldano i motori, serve un decreto del ministero dell'Economia che disegni la newco. E questo ritarda: serve il concerto di vari dicasteri.

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