ALLE ELEZIONI IN ANDALUSIA IL PARTITO POPOLARE VINCE MA L’ULTRADESTRA DI VOX, IL CUI LEADER ABASCAL E’ AMICO DELLA MELONI, RESTA L’AGO DELLA BILANCIA PER GOVERNARE - I POPOLARI, AVENDO PERSO 5 SEGGI, NON HANNO LA MAGGIORANZA ASSOLUTA. DISFATTA ANNUNCIATA PER SANCHEZ, ZAVORRATO DAGLI SCANDALI E DALLE INCHIESTE, CON I SOCIALISTI FERMI SOTTO IL 23% DEI SUFFRAGI - NON È BASTATA LA DISCESA IN CAMPO DELLA NUMERO DUE DI SÁNCHEZ, MARIA JESÚS MONTERO, CHE SI ERA DIMESSA DA MINISTRA DELLE FINANZE PER GIOCARE QUESTA PARTITA…
Alessandra Muglia per il "Corriere della Sera" - Estratti
SANTIAGO ABASCAL CON GIORGIA MELONI
Una disfatta annunciata per i socialisti del premier Pedro Sánchez, e una vittoria a metà per i conservatori del Pp. I risultati del voto in Andalusia — considerato un test a un anno dalle Politiche — confermano il primato del Partido Popular e dell’attuale governatore, Juan Manuel Moreno, che però perde la maggioranza assoluta: con il 41,5% dei voti, si aggiudica 53 seggi dei 109 della Camera regionale, perdendone 5.
Per governare gli servirà l’appoggio di Vox, che con quasi il 14% delle preferenze ha guadagnato 2 scranni arrivando a 15.
Il partito di ultradestra guidato da Santiago Abascal ha così vinto la sua sfida: voleva dimostrare al Pp che anche in Andalusia sarebbe diventato l’ago della bilancia, come accaduto nelle recenti elezioni regionali in Estremadura, Aragona e Castiglia e León, dove i Popolari hanno vinto, ma senza ottenere la maggioranza assoluta. Se Moreno non può governare l’Andalusia senza il suo sostegno, il presidente del Partido Popular dovrà accettare di non poter diventare premier senza Vox, è la sua equazione.
giorgia meloni guida una mini a madrid con santiago abascal
Uno scenario che il governatore aveva cercato di evitare per tutta la campagna elettorale, esibendo un profilo moderato e centrista rispetto alla destra radicale, decisa a imporre anche nella regione meridionale della Spagna, frontiera d’Europa, la «priorità nazionale» nell’accesso ad aiuti e servizi pubblici agli immigrati.
Le urne suggellano il calo del Partito socialista. Per invertire la rotta e risollevare le sorti di una formazione indebolita da una serie di scandali, non è bastata la discesa in campo della numero due di Sánchez, Maria Jesús Montero, che si era dimessa da ministra delle Finanze per giocare questa partita.
Più che una partita persa, una disfatta: i socialisti si sono fermati sotto il 23% dei suffragi, meno che nella scorsa legislatura, il peggiore risultato di sempre in questa regione feudo socialista per 36 anni di fila, fino al 2018. In quell’anno il Pp la espugnò la prima volta, e poi di nuovo nel 2022, con numero di voti più che raddoppiati (da circa 750 mila a quasi 1,6 milioni, complice anche lo scioglimento di Ciudadanos e la confluenza di gran parte del suo elettorato).
La sorpresa a sinistra dei socialisti arriva da Adelante Andalucía, che conquista 8 seggi, 6 in più rispetto al 2022, mentre tiene la sinistra alternativa più o meno filo-governativa — Sumar e Podemos, qui ancora insieme in Por Andalucía — che conta5 seggi.
La performance dei socialisti desta non poche preoccupazioni in vista del 2027, per quanto le tendenze di voto varino a livello locale e nazionale: nelle Regionali del 2022, il Psoe aveva ottenuto il 24% dei voti, rispetto al 33% delle politiche del 2023.
Sánchez aveva dichiarato di voler portare a termine il mandato a prescindere dal risultato in Andalusia. Il premier spagnolo non dispone della maggioranza parlamentare necessaria per approvare provvedimenti chiave, basti pensare che il suo governo opera con un bilancio provvisorio del 2023.
La strategia di Moncloa ora è quella di affidarsi interamente al ruolo internazionale di Sánchez come leader della sinistra globale contro l’ondata di estrema destra capeggiata da Trump.
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