conte azzolina

IN ATTESA DELLA CONFERENZA STAMPA DI CONTE, ECCO COSA È STATO DECISO DAL VERTICE DI MAGGIORANZA: TENSIONE SULLA CHIUSURA DELLE SCUOLE E DELLE PALESTRE - AZZOLINA CONTRARIA ALL'IPOTESI DEI DUE TURNI (MATTINA/POMERIGGIO) ALLE SUPERIORI - I RISTORANTI E BAR RESTANO APERTI MA SULL'ORARIO SI LITIGA

FINITO VERTICE A CHIGI, TENSIONE SU PALESTRE E SCUOLA

 (ANSA) - E' terminata dopo circa tre ore la riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il ministro Francesco Boccia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Tra i temi più dibattuti, con una certa tensione, a quanto si apprende, c'è quello della chiusura delle palestre, che sarebbe sostenuta da alcuni ministri ma non dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora (è d'accordo con lui, per Iv, Teresa Bellanova), né dalle Regioni. Al centro della discussione anche il dossier scuola: la ministra Lucia Azzolina sarebbe stata contattata a un certo punto della riunione e si sarebbe discusso in particolare dell'ipotesi, cui lei si sarebbe detta contraria, dei doppi turni mattina/pomeriggio alle superiori. Ora comunque le proposte del governo sarebbero di nuovo al vaglio di Regioni e Cts per un parere, come avviene sempre prima del varo di un dpcm.

 

SU SCUOLA SCINTILLE TRA AZZOLINA, REGIONI E COMUNI

GIUSEPPE CONTE LUCIA AZZOLINA PAOLA DE MICHELI

Valentina Roncati - ANSA

 

E' stato scontro duro tra i Comuni, le Regioni e il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina a proposito degli orari di ingresso nelle scuole e della didattica a distanza. "Il ministro dei Trasporti dice che non si può incrementare ulteriormente l'offerta del trasporto pubblico. E contemporaneamente il ministro dell'Istruzione dice che per rimodulare gli orari e scaglionare l'ingresso e l'uscita degli studenti della scuola superiore, alleggerendo così la pressione sul trasporto pubblico, dovremmo fare incontri con qualche migliaio di dirigenti scolastici. A questo punto, mentre il virus avanza, tra due settimane staremo ancora parlando di cosa fare", è sbottato il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro nell'incontro convocato dal ministro Boccia, presenti anche le Province, i ministri Speranza, Manfredi e De Micheli, i governatori. I sindaci hanno chiesto una disposizione urgente e nazionale che incida sugli orari delle scuole.

 

Sulla stessa posizione le Regioni. "Riteniamo possibile e necessario, proprio per salvaguardare la scuola in presenza, soprattutto per le scuole d'infanzia, elementari e medie - ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini - incidere maggiormente sugli scaglioni di ingresso e uscita dalle scuole". Su questo punto, come sulla possibilità di rafforzare negli istituti superiori, soprattutto per le ultime tre classi, la didattica integrata già sperimentata in questo mese, le Regioni hanno chiesto al Governo un'indicazione puntuale nel Dpcm, "perché non rientra nelle prerogative né dei sindaci né delle Regioni organizzare i tempi e le modalità organizzative delle autonomie scolastiche".

 

Ma la ministra Lucia Azzolina è stata irremovibile. "La scuola in presenza è fondamentale per tutti, dai più piccoli, all'ultimo anno del secondo grado", anche perchè questi ultimi hanno gli esami di maturità, ha sottolineato durante l'incontro, ricordando che per le superiori una parte di didattica digitale "è già presente". L'idea della ministra è che non vada presa nessuna misura generalizzata, ma interventi mirati, territorio per territorio, e d'intesa con dirigenti scolastici e famiglie. Il ministero dell'Università e della ricerca, dal canto suo, ha costituito una cabina di regia per valutare l'impatto dell'emergenza sanitaria sul sistema della formazione superiore e della ricerca.

 

LUCIA AZZOLINA GIUSEPPE CONTE PAOLA DE MICHELI

"Le università sono luoghi sicuri, la didattica è già al 50% a distanza, le lezioni sono controllate, con uso della mascherina e distanziamento, tutto è stato programmato con protocolli specifici e la massima attenzione, è impossibile fare di più all'università", ha evidenziato il ministro Gaetano Manfredi, aprendo la strada a una rimodulazione della didattica a seconda della situazione locale della pandemia, aumentando o diminuendo quindi la didattica in presenza.

 

Intanto il Comitato Priorità alla Scuola ha organizzato per lunedì presìdi e flashmob in 13 città di 10 regioni. "La chiusura delle scuole, e il passaggio alla didattica a distanza, sarebbe accettabile solo in caso di un lockdown totale di tutto il Paese", dicono i promotori. "La scuola deve rimanere aperta, è una priorità di questo paese assieme al lavoro", è il parere anche di Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. L'ultima parola spetta ora al Governo.

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