fini tulliani

ARRIVATO IN ITALIA L’UOMO DEI BONIFICI AL COGNATO DI FINI. ESTRADATO RUDOLF BATSEN – FU LUI A FARE IL VERSAMENTO DA 3,6 MILIONI A TULLIANI PER UN DECRETO SULLE SLOT MACHINE – FRANCESCO CORALLO RESTA IN CARCERE NELLE ANTILLE OLANDESI, BATSEN ESTRADATO PERCHE’ FERMATO IN QUELLE FRANCESI

 

Giacomo Amadori e Fabio Amendolara per “la Verità

 

elisabetta tulliani gianfranco finielisabetta tulliani gianfranco fini

Si allungano i tempi per l' estradizione in Italia dalle Antille olandesi di Francesco Corallo, il re delle slot machine di origine siciliana accusato di associazione per delinquere dalla Procura di Roma. Ma i quattro coindagati di Corallo (per riciclaggio) Gianfranco Fini, la compagna Elisabetta Tulliani, il cognato Giancarlo e il suocero Sergio, non conviene festeggino la notizia. Infatti il braccio destro di Corallo, Rudolf Baetsen, è già stato trasferito nelle carceri italiane nel silenzio dei media.

 

Al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma se decidesse di collaborare, visto lo stato delle nostre carceri che non ricordano nemmeno lontanamente quelle di Sint Maarten, per Fini e per i Tulliani la situazione potrebbe complicarsi. Baetsen e Corallo sono accusati dai pm Michele Prestipino e Barbara Sargenti di aver oliato il sistema politico italiano per ottenere leggi favorevoli alle aziende del cosiddetto gioco d' azzardo legale. Gli stessi personaggi avrebbero rigirato diversi milioni di euro frutto di una gigantesca evasione fiscale a Fini e alla famiglia Tulliani.

GIANCARLO TULLIANI A DUBAI DA CHI  GIANCARLO TULLIANI A DUBAI DA CHI

 

Il Daily Herald, quotidiano dell' isola di Sint Maarten, nei giorni scorsi ha scritto che «Corallo, potrebbe rimanere incarcerato a Sint Maarten per un altro anno, in quanto la sua effettiva estradizione in Italia potrebbe non essere eseguita fino all' estate del 2018». Ad aprile un parlamentare olandese del Partito socialista aveva chiesto espressamente informazioni sul luogo di detenzione di Corallo, nonché sulla data prevista per l' estradizione. Il ministro dell' Interno Ronald Plasterk ha risposto che il giudice che ha esaminato la richiesta di estradizione ha ritenuto legittimo l' arresto disposto dal Tribunale di Roma.

 

Da quel giorno Corallo si trova incarcerato presso la stazione di polizia della capitale Philipsburg. Il giudice ha ritenuto illegittimo il trasferimento di Corallo da Sint Maarten a Curaçao, programmato dalla autorità, in quanto le regole di Sint Maarten non lo consentono: l' ipotizzato spostamento era contro la volontà di Corallo. Plasterk ha spiegato che, dal giorno del suo arresto, gli avvocati di Corallo hanno richiesto per tre volte alla corte la revoca o la sospensione dello stato di detenzione. Tutte e tre le istanze sono state rigettate.

 

Francesco CoralloFrancesco Corallo

Secondo il quotidiano caraibico «la richiesta di estradizione delle autorità italiane a quelle di Sint Maarten è stata presentata tempestivamente ed attraverso i canali corretti». L' esame della richiesta di estradizione si terrà dinanzi alla Corte di Philipsburg il 16 maggio. L' udienza era stata originariamente prevista per il 21 marzo, ma la data ha incontrato la resistenza degli avvocati di Corallo, secondo i quali era eccessivamente ravvicinata.

 

Adesso, secondo Plasterk, si dovrà seguire la procedura completa di estradizione (la più lunga) perché il mandato d' arresto europeo non è applicabile alla parte olandese di Sint Maarten. Questa regolamentazione si applica invece alla porzione francese, e per questo l' altro indagato, Baetsen, arrestato nella parte controllata da Parigi, è già stato estradato in Italia. La procedura completa prevede la possibilità di presentare un appello alla Corte suprema nei Paesi bassi. «La prassi mostra che questa procedura può richiedere un anno. Ciò significa che l' estradizione effettiva potrebbe avere luogo solo nell' estate del 2018», ha spiegato Plasterk.

fratelli_tulliani - ELISABETTA E GIANCARLOfratelli_tulliani - ELISABETTA E GIANCARLO

 

Nel frattempo Baetsen è atterrato in Italia. I magistrati lo hanno definito «organizzatore e capo» di un' associazione transnazionale dedita a frodare il fisco. Per gli inquirenti era il «braccio destro di Corallo» e «compartecipe delle decisioni strategiche delle diverse realtà societarie» del gruppo.

 

Si occupava, secondo l' accusa, del «riciclaggio dei proventi illeciti» e in uno dei capi d' imputazione viene descritto come «amministratore di numerose società estere e offshore riconducibili a Corallo». I magistrati hanno ricostruito che sarebbe stato lui a trasferire il denaro di Corallo «estero su estero», con transazioni «idonee a ostacolarne l' identificazione della provenienza delittuosa». In particolare avrebbe trasferito 7.540.000 euro su un conto di una banca di Sint Maarten.

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Da qui, nel 2009, è partito un bonifico di 281.387 dollari a favore di Giancarlo Tulliani, e un secondo invio di 3.599.807 dollari indirizzato a Sergio Tulliani con la causale «liquidation foreign assets - decree 78/2009», considerato dai pm il pagamento per una legge favorevole. Tra i trasferimenti finiti sotto esame c' è pure quello da 327.295 euro a favore della società offshore Printemps Ltd, riconducibile a Giancarlo Tulliani, soldi utilizzati «per l' acquisto», scrivono gli investigatori, «di un appartamento sito nel Principato di Monaco»: la famosa casa di Montecarlo.

 

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Il 30 settembre 2009 Baetsen mandò una seconda tranche a favore della Timara Ltd (questa volta collegabile a Elisabetta Tulliani), «per un nuovo passaggio di proprietà dello stesso appartamento di Montecarlo», che transita così dalla Printemps alla Timara. Gli investigatori tracciano infine altri due bonifici riferibili a Baetsen: uno da 400.000 e un altro da 500.000 per la società Jayden holding limited, del solito Giancarlo Tulliani.

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