giuseppe conte

SAPETE QUANTO STANZIERÀ IL GOVERNO PER FAR FRONTE ALLE CONSEGUENZE DELL’EMERGENZA COVID? - TENETEVI FORTE: APPENA 7 MILIARDI DI EURO DI NUOVE SPESE IN TRE ANNI, SUI QUASI 80 COMPLESSIVI - IL CENTRO STUDI DI "UNIMPRESA" SVELA LE SCELTE DEL PREMIER CON LA POCHETTE: 1,4 MILIARDI PER LA SANITA', 3,8 MILIARDI ALLE ATTIVITA' PRODUTTIVE, 648 MILIONI DIRETTAMENTE ALLE IMPRESE, 350 MILIONI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E 532 MILIONI ALL'INTEGRAZIONE SALARIALE

GIUSEPPE CONTE MEME

(AGI) - "Appena 7 miliardi di euro, su quasi 80 miliardi complessivi, in tre anni, quasi tutti, ovvero 6,8 miliardi, concentrati nel prossimo anno e altri 210 milioni nel biennio 2022-2023".

 

E' questa - sostiene Unimpresa - la cifra che il governo ha destinato alle misure per far fronte alle conseguenze del Covid, nell'ambito delle nuove spese a carico del bilancio pubblico inserite nella manovra per il 2021.

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

 

La manovra - sottolinea il Centro studi di Unimpresa - prevede nuove uscite per 79,2 miliardi in tre anni: 28,3 miliardi l'anno prossimo, 30,5 miliardi nel 2022 e 20,3 miliardi nel 2023. Di questi, 47,4 miliardi sono spese in conto corrente e altri 31,8 miliardi sono investimenti, tra i quali rientrano i 300 milioni, per il 2021, destinati a incrementare il Fondo di garanzia per le pmi e a prorogare la moratoria sui prestiti delle aziende.

giuseppe conte meme 1

 

Secondo il Centro studi, per la riforma fiscale il governo intende "spendere" 3 miliardi l'anno prossimo e 18 miliardi complessivi, mentre le spese sanitarie legate all'emergenza epidemiologica saranno sostenute con 1,4 miliardi, altri 3,8 miliardi sono destinati alle attivita' produttive e 648 milioni direttamente alle imprese, 350 milioni al trasporto pubblico locale, 532 milioni all'integrazione salariale.

 

roberto gualtieri giuseppe conte 2

Sono cinque le aree di intervento individuate dal governo come misure anti-Covid: nel triennio, 3,8 miliardi sono stati stanziati come sostegno alle attivita' produttive, 1,4 miliardi per le spese sanitarie, 858 milioni come sostegno diretto alle imprese, 532 milioni come integrazione salariale, 350 milioni per il trasporto pubblico locale.

 

LA CHIUSURA DEI RISTORANTI BY GIUSEPPE CONTE

Quanto alla riforma tributaria piu' volte annunciata dal governo, la previsione di spesa complessiva, a copertura di eventuali e non meglio precisati tagli alla pressione fiscale, e' pari a 18,1 miliardi: 3,1 miliardi nel 2021, 8 miliardi nel 2022 e 7 miliardi nel 2023. Il pubblico impiego, poi, potra' beneficiare di 6,8 miliardi complessivi, cosi' spalmati sui tre anni: 1,7 miliardi, 2,3 miliardi e 2,7 miliardi.

 

Per le pensioni - varie misure - il budget di nuova spesa e' pari a 2,1 miliardi (350 milioni, 767 milioni e 967 milioni). Al fondo politiche attive e al lavoro il governo ha stanziato 977 milioni nel 2021, 222 milioni nel 2022 e 13 milioni nel 2023 per un totale di 1,2 miliardi. Le risorse per gli enti locali "valgono" 1,9 miliardi cosi' ripartiti: 779 milioni, 744 milioni e 401 milioni. Scuola e universita', poi, otterranno 319 milioni nel 2021, 167 milioni nel 2022 e 278 milioni nel 2022 per un totale di 764 milioni. Complessivamente, le spese in conto corrente valgono 47,4 miliardi: 17,8 miliardi nel 2021, 15,7 miliardi nel 2022 e 13,7 miliardi nel 2023.

IL DPCM DI CONTE - MEME

 

Le spese in conto capitale, invece, ovvero quelle per investimenti, peseranno per 31,8 miliardi sulle nuove uscite previste dalla manovra sui conti pubblici: 10,4 miliardi nel 2021, 14,8 miliardi nel 2022 e 6,5 miliardi nel 2023. La parte rilevante corrisponde agli incentivi per gli investimenti delle imprese: 8,3 miliardi nel 2021, 10,7 miliardi nel 2022 e 7,6 miliardi nel 2023 per un totale di 26,6 miliardi.

 

Alla voce "investimenti", inoltre, figurano gli 1,8 miliardi destinati a incrementare il Fondo di garanzia per le pmi e a prorogare la moratoria sui prestiti delle aziende: 300 milioni nel 2021, 500 milioni nel 2022 e 1 miliardo nel 2023. Le voci "enti locali", "rifinanziamenti" e "investimenti pubblici" valgono complessivamente 3,2 miliardi.

 

"I dati dimostrano che il governo guidato da Giuseppe Conte non e' in grado di gestire l'emergenza e che l'anno prossimo andremo incontro a un disastro economico" commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, secondo cui "cittadini e imprese sono, ancora una volta, presi in giro: vengono ignorati i problemi emersi clamorosamente nel corso di questi mesi, come le carenze del nostro sistema ospedaliero e i deficit del trasporto pubblico locale, e poi, invece di puntare con convinzione su una vera riforma fiscale, necessaria per sostenere la ripresa, ecco il bluff e gli spiccioli ovvero appena 3 miliardi per il 2021, cifra ridicola con la quale l'esecutivo vorrebbe ridurre le tasse a carico dei contribuenti".

giuseppe conte meme leghistagiuseppe conte meme 2MEME SUL RITARDO DI CONTE

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)