LA CINA È VICINA E TI SPIA - I PROGETTI DEGLI F-35, I VELIVOLI MILITARI DI FABBRICAZIONE USA COMPRATI DALL’ITALIA E TANTO DISCUSSI PER VIA DEL LORO IMMENSO COSTO, SAREBBERO STATI RUBATI DAI CINESI - PECHINO HA SGUINZAGLIATO DIVERSI HACKER PER SPIARE I PIANI MILITARI EUROPEI E AMERICANI E PER RIPRODURRE (CON DUBBI RISULTATI) I GIOIELLI DELL’INDUSTRIA BELLICA OCCIDENTALE - I CINESI STUDIANO GLI AEREI USA CADUTI, COME QUELLO DEL RAID PER UCCIDERE BIN LADEN...

Guido Olimpio per il "Corriere della Sera"

Una lunga marcia verso i segreti. Un cammino lento ma continuo che ha permesso ai cinesi di ghermire informazioni sul meglio della tecnologia aeronautica occidentale. E il colpo più grosso lo avrebbero messo a segno quando sono riusciti a impadronirsi di dati sul F-35, il caccia sviluppato dagli Usa in collaborazione con altri partner (Italia inclusa) e al centro di molte polemiche per i suoi costi.

L'operazione - come ha confermato la stampa britannica - è stata condotta per 18 mesi o forse di più, affidata a quell'armata invisibile che sono gli hackers al servizio dell'Esercito popolare. Secondo una versione i pirati-spie sono entrati nel sistema della società inglese Bae System, società che lavora allo sviluppo del jet, ed hanno sottratto informazioni chiave. Una ripetizione di quanto già fatto quasi quattro anni fa negli Usa. Allora le autorità ammisero che i cinesi avevano aggirato le protezioni prendendo di mira tre ditte «a contratto».

Ora le manovre hanno riguardato prestazioni, design e apparati elettronici. Un'altra versione sostiene che le «ombre» abbiano anche intercettato i dialoghi di una riunione interna alla Bae dedicata a tecnologia di bordo e sistemi di comunicazione. Quando la breccia è stata scoperta i progettisti del caccia hanno dovuto rimettersi al lavoro per «ridisegnare» gli apparati. Dunque, danni e spese aggiuntive.

L'attacco al F-35 segue altre incursioni non meno devastanti. Gruppi di hackers/007 hanno preso di mira personalità e istituzioni in Occidente. Dall'ufficio della Merkel a interi dipartimenti strategici negli Usa. Con l'ultima beffa - emersa pochi giorni fa - del falso profilo Facebook del comandante supremo della Nato: uno specchietto per vedere se qualcuno ci cascava e lasciava notizie compromettenti. Ma ben più insidiose le attività che hanno coinvolto i grandi gruppi industriali.

I cinesi si sono dedicati, con metodo, allo Shuttle, ai bombardieri strategici e alla tecnologia «Stealth», quella che rende gli aerei invisibili ai radar. Diversi rapporti hanno segnalato - già alla fine del 2007 - come le spie si siano interessate al B-2, al già citato F-35 e a al supercaccia F-22 Raptor. Una missione che avrebbe portato dei vantaggi considerevoli. Infatti, quando l'aviazione di Pechino ha presentato il modello del suo ultimo gioiello, lo J-20, a molti sono parsi evidenti i punti di contatto con il Raptor ma anche con un Mig russo, a riprova che i cinesi copiano tutto quello che riescono a copiare. Se poi siano dei gusci vuoti è un altro discorso.

L'intelligence occidentale, infatti, segnala che Pechino ha problemi nel «riprodurre» mezzi con le identiche prestazioni. Comunque ci prova. E se per caso gli americani perdono qualcosa, loro sono lì pronti a fotografare. Lo avevano fatto in Serbia, nel 1999, quando un F-117 era stato abbattuto e di recente hanno contattato i pachistani per dare un'occhiata ai rottami dell'elicottero speciale andato distrutto nel raid per uccidere Bin Laden.

Possibile anche che gli iraniani gli diano la possibilità di esaminare «la Bestia», il sofisticato drone Usa planato nel deserto. Doni caduti dal cielo che rendono la vita meno dura ai cacciatori di segreti. Che altrimenti devono sgobbare e stare in campana. Perché alcuni dei «lavori» non sono remoti, svolti alla tastiera di un computer. Ma sul campo. E sono affidati a coppie di insospettabili, molti con la doppia cittadinanza, che vanno a vivere tra le dolci colline californiane e il più vicino possibile alle fabbriche strategiche. Conoscono un ingegnere, lo «coltivano», magari lo seducono con soldi o con le curve di una bella ragazza.

Infine chiedono il conto. Dati nascosti in una chiavetta, documenti copiati su un Cd-Rom, carte microfilmate affidate ad un corriere che vola in Cina. Ora l'ultimo desiderio sono i droni più avanzati. Interessano ai cinesi ma anche ai loro rivali. E viene da pensare allo strano furto subito, il 2 febbraio, da due dirigenti della Dassault in una stazione di Parigi. Si sono fatti soffiare una valigetta contenente progetti di un nuovo velivolo. Uno scippo su commissione pagato sicuramente molto bene e che renderà molto a chi lo ha ordinato.

 

CACCIABOMBARDIERI F-35cinahu jintao hacker

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI...

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…