matteo salvini

LA CONTRAEREA GRILLINA SU SALVINI - IN VISTA DELLE EUROPEE, E’ PARTITO L’ASSALTO AL LEGHISTA SUL TEMA CHE GLI PORTA PIU’ VOTI: LA SICUREZZA - LA SPARATORIA A NAPOLI APRE IL GIRO DI ACCUSE, DA NICOLA MORRA A PAOLA TAVERNA - LA GRILLINA GIORDANO: “DEVE GARANTIRCI LA SICUREZZA. È VENUTO PIÙ VOLTE A NAPOLI, HA FATTO MOLTE PROMESSE MA NULLA È CAMBIATO…”

Alessandro Trocino per il “Corriere della sera”

 

SALVINI FUCILE 1

La politica, si sa, è volubile. Per Beppe Grillo Matteo Salvini prima delle elezioni era un «bugiardo», «un traditore», «uno che ha rubato». Poi, con la nascita del governo, è diventato uno «affidabile», uno «che quando dice una cosa, poi la mantiene». Il vento è cambiato ancora e ora il leader della Lega, da alleato affidabile è diventato il bersaglio di un tiro incrociato furibondo da parte dei 5 Stelle. Nel lancio di aggettivi si esercitano sia i piani alti sia peones, che finora tacevano per convenienza o convinzione.

 

NICOLA MORRA SERVE LE PIZZE

Evidentemente è arrivato l' ordine di scatenare l' inferno in funzione delle Europee, perché l' elezione è proporzionale e dunque ognuno va per sé (non che al governo si sia compattissimi, per la verità). E nella guerriglia anti-Lega il Movimento sta per mettere in campo un drappello di descamisados, i meno di governo e più di lotta a disposizione: la pasionaria Paola Taverna, il battitore libero Gianluigi Paragone e, ultimo ma non ultimo, il guerrigliero riluttante Alessandro Di Battista.

 

Che era dato per disperso e invece in un soprassalto di orgoglio e nostalgia ha annunciato che sarà della partita e combatterà al fianco del Movimento, accettando di sedersi sui velluti del Parlamento, in un ruolo che ha sempre considerato inadatto alla sua irrequietezza movimentista.

 

GIANLUIGI PARAGONE

Il target, più che la Lega, è Salvini in persona. Il caso della bambina di Napoli, ferita in una sparatoria, fa reagire molti. Non c' è soltanto Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia, che verga una sorta di telegramma di accuse («Titolare Viminale si occupasse di contrasto alla mafia»). Perché se Roberto Fico invita ecumenicamente all' unità contro la camorra, il suo fedelissimo Luigi Gallo spiega che Salvini sta facendo troppo poco e potrebbe fare molto di più: «Il ministro dell' Interno dovrebbe dare forza ai grandi eroi dello Stato, delle forze dell' ordine e del ministro della Giustizia per il supporto ai magistrati e a chi combatte la criminalità organizzata».

 

SALVINI FUCILE

Lo conferma la deputata Conny Giordano, che spiega: «Salvini deve garantirci la sicurezza. È venuto più volte a Napoli, ha fatto molte promesse ma nulla è cambiato». Cambio di tono e di persona: «Se lo ricordi, caro ministro, quando verrà a chiedere i voti qui al Sud».

 

Ed è sempre nel ruolo di responsabile della sicurezza che parla Paola Taverna, la quale si scopre improvvisamente una verve da indignata di sinistra contro CasaPound, definita, con un qualche eccesso d' agonismo, «un pericolo per l' umanità». La senatrice chiede a Salvini «in quanto responsabile dell' ordine pubblico di attivare tutte le sue forze. Siamo stufi».

 

CONNY GIORDANO

Anche il ministro Alfonso Bonafede è un po' stufo dei retroscena che raccolgono l' indignazione di Salvini per il caso Siri: «Non c' è stata nessuna imboscata, Conte aveva parlato con il sottosegretario». Di Maio reagisce colpo su colpo, dalla flat tax alle Province («Se le vuole ricostituire, si trovi un altro alleato») fino alla «destra di sfigati» che va al congresso della famiglia di Verona.

 

Degna di nota la reazione della sindaca Virginia Raggi, che dopo tante batoste prova a rialzare la testa in un video nel quale fa i conti con le molliche di pane, per semplificare il concetto allo «studente» Salvini. Intanto, Alessio Fantinati se la prende con la «mistificazione» che stanno portando avanti «gli amici della Lega» sull' autonomia del Veneto: «Ma i cittadini non sono stupidi».

bonafede

 

Altro argomento, altro giro di giostra: «La guerra della Lega alla filiera della canapa e della cannabis light è assolutamente ingiustificata», dice Doriana Sarli. Matteo Mantero concentra il tiro su Salvini: «È folle e sconfortante che un ministro dell' Interno non riesca o non voglia capire le differenze tra sostanze. Ed è indegno che un ministro si permetta di chiamare spacciatori dei contadini e commercianti. Se continua così, gli unici a festeggiare saranno gli spacciatori veri». Poi l' affondo vernacolare, perché si sa che quando si è arrabbiati davvero, si comincia a parlare la propria lingua: «Salvini la smetta di dire belinate».

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…