1- LISTE FANTASMA, PASSEGGERI DATI PER VIVI PER DUE GIORNI E POI IMPROVVISAMENTE “DISPERSI”, FAMILIARI ABBANDONATI A SE STESSI, SIGNORINE MOLDAVE CHE NON SI SA A CHE TITOLO ERANO A BORDO: LA GESTIONE DEL NAUFRAGIO È STATA UN DISASTRO NEL DISASTRO 2- DITEGLI TUTTO E DI BRUTTO, MA QUANDO C’ERA BERTOLASO A POCHE ORE DALLA TRAGEDIA IL GOVERNO AVREBBE SUBITO MESSO LE TENDE SULL’ISOLA E COORDINATO GLI INTERVENTI 3- OGGI TRA CAPITANERIE, PREFETTURE, FINANZA, POLIZIA, C’È STATA SOLO LA SFILATA ALLE TV 4- IL J’ACCUSE DI FRANCO GABRIELLI: “OGGI LA PROTEZIONE CIVILE È INUTILE. PER OGNI OPERAZIONE SERVE IL VISTO PREVENTIVO DELLA CORTE DEI CONTI (GRAZIE A TREMONTI). PRIMA LE ORDINANZE ERANO FIRMATE IN TEMPO REALE. E I RISULTATI SONO SEMPRE ARRIVATI” 5- SALLUSTI ATTACCA TRAVAGLIO: "DOVE SONO FINITI MONTI E NAPOLITANO? HANNO SUBITO ABBANDONATO LA NAVE, SULL'ISOLA NON SI SONO VISTI: IL LODEN NON SI PUÒ BAGNARE" 6- L'UNICO MEMBRO DEL GOVERNO AL GIGLIO È STATO UN SOTTOSEGRETARIO, GUIDO IMPROTA

1- GABRIELLI: COSI' LA PROTEZIONE CIVILE E' INUTILE
Gian Marco Chiocci per "Il Giornale"

«Adesso basta». Con i cadaveri ancora a mollo, i dispersi nelle liste d'attesa e il carburante a tonnellate da risucchiare a terra, l'erede di Bertolaso tira fuori le palle e risponde a chi lo critica per la gestione dei soccorsi e inneggia a un ritorno di San Guido senza se, senza ma, senza Anemone e Balducci.

«Alle 14 nel mio ufficio - è l'esordio di Franco Gabrielli, capo della protezione civile - non ne posso più delle accuse rivolte a una struttura un tempo eccezionale, super efficiente, e che oggi, così com'è, è bene che si sappia, non serve assolutamente a niente». A poche ore dalla nomina a commissario straordinario per la tragedia del Giglio, il Nuovo Salvatore della patria è carico a pallettoni. L'ideale per un'intervista.

Si è risentito più per quel riferimento al suo predecessore o...
(Gabrielli non ci fa nemmeno finire la domanda). «Posto che sono amico di Guido, persona onesta e perbene, che non mi è piaciuto il vergognoso linciaggio cui è stato sottoposto, che non aspiro a essere ricordato come il miglior capo della protezioni civile perché Bertolaso ha doti e capacità inarrivabili, vi dico che questa struttura, oggi come oggi, è inutile».

Prego?
«La protezione civile interventista, tuttofare, con poteri straordinari per gestire le emergenze, non esiste più. Scordatevela. Anche a seguito delle note vicende è stata cancellata da una legge dello stato, la 10 del 2011, che l'ha imbrigliata in lacci e laccioli. Prima c'era la possibilità di intervento immediato con la garanzia politica di una copertura immediata. Adesso invece se non c'è prima il concerto del ministero dell'Economia e se non arriva il visto preventivo della Corte dei conti, la protezione civile non si muove».

Quindi?
«Occorre rivedere le regole del gioco perché non posso giocare una partita ingiocabile. Togliete pure tutto ciò che non è core business, che ritenete debordante dalle nostre competenze, ma ridateci i poteri di prima, metteteci in grado di agire direttamente e senza condizionamenti per salvare vite umane. Ho ereditato un cavallo che prima correva veloce e giustamente tutti si aspettano di vederlo vincere facile anche oggi, ma quel cavallo di razza è stato azzoppato».

Cos'è che non ha funzionato nei soccorsi?
(Sorride amaro). «Le dico solo che noi, alle 22.42, veniamo a sapere che c'era una nave in difficoltà al Giglio. Per un'ora e mezzo non riusciamo a sapere altro. Ci ha pensato un familiare di un turista a bordo a comunicarcelo via telefono! Solo a quel punto ci siamo attivati inviando un nostro team nella struttura operativa. Non sono potuto intervenire con la celerità di un tempo perché non avevo la certezza che un nostro intervento potesse essere coperto. Prima le ordinanze erano firmate in tempo reale, quel che faceva Bertolaso era legge. E i risultati sono sempre arrivati».

Parliamo delle liste fantasma.
«Pur non essendo il "gestore" dei soccorsi, ho dato la copertura a cose che non ho fatto, come la certificazione delle liste».

Ma questi elenchi quanti erano? Quanti sono?
«In prefettura c'era un elenco con le persone da imbarcare. La lista con quelle effettivamente imbarcate è ancora dentro la nave».

Possibile?
«Così mi dice il questore. La lista degli imbarcati, compilata a terra, è ancora nella Concordia. Evidentemente, ma è una supposizione, da bordo non hanno inviato i "definitivi" alla base».

Qualcuno potrebbe essersi imbarcato all'ultimo momento?
«Certo, come qualcuno alla fine può non essere più salito. Per dire, sappiamo di una cittadina ungherese che non risulta nelle liste ma che è stata reclamata dai familiari. Sarebbe entrata nella nave insieme a un membro dell'equipaggio. Non si trova».

Perché il «censimento» dopo la tragedia s'è rivelato incompleto?
«Sono stati momenti drammatici, convulsi. Mi è stato riferito che al porto di Santo Stefano arrivava gente sotto choc, molti stranieri, tanti senza documenti. Numerosi passeggeri non risultavano nemmeno ai controlli in ospedali e alberghi. Poi grazie alla Costa Crociere si è fatto un po' di chiarezza, ma i conti non tornavano lo stesso. Le persone rivendicate e non rintracciate erano 11, poi è spuntato quel gruppo di tedeschi che non risultava solo perché la lista che era stata inviata in Germania, veniva aggiornata lentamente. La differenza l'ha fatta la conta sulla rivendicazione dei dispersi e dei ricomparsi ad opera dei familiari».

Come si spiega allora quel caos sui numeri che scorrevano in tv?
«A un certo punto, purtroppo, c'è stata la corsa a far bella figura davanti alle telecamere e in troppi si sono messi a dare numeri secondo le loro personali (parziali) valutazioni».

I rischi ambientali quali sono realmente?
«La Costa ha collaborato bene interessata com'è a non passare alla storia anche per un disastro ecologico. Una società specializzata nel recupero di combustibile sta cercando il posto del "bunker" dove attaccare il manettone ed estrarre, dai 25 serbatoi, il carburante che essendo denso dovrà essere riscaldato con delle serpentine e trasportato nelle bettoline. Ci vorranno almeno quattro settimane per lo svuotamento, meteo permettendo».

Le ricerche dei dispersi quando si chiuderanno?
«Sarà il comandante dei vigili del fuoco a deciderlo. Nella parte sommersa non si nutrono troppe speranze. Un'ipotesi residuale è che ci sia da qualche parte una bolla d'aria in una situazione asciutta. Penso ancora qualche giorno...»

Quali sono i numeri certi di questa tragedia?
«Undici vittime, 5 da identificare, alcune forse da sottrarre ai 26 non rintracciati. Alla fine i morti saranno più di trenta».

2- SALLUSTI: IL LODEN DEL PREMIER NON SI PUO' BAGNARE
Alessandro Sallusti per "Il Giornale"

Vada a bordo, caz... L'ordine dato via telefono al riluttante capitano Schettino dall'ufficiale della Capitaneria di porto di Livorno è subito diventato un cult. Stampata su magliette, parafrasata in internet su migliaia di blog, la frase ha fatto il giro del mondo. È come se la tragedia già stesse scivolando in farsa. Lo provano anche le risate e gli applausi raccolti in studio dal comico Crozza l'altra sera a Ballarò.

Battute di cattivo gusto che hanno dato la stura alla polemica che ancora mancava nel Paese dei parolai. O meglio, la mamma di tutte le polemiche, perché ovviamente non è che Silvio Berlusconi potesse essere tenuto fuori da questa vicenda. Secondo la solita compagnia di giro, Schettino sarebbe l'emblema dell'Italia berlusconiana. Ora, all'ex premier si possono rimproverare diverse cose, ma se c'è uno che si è immerso personalmente e fisicamente nei dolori e nei drammi degli italiani, questi è proprio Silvio Berlusconi.

Da Onna all'Aquila, fino a Lampedusa, Berlusconi è sempre salito sulle navi in difficoltà ed è sceso soltanto quando anche l'ultimo dei passeggeri era stato messo al sicuro. E ancora oggi, che non è più al comando, il Pdl è rimasto sulla plancia di questa Italia incrinata.

Così fanno i comandanti veri, così non fanno invece banchieri e professori. Perché se c'è una cosa che stride in questa vicenda è la totale assenza, fisica e mediatica, del premier Monti e del ministro dei Trasporti Passera. Capisco che chi è abituato ai salotti vellutati di congressi e seminari possa avere difficoltà a muoversi tra gommoni e soccorritori sporchi di fatica e fradici di sudore.

Capisco che indossare stivaloni e giubbotti non griffati sia poco chic, che i loden si possano sporcare, ma forse noi italiani meritavamo di essere rappresentati tra i soccorritori e i parenti delle vittime al massimo livello. E invece niente. Neppure il presidente Napolitano si è scomodato. E dire che solo pochi giorni fa lo aveva fatto per portare il suo conforto alla cittadina cinese coinvolta a Roma in una sparatoria che si è poi dimostrata essere un regolamento di conti tra bande criminali. I cinesi con mazzette in tasca valgono più dei parenti delle vittime della Costa? Più di una pacca sulle spalle ai sub che stanno rischiando la vita nella pancia della Concordia?

In verità il governo, un ministro al Giglio ce l'ha spedito, ma non per gli uomini morti e vivi. Sul posto infatti si è visto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, preoccupato per la salute di scogli e coste. Una cosa comunque è vera, il comandante che non ne ha voluto sapere di stare in plancia nel momento del pericolo ci ricorda un italiano famoso, basso di statura con spiccato accento del Nord.

Non si chiamava Berlusconi ma Vittorio Emanuele, quello che in piena guerra scappò da Roma, dopo averla fatta grossa, lasciando il suo esercito senza ordini. In qualche modo i nostri padri e nonni se la cavarono, come se la sono cavata quasi tutti quelli della Concordia. Perché per fortuna da sempre c'è anche un'Italia che non scappa, berlusconiana o no che sia.

3- L'UNICO MEMBRO DEL GOVERNO APPRODATO DI PERSONA AL GIGLIO? NON E' IL SUPER-PRESENZIALISTA CLINI, MA UN SOTTOSEGERTARIO, GUIDO IMPROTA
Da "Blitz Quotidiano" -
''Non deve accadere piu'''. Lo a detto il sottosegretario alle Infrastrutture, trasporti e comunicazione, Guido Improta, sbarcato all'isola del Giglio per un briefing con le forze di polizia e soccorso impegnate sul naufragio della Costa Crociere Concordia. Il sottosegretario ha raccolto l'invito inviatogli da Legambiente. ''Abbiamo invitato il sottosegretario - ha detto Sebastiano Veneri, vicepresidente di Legambiente - che ha risposto in modo tempestivo. Noi diciamo che questa vicenda del Concordia deve diventare un'occasione di svolta per nuove regole''.

 

BERTOLASOGuido Bertolaso e Franco Gabrielli RICOSTRUZIONE NAUFRAGIO COSTA CROCIERE BY VELASENZAPAROLE jpegil direttore generale costa crociere gianni onoratoil presidente costa crociere pier luigi foschiSALLUSTI Senza titolo SILVIO BERLUSCONI SCHETTINO TORNA A SORRENTO CORRADO CLINI Guido ImprotaSOMMOZZATORI IN AZIONE ALLISOLA DEL GIGLIO VICINO LA COSTA CONCORDIA NAUFRAGIO CONCORDIA TURISTI DELLORRORE LA COSTA SERENA PASSA ACCANTO AL RELITTO DELLA COSTA CONCORDIA DA LA STAMPA satellite concordia UNO DEI SUB DEL GOS IN AZIONE DENTRO LA CONCORDIA

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