trump capelli fallon

“IL SOGNO AMERICANO? È MORTO” - JONATHAN SAFRAN FOER: “CHI VOTA TRUMP NON È UN POPOLO DI BIGOTTI FANATICI O IGNORANTI. È, IN GRAN PARTE, GENTE FRUSTRATA, SCORAGGIATA, CHE HA PERSO LA POSSIBILITÀ DI USCIRE DAI CONFINI DELLA PROPRIA CLASSE SOCIALE”

Massimo Gaggi per “il Corriere della Sera”

 

SAFRAN FOER 5SAFRAN FOER 5

«Ci sono tante cose che ho trovato gravi e disgustose nella campagna di Donald Trump: lo sberleffo a un disabile imitando i suoi handicap fisici, le cose tremende che ha detto sulle donne, gli immigrati ispanici, i musulmani. Ma ciò che mi ha offeso di più è il suo costante e sfrontato disprezzo per la verità.

 

Un rapporto totalmente casual con la realtà dei fatti che, a seconda delle convenienze, può anche essere totalmente ignorata. Un metodo che il candidato ha proposto come modello anche al suo popolo: un vero avvelenamento delle coscienze».

 

SAFRAN FOERSAFRAN FOER

Jonathan Safran Foer, impegnato in questi giorni in un tour americano per il lancio del suo nuovo romanzo «Here I am» («Eccomi», nell'edizione italiana di Guanda), mi racconta da Detroit la sua indignazione per come si è svolta la campagna elettorale. E, avendo incontrato gente in ogni parte del Paese, confessa anche i suoi timori per le conseguenze che l' abbassamento della discussione politica a livelli di degrado mai visti prima, può avere nella società americana.

 

Trump ha usato una retorica devastante, ma anche la Clinton ha dato, a volte, versioni non veritiere dei fatti, ad esempio sull'«Emailgate».

«Anche lei ha fatto i suoi errori, certo, ma i due sono su piani diversi. Lei ha cercato a volte di presentare un fatto in modo favorevole, ma nella campagna, nell' affrontare i problemi dell'America e del mondo, si è confrontata con la realtà. Ha mostrato rispetto per la verità. Trump no. Non si è limitato alle singole menzogne: ha disegnato un mondo immaginario e ha preteso di far credere agli americani che quella sia la realtà: è questo che mi offende di più».

donald e melania trumpdonald e melania trump

 

Il suo disprezzo va anche agli elettori di Trump o pensa che il loro risentimento sia comprensibile?

«Non penso affatto che a votarlo sia un popolo di bigotti fanatici o ignoranti. È, in gran parte, gente frustrata, scoraggiata, che ha visto il sogno americano svanire davanti ai propri occhi. Io lo capisco bene perché la mia famiglia è la materializzazione di quel sogno: mia madre è nata in Europa, in un "displaced person camp" (i campi creati nel Dopoguerra per ospitare provvisoriamente i profughi, soprattutto i sopravvissuti dei campi di sterminio nazisti, ndr).

 

donald trumpdonald trump

Venne in America da piccola, non sapeva una parola d'inglese. Pian piano è arrivata a mettere su il suo negozio di genere alimentari, ha raggiunto un discreto livello di sicurezza economica, ha dato ai suoi figli un' istruzione di buona qualità nella scuole pubbliche. Eccolo il sogno americano: il principio delle pari opportunità, tutti gli uomini creati uguali, e il diritto al perseguimento della felicità che trovano riscontri concreti.

 

Ma oggi per la maggior parte dei nuovi americani la possibilità di progredire, di uscire dai confini della propria classe sociale, è svanita. Il sogno americano è morto, è rimasto solo il mito. Trump è la personificazione della frustrazione di quest' America. È stato abile a diventare il referente dei delusi ma, anziché proporre soluzioni, ha solo alimentato ulteriormente la rabbia».

trump golftrump golf

 

Comunque vada, quale sarà l' effetto Trump sulla società americana?

«Il degrado del discorso politico, l' imbarbarimento del dibattito, la sostituzione dei ragionamenti col puro rumore finalizzato ad attirare l' attenzione produrranno danni permanenti. Sotto i colpi di Trump la parola ha perso di peso, di significato. Non conta quello che si dice, basta alzare il volume. Un tempo le campagne elettorali erano un confronto tra progetti, proposte di riforma, diverse visioni del mondo. Chi faceva politica poteva avere interessi, ma pensava anche di poter rendere il mondo un posto migliore.

 

donald trump in scoziadonald trump in scozia

C' era una componente etica, di doveri civili, nella politica. Tutte cose che si sono affievolite negli ultimi anni, voto dopo voto. Ora sono addirittura scomparse in una campagna che è stata solo un "popularity contest", una gara di popolarità. Non conta cosa si dice ma quanta gente va ai comizi e viene catturata davanti a un teleschermo».

 

Cambieranno sensibilità e comportamenti della gente? Trump, ad esempio, ha «sdoganato» l' elusione fiscale definendo brillanti i marchingegni che ha escogitato per non pagare le tasse.

«Sì, ma la misura del cambiamento dipenderà dal voto: la storia la scrivono i vincitori.

Se prevale Hillary le furbizie di The Donald saranno quelle di uno che ha fallito. Se vince Trump sarà lui a ridicolizzare noi e la corsa verso il fondo non avrà fine».

trump candidato alla casa biancatrump candidato alla casa bianca

 

C'è chi teme disordini in caso di una sua sconfitta: lui stesso si è rifiutato di impegnarsi a riconoscere la legittimità del voto.

«Se Trump perde non credo che alimenterà sommosse. È pur sempre un uomo d' affari con un brand da proteggere. Se invita all' insurrezione non diventerà comunque presidente e danneggerà il suo marchio, oltre a rischiare di finire in galera. Non bisogna dimenticare, e lui lo sa bene, che il buon esito dei suoi affari dipende anche da un atteggiamento disponibile o almeno tollerante nei suoi confronti degli abitanti delle grandi aree metropolitane».

 

TRUMPTRUMP

Da scrittore di romanzi come interpreta quello che sta uscendo dall' Fbi?

«Una lotta interna tra fazioni della polizia federale e tra governo ed Fbi. Col suo capo, James Comey, che ha commesso un vero e proprio suicidio professionale».

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