berlusconi juncker

L’EBBRO JUNCKER SI VERGOGNA DEL CAV – VEDRA’ BERLUSCONI A BRUXELLES, MA NON NELLA SEDE DELLA COMMISSIONE. L’INCONTRO SARA’ AL PARLAMENTO EUROPEO, SI INIZIATIVA DI TAJANI – IL GRUPPO PPE COCCOLA SILVIO E STRIZZA L’OCCHIO AD ORBAN 

 

Marco Bresolin per la Stampa

 

juncker berlusconi

Missione a Bruxelles in cerca di una riabilitazione, politica e istituzionale. Perché Silvio Berlusconi vuole presentarsi in Europa come il leader dei moderati italiani, «unico argine ai populisti» ha ripetuto ieri sera su La7 nella trasmissione di Massimo Giletti. Ci tiene parecchio, l' ex premier. Eppure il suo incontro odierno con Jean-Claude Juncker non figura nell' agenda ufficiale del presidente della Commissione Ue.

 

Il lussemburghese ha infatti annunciato che oggi riceverà il ministro delle finanze portoghese e presidente dell' Eurogruppo (Mario Centeno), la governatrice della Bassa Austria (Johanna Mikl-Leitner), il presidente della Camera di Commercio austriaca (Christoph Leitl) e infine quello del think tank EuropaNova (Guillaume Klossa). E Berlusconi? «Non varcherà il portone del Palazzo Berlaymont», assicurano dall' interno. Però i due si vedranno.

 

JUNCKER

L' incontro con Juncker avverrà al Parlamento Europeo, intorno alle sei del pomeriggio, a margine di un ricevimento organizzato dal padrone di casa Antonio Tajani (Forza Italia). Non un vero e proprio bilaterale, fanno sapere da Bruxelles, ma un incontro informale tra colleghi di partito a cui sarà presente anche lo stesso Tajani.  Juncker, durante la campagna elettorale per le Europee 2014, si era detto «nauseato» dalle parole di Berlusconi, che in una battuta anti-Schulz si era lasciato scappare che «per i tedeschi i lager non sono mai esistiti». Oggi gli toccherà riabbracciarlo.

 

berlusconi tajani

Anche il bilaterale con la commissaria bulgara Mariya Gabriel (Economia Digitale) non è stato inserito nell' agenda ufficiale e avverrà lontano dagli uffici della Commissione: si vedranno domani mattina nella sede del Partito Popolare europeo. Stesso luogo scelto per il meeting di oggi con Michel Barnier, negoziatore Ue per la Brexit in odore di candidatura con il Ppe alle Europee del 2019.

 

JUNCKER ORBAN

È la terza missione di Berlusconi a Bruxelles in quattro mesi: la prima, a margine del vertice di ottobre, segnò il grande ritorno dopo cinque anni. «Vado a Bruxelles per convincere la Merkel a votare Milano per l' Agenzia del Farmaco», disse l' ex premier alla vigilia. «Non ci siamo parlati - ammise sconsolato a fine giornata -, la Cancelliera andava di fretta». Poi il bis a dicembre, con un' apparizione decisamente sottotono. Ora prova a farsi avanti con Juncker, ma da "moderato": «Alzare i toni in Europa non serve a nulla. Bisogna saper parlare e ragionare».

 

BERLUSCONI WEBER

In programma c' è anche una serie di incontri con i vertici politici del Ppe. Dal segretario Antonio Lopez al presidente Joseph Daul, fino al capogruppo all' Europarlamento, Manfred Weber. Tornerà da loro per assicurare che il suo centrodestra non è una formazione euroscettica, che la Lega ha ammorbidito toni e programmi e che comunque Forza Italia sarà la formazione leader nella coalizione. In cambio riceverà il pieno sostegno della famiglia politica europea.

 

Del resto il Ppe, partito dei moderati di centrodestra, non si fa troppi problemi a tenere le porte aperte all' ungherese Orban, né si scandalizza che i suoi esponenti Bojko Borisov (in Bulgaria) e Sebastian Kurz (in Austria) governino con partiti di estrema destra. Se c' è posto per loro, perché non per Berlusconi?

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