KYENGE PROPONE LA PENSIONE AGLI IMMIGRATI CHE RITORNANO IN PATRIA - MA HA FATTO I CONTI SENZA L’INPS (AL COLLASSO)

Chiara Pellegrini per "Libero"

Il ministro dell'integrazione, Cécile Kyenge, sta lavorando affinché gli immigrati stranieri in Italia, che decidano di tornare al loro Paese d'origine, possano ritirare i contributi versati o accedere alla pensione. Ha detto la Kyenge: «Abbiamo avviato contatti con l'Inps per riuscire a fare accordi di reciprocità». Il ministro è soddisfatto perché in previsione la misura servirà ad arginare il fenomeno del lavoro in nero, «quindi è un interesse dello Stato ed un vantaggio per le nostre politiche non solo al migrante. Lo Stato italiano beneficerebbe dei contributi versati dai lavoratori stranieri».

Veniamo però ai numeri e ai nodi. L'Inps, che nel 2012 ha chiuso il bilancio con una perdita di 9 miliardi di euro, nel 2013 dovrebbe andare in profondo rosso. Secondo le stime del Civ (il Consiglio di vigilanza dell'istituto) l'ente di previdenza cumulerà alla fine del 2013 una perdita di 9,2 miliardi. Conti alla mano, un buco di 18 miliardi nel biennio 2012-2013. Peggio: il trend potrebbe proseguire anche nel 2014 e nel 2015 con circa 10 miliardi di perdite all'anno. In casa Inps i conti non tornano.

Come nella maggior parte delle famiglie italiane si spende più di quello che si mette in cassa. Le entrate contributive per 2013 sono stimate in 213 miliardi (a in calo nei primi 8 mesi di quest'anno dell'1,6%), le uscite per le prestazioni pensionisti e sociali saranno di 266 miliardi. E questi sono solo alcuni dei numeri della famiglia Inps. Poi c'è la situazione drammatica dell'Inpdap, la cassa dei dipendenti pubblici, confluita nell'Inps nel 2012, portandosi un passivo di bilancio è di 7,6 miliardi con un buco patrimoniale per 23 miliardi.

E ancora c'è il fondo degli ex dirigenti d'azienda, l'Inpdai, anch'esso confluito all'Inps: il disavanzo è di 3,7 miliardi. E ancora l'ex fondo telefonici ora Ago: -1,2 miliardi, quello degli ex lavoratori elettrici (El) è in rosso per la belezza di 1,9miliardi. Infine l'ex fondo trasporti perde 1 miliardo. Fatte le somme il deficit di questi fondi sfiora gli 8 miliardi. Insomma non ce n'è per nessuno. Basti pensare al caso degli esodati.

Coloro che hanno dichiarato di essere beneficiari della quarta tranche di esodati, prevista dal dl n.102/2013, sono ancora in attesa di risposta dall'Inps, che non ha rigettato la domanda ma l'ha messa in cantina, in attesa di nuove istruzioni da parte del governo, che nel frattempo ha stanziato 700 milioni per i 6.500 lavoratori licenziati (complessivamente oltre 10,4 miliardi di stanziamenti aggiuntivi).

I poveri esodati per vedere riconosciuta la pensione devono: aver concluso il rapporto di lavoro; conseguito un reddito annuo lordo complessivo pari o inferiore a 7.500 euro, riferibile a qualsiasi attività eccetto che quella di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

La seconda condizione è che risultino in possesso dei requisiti di età e contribuzione che, alla luce della disciplina pensionistica vigente prima della Riforma Fornero, avrebbero determinato la decorrenza della pensione entro il 36esimo mese successivo alla data di entrata in vigore della stessa riforma, cioè entro il 6 gennaio 2015.

Uno studio recente della Fondazione Leone Moressa, che si occupa proprio di ricerche sull'economia dell'immigrazione, ha evidenziato che solo nel 2011 sono stati 32mila gli immigrati extracomunitari che hanno fatto ritorno al loro Paese. E il fenomeno, causa crisi e aumento della disoccupazione, è in forte aumento anche per il "ritorno" degli italiani in professioni col tempo "lasciate" agli stranieri.

Un esodo che nel 2011 è costato alle casse dello Stato 86 milioni di euro in termini di Irpef non versato. In Italia, sempre secondo la Fondazione Moressa, ci sono 2,3 milioni di lavoratori immigrati (il 10,1% del totale degli occupati), che in sede di dichiarazione dei redditi versano al fisco 43,6miliardi di euro (pari al 5,4% del totale dichiarato) e pagano di Irpef 6,5 miliardi di euro (pari al 4,3% del totale dell'imposta netta).

«Oggi», aggiunge l'ex sindacalista della Cgil, Giuliano Cazzola, grande esperto di previdenza, «i versamenti all'Inps degli stranieri per quanto riguarda i contributi sociali ammontano a circa 8 miliardi l'anno». In base alla legge 214/2011 (decreto Monti o salva-Italia) può incassare la pensione solo chi ha versato 20 anni di contributi.

 

kyenge Balotelli e il ministro KyengeKYENGE A VENEZIA jpegMario Pirani Antonio Mastrapasqua Mastrapasqua Antonio Monti Fornero Orfeo Fornero Alemanno Monti

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