andrea delmastro mauro caroccia bisteccheria ditalia

COME MAI ANDREA DELMASTRO, EX SOTTOSEGRETARIO ALLA GIUSTIZIA, SOTTO SCORTA PER MINACCE MAFIOSE, FREQUENTAVA UN RISTORANTE COLLEGATO A SOGGETTI VICINI AL CLAN SENESE? E PERCHE’ MA GLI AGENTI CHE NE TUTELAVANO LA SICUREZZA NON HANNO MAI SEGNALATO LE FREQUENTAZIONI A RISCHIO DEL POLITICO MELONIANO CHE IN QUEL LOCALE AVEVA INVESTITO ALMENO 40 MILA EURO CON LA FIGLIA DICIOTTENNE DI UN UOMO CONDANNATO PER AVER RICICLATO CAPITALI MAFIOSI? NEI GUAI RISCHIA DI FINIRE ANCHE LA SCORTA DI DELMASTRO. SI ACCENDE IL FARO DELL’ANTIMAFIA: IL GRUPPO DEGLI AGENTI GUIDATO DA UN ISPETTORE DELLA PENITENZIARIA NON HA SEGNALATO LE FREQUENTAZIONI A RISCHIO DELL’EX SOTTOSEGRETARIO…

 

Andrea Ossino per repubblica.it - Estratti

 

Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia, era sotto scorta per minacce mafiose e frequentava un ristorante collegato a soggetti vicini al clan Senese. Ma gli agenti che ne tutelavano la sicurezza non hanno mai segnalato le frequentazioni a rischio del politico che in quel locale aveva investito almeno 40 mila euro con la figlia diciottenne di un uomo condannato per aver riciclato capitali mafiosi insieme al figlio di un boss.

ANDREA DELMASTRO IN VERSIONE BISTECCHIERE - MEME BY EMILIANO CARLI

 

Nei guai rischia di finire anche la scorta di Delmastro legato alla figura di Miriam Caroccia, socia giovanissima della Le 5 Forchette srl con altri esponenti di FdI, e figlia di Mauro Caroccia, condannato per riciclaggio.

 

Questo è il punto di partenza dell’indagine dei pm di Roma e della commissione parlamentare d’inchiesta. Ma c’è un altro livello dell’analisi: le procedure di sicurezza. Un soggetto sottoposto a tutela viene accompagnato in contesti che per prassi vengono verificati. In situazioni estemporanee si tratta di controlli immediati: accessi, verifiche di rischi evidenti.

 

Nei luoghi frequentati con abitualità la situazione cambia: il rischio per il tutelato sale e gli accertamenti sono maggiori. Almeno solitamente. Perché in questo caso, dove la frequentazione tra Delmastro e Caroccia risulta reiterata, non emergono segnalazioni.

delmastro bisteccheria d italia

 

È questa anomalia che pone nuove domande. Non è un caso dunque se la Commissione antimafia ha deciso di acquisire elementi anche dagli uomini della scorta. Il capo è l’ispettore Antonio Gentile, appartenente alla polizia penitenziaria, lo stesso corpo su cui il sottosegretario esercita funzioni di indirizzo. Un elemento che introduce un possibile profilo di criticità: il rapporto gerarchico tra il tutelato e chi è chiamato a garantirne la sicurezza. Una circostanza che potrebbe aver influito — è il sospetto — sugli allarmi mancati.

 

ELENA CHIORINO E ANDREA DELMASTRO AL RISTORANTE BAFFO DI MAURO CAROCCIA NEL 2023

Del resto il lavoro per la scorta penitenziaria di Delmastro non deve essere stato semplice. Perché il locale gestito dall’azienda di Delmastro, la Bisteccheria d’Italia, era frequentato anche da appartenenti al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Incarichi e promozioni venivano festeggiati lì. I costi delle cene — in alcuni casi elevati e sempre pagati dal festeggiato di turno — alimentavano le casse della società di Delmastro, socio del locale e vertice politico dei commensali.

 

In questo perimetro si inserisce il ruolo di Mauro Caroccia: una presenza operativa nel ristorante ma assente tra i registrati alla Camera di commercio. Il suo avvocato dice che lui e la figlia non hanno mai messo un euro nell’azienda.

 

Anche Giovanni Donzelli — responsabile Organizzazione di Fdi — riferisce di aver verificato direttamente con Delmastro l’assenza di qualsiasi apporto finanziario da parte dei Caroccia. Secondo questa versione, il capitale impiegato proverrebbe esclusivamente da Delmastro. Non dalla mafia. Le date però sono importanti.

 

IL LOGO DI BISTECCHERIA DITALIA IL RISTORANTE DI ANDREA DELMASTRO CON LA FIGLIA DI MAURO CAROCCIA

Caroccia viene condannato in appello a gennaio 2025 e l’apertura del locale avviene tre mesi dopo. Dunque Delmastro, secondo la ricostruzione di Donzelli, investiva nell’attività anche dopo la condanna di Mauro Caroccia. E ancora una volta non sapeva e nessuno si è preoccupato di lanciare un allarme, per la stessa sicurezza del sottosegretario.

 

Risposte potrebbero arrivare dallo stesso Delmastro. Oggi la sua posizione sarà all’esame del comitato etico di Montecitorio dove tutt’al più Delmastro subirà una censura, quasi un buffetto, per la mancata dichiarazione della sua situazione patrimoniale. Prima però verrà audito dal comitato. Sarà ascoltato anche dalla Commissione Antimafia

 

ANDREA DELMASTROGENNAIO 2026 - ANDREA DELMASTRO A CENA A BISTECCHERA D'ITALIA CON RAFFAELE TUTTOMONDO SINDACALISTA DI POLIZIA PENITENZIARIA andrea delmastro mauro caroccia

(...)

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)