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“L’ATTO D’ARRESTO PER ALMASRI ERA PRONTO MA NORDIO LO IGNORO’” – IL MINISTRO INDAGATO ANCHE PER OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO – LA PREOCCUPAZIONE DEL GOVERNO CHE RILANCIA L’IDEA DEL COMPLOTTO MENTRE IL GUARDASIGILLI HA INTENZIONE DI CHIEDERE ALLA CPI SPIEGAZIONI SUGLI “ERRORI” NEL MANDATO DI ARRESTO PER ALMASRI - NORDIO HA RICEVUTO RASSICURAZIONI DI MASSIMA COPERTURA DA PARTE DELL’ESECUTIVO ANCHE PERCHÉ OGNI DECISIONE È STATA CONCORDATA CON PALAZZO CHIGI, IN PARTICOLARE COL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO...

T.CI. E G.FOSC. per la Repubblica - Estratti

 

ALFREDO MANTOVANO. - GIORGIA MELONI - CARLO NORDIO - MATTEO PIANTEDOSI - FOTO LAPRESSE

È l’uomo più esposto. Perché è stato lui a decidere di non rispondere alle sollecitazioni della Corte d’appello di Roma, di fatto costringendo i giudici alla scarcerazione del torturatore libico Almasri.

 

Lui, dopo una prima linea di difesa che scaricava la responsabilità del rimpatrio del ricercato sui magistrati, italiani e della Corte penale, a rivendicare in seguito pubblicamente quella scelta. Lui ad occupare la posizione più delicata nell’indagine, essendo sotto inchiesta anche per omissione di atti di ufficio, l’unico reato «voluto» e non «dovuto» che la procura di Roma ha contestato.

nordio piantedosi

 

Ciononostante, il ministro della Giustizia Carlo Nordio va dritto sulla sua strada. Anzi, rilancia: in queste ore i suoi uffici sono al lavoro per inviare alla Corte penale internazionale una lettera di contestazioni che segnala gli «errori» nel mandato.

 

Dalla «data in cui sarebbero avvenuti i crimini», agli «incomprensibili salti logici», fino alle «conclusioni differenti rispetto alla parte motivazionale», Nordio intende contestare tutto, creando tra l’altro un precedente pericolosissimo.

 

«Ma quello è un mandato completamente sbagliato e, secondo me, addirittura nullo», ha messo agli atti ieri, intervenendo in videocollegamento all’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti italiani 2025 a Milano (dove, con tono di sfida, ha rilanciato anche la separazione delle carriere: «Più ci attaccano, più forza abbiamo per andare avanti »).

 

CARLO NORDIO IN VERSIONE BARMAN

 

«In Parlamento — ha aggiunto — mi è stato detto: “Vi siete attaccati a un cavillo giuridico e avete liberato un torturatore”. Come dire, poiché era un torturatore, legge o non legge, regole o non regole, dovevate tenervelo. Le regole vanno rispettate sempre, non soltanto dal punto di vista sostanziale, ma anche formale. In questo caso coincidevano, è stata fatta una violazione di legge formale e anche sostanziale».

 

In realtà, la sicurezza del Guardasigilli sul punto non arriva dal diritto. Ma dalla politica. Il ministro, anche nelle interlocuzioni con il suo avvocato, Giulia Buongiorno, ha ricevuto rassicurazioni di massima copertura da parte dell’esecutivo.

 

Anche perché ogni decisione è stata concordata con Palazzo Chigi.

 

È stato poi Nordio ad assumersi la responsabilità del cambio di strategia, necessario per non essere accusati delle menzogne.

 

MEME DEL MOVIMENTO 5 STELLE SU CARLO NORDIO

(…) A proposito: il ministro Nordio (e prima ancora il suo collega Antonio Tajani) ha sostenuto in Parlamento che la Cpi aveva mandato l’atto di arresto solo in inglese, attirando le ironie di molti. In realtà, non è andata così: il documento è stato trasmesso anche in italiano, il 19 gennaio, con una traduzione non giurata. E poi, il giorno successivo, con quella ufficiale.

 

 

 

INCHIESTA BIS

Tommaso Ciriaco e Giuliano Foschin per repubblica.it

 

C’è stato un atto sicuramente voluto nell’inchiesta della procura di Roma sulla scarcerazione del presunto assassino e torturatore libico, il generale Osama Almasri: contestare al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, una possibile omissione di atti di ufficio. Lo ha fatto, come lo stesso Nordio ha raccontato giovedì in Parlamento, il procuratore Francesco Lo Voi inviando gli atti al tribunale dei ministri: Nordio è infatti indagato anche per quella fattispecie di reato, l’unica che non era stata indicata dall’avvocato Luigi Li Gotti nel suo esposto contro la premier, i ministri Nordio Piantedosi e il sottosegretario Mantovano.

CARLO NORDIO - DISEGNO DI FILIPPO SENSI

 

Significa che la Procura, leggendo gli articoli di giornale allegati all’esposto, si è fatta l’idea che il ministro possa aver “omesso” di compiere atti che erano invece necessari. Quali? Contattare la Corte di appello di Roma per evitare la scarcerazione del libico. Come tra l’altro gli stessi uffici del ministero, il 20 gennaio, 24 ore prima cioè della liberazione di Almasri, gli avevano suggerito inviando una bozza della richiesta di un nuovo mandato di cattura che, appunto, bozza è rimasta.

 

matteo piantedosi e carlo nordio foto lapresse

Non si tratta, come sanno anche nel governo dove infatti sono molto preoccupati dalla questione, di un dettaglio giuridico. Ma di una questione di sostanza. La quasi totalità degli internazionalisti – nei giorni scorsi il Sidi, la Società di diritto internazionale e dell’unione europea, l’associazione scientifica che riunisce i professori e gli studiosi italiani ha pubblicato un documento durissimo – concorda che l’aver rimpatriato Almasri «costituisca una violazione grave e ingiustificata degli obblighi di cooperazione derivanti dallo Statuto di Roma». E che esistesse «l’obbligo di dare esecuzione a un mandato di arresto». Ecco, se di “obbligo” si trattava, Nordio avrebbe omesso un “atto di ufficio”.

 

(...) Il 18 la Corte penale comunica informalmente che sta per emettere un mandato di cattura per Almasri che verrà inviato all’Italia e ad altri sei pesi. Il mandato viene emesso qualche ora dopo e inviato al magistrato di collegamento che lavora all’ambasciata olandese.

 

Al mandato è allegata una nota in cui la Cpi ricordava che «nel caso in cui individuassero problemi che potrebbero impedire l’esecuzione della richiesta di cooperazione, dovrebbero consultare la Corte senza indugio al fine di risolvere la questione». Il mandato, in inglese, ma sembra ci sia anche una copia in italiano, viene trasmessa la domenica 19 pomeriggio al ministero.

 

Dove era già stata trasmesso la comunicazione della Polizia dell’avvenuto arresto a Torino. E dove, la mattina dopo, il 20, arriva anche la richiesta della Corte di appello di Roma con la quale si indicava l’errore procedurale – l’arresto senza il passaggio dal ministero della Giustizia – e sostanzialmente si chiedeva che venisse sanato. Come? Per esempio con un nuovo ordine di arresto.

 

Che gli uffici di via Arenula preparano anche ma resta una bozza. Il ministro decide infatti di non procedere. Non contatta il tribunale. Né scrive alla Cpi per sollevare quei “problemi che potrebbero impedire l’esecuzione”. Resta in silenzio per 36 ore per poi riapparire nel pomeriggio del 21 dicendo che «si stanno valutando gli atti» quando Almasri era già in volo. Prima si prova a scaricare sui giudici, puntando sul cavillo. Poi ieri, in aula, la rivendicazione della scelta: non aver trasmesso volutamente l’atto perché ritenuto nullo potrebbe però essere la prova dell’omissione dell’ «atto di ufficio» in un processo, c’è da dire, che mai si terrà perché il Parlamento mai concederà l’autorizzazione.

 

Resteranno invece i problemi, enormi, con la Cpi. La notizia del fascicolo aperto ieri da l’Aia ha fatto rafforzare la posizione, alla Giustizia come nel resto del governo, di chi in questi giorni ha deciso di puntare tutto sulla strada dello “scontro formale”. Nordio ha intenzione di rilanciare chiedendo alla Cpi spiegazioni formale sulle incongruenze nel mandato di arresto. Mentre dal governo rilanciano l’idea del complotto: «L’ordine è stato emesso - dicono fonti - soltanto quando Almasri stava lasciando la Germania perché volevano mettere in difficoltà l’Italia con la Libia. Francia e Germania, assai influenti sulla Cpi, cercano di indebolire l’Italia in quella regione». Dove ora invece Almasri ha ripreso saldamente il suo posto.

 

 

CARLO NORDIO CON UNO SPRITZ - MEMECARLO NORDIO CHE CERCA DI IMPEDIRE IL RILASCIO DEL TORTURATORE LIBICO ALMASRI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIAcarlo nordio - inaugurazione anno giudiziario 2025 - foto lapressecarlo nordio beve spritz - immagine grokINFORMATIVA DI MATTEO PIANTEDOSI E CARLO NORDIO ALLA CAMERA SUL CASO ALMASRI - FOTO LAPRESSE. matteo piantedosi e carlo nordio alla camera foto lapresse

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