giovanni sartori

DALL’AVVOCATO AL CAV FINO A OBAMA: VI RACCONTO COSA PENSAVA GIOVANNI SARTORI DI LORO – LA MOGLIE DEL POLITOLOGO ISABELLA GHERARDI: "L’AVVOCATO AGNELLI? DICEVA CHE AVEVA UNA ATTENZIONE LIMITATA; TI STAVA AD ASCOLTARE 5 MINUTI POI REPENTINAMENTE CAMBIAVA ARGOMENTO – BERLUSCONI LO INVITO’ A PRANZO. PROVO’ A IRRETIRLO. QUANDO SI RESE CONTO CHE NON ERA COSA, SMISE DI ASCOLTARLO E INIZIO’ A PENSARE AI FATTI SUOI” - JIMMY CARTER "NOIOSO", LA PASSIONE PER LA CHIROMANZIA DI NANCY REAGAN E IL PARERE DEI MAGHI CHE INFLUENZAVANO LE SCELTE POLITICHE DEL MARITO RONALD - "OBAMA NON LO STIMAVA PERCHE'..."

Tommaso Labate per corriere.it - Estratti

giovanni sartori e isabela gherardi foto franzo

 

 

Il primo incontro?

«Più che un incontro, un flash fotografico. Nei primi anni Novanta, a Firenze, vidi sfrecciare Sartori in bicicletta. Il tempo di un fugace sguardo, mi girai ma nulla, era già scomparso nei vicoli della città».

 

E come vi rincontraste?

«Fui invitata a una festa, lui era l’ospite d’onore. Lo riconobbi e colta da un attacco di panico mi rifugiai in una terrazza, sbirciando ogni tanto all’interno. La padrona di casa, la marchesa Geddes da Filicaia, mi invitò più volte a entrare in salotto perché voleva presentarmelo ma io, paralizzata dalla timidezza, resistetti all’esterno».

 

E poi?

«Dovevo intervistare Philippe Daverio, che si trovava a Firenze per ritirare un premio. Arrivai in ritardo, pioveva a dirotto. Entrai nella sala dove si svolgeva la conferenza e mi accorsi che stava parlando Sartori. Mi sedetti in una delle ultime file, tramortita».

giovanni sartori

 

E Daverio?

«Gli chiesi di presentarmi il professore e così fece. Io e Vanni ci ritrovammo a parlare nella terrazza del museo Bardini, sotto il mio enorme ombrello e sotto la pioggia. Ci scambiammo i numeri telefonici».

 

 

Vanni è Giovanni Sartori, che nel Novecento è stato uno dei politologi italiani più famosi al mondo, nato esattamente cent’anni fa e scomparso nel 2017, per anni uno degli editorialisti di punta del Corriere della Sera. Lo racconta la moglie, l’artista Isabella Gherardi, sommersa da un mastodontico archivio di ricordi che sta mettendo in ordine nella loro casa romana.

 

Tra lei e Sartori c’era una grande differenza di età.

«Era un uomo che sprigionava un immenso carisma. Un mix di straordinaria semplicità espressiva, enorme cultura e un incredibile sense of humor. L’incontro fatale avvenne a New York, nella sua casa al ventisettesimo piano del Century Building su Central Park West. In una serata di pioggia, io e lui ci ritrovammo a dividere una scatoletta di zuppa di pomodoro e una mela, le uniche cose commestibili della sua cucina».

giovanni sartori

 

Che tipo era?

«Vanni era un uomo di grande vigore, aveva un passato da sportivo, grande sciatore e amante del mare, della pesca senza bombole e della vela. Pensi che mi raccontava di una crociera alle Baleari sulla barca del suo amico d’infanzia Emilio Pucci, durante la quale salvò, tuffandosi, Margaret d’Inghilterra, la principessa inavvertitamente era caduta in acqua, forse per una dose eccessiva di whisky mattutino. Ma in gioventù Vanni aveva fatto gli incontri più impensabili, ad esempio Jaqueline Kennedy».

giovanni sartori isabella gherardi

 

(...)

 

Conosceva anche l’Avvocato Agnelli?

«Sì. Ma Vanni mi diceva che non amava un lato del carattere di Gianni, quello di avere una sorta di attenzione limitata; ti stava ad ascoltare per quei cinque minuti in cui destavi il suo interesse, poi repentinamente cambiava argomento. All’Avvocato, che era un suo amico di gioventù, questa cosa non la perdonava. Quando la stessa cosa gli capitò con Berlusconi, diciamo, non gliene importò granché».

 

Gli editoriali di Sartori su Berlusconi erano senza sconti, senza freni.

«Gianni Letta lo invitò ad un pranzo per farglielo conoscere. Berlusconi, appena diventato presidente del Consiglio, evidentemente voleva irretirlo. Quando si rese conto che non era cosa, il Cavaliere aveva smesso di ascoltarlo e cominciato a pensare ai fatti suoi. Ma guardi qua (Gherardi prende una foto in bianco e nero, ndr). Li riconosce?».

robert oppenheimer e giovanni sartori a rheinfelden nel 1959

 

Sinceramente no.

«È la foto di un convegno organizzato da Raymond Aron nel 1959 sul tema della Guerra Fredda. Erano vicino a Basilea, solo pochi relatori. (Indica due persone, ndr) Questo è Sartori, questo qua Oppenheimer».

 

 

(...)

In America suo marito era una celebrità.

«La prima volta c’era stato nel Dopoguerra per un periodo di studi. Poi Stanford, la migliore facoltà di Scienze politiche d’America, dove gli offrirono la cattedra di Gabriel Almond; e infine, per quasi vent’anni, fino al 1994, alla Columbia di New York».

 

Le frequentazioni americane?

RONALD REAGAN E GIOVANNI SARTORI

«Henry Kissinger ma anche i presidenti che, di volta in volta, lo ricevevano alla Casa Bianca. Di Jimmy Carter Vanni diceva che era un uomo noioso; dei coniugi Reagan ricordava invece come la passione per la chiromanzia di Nancy influenzasse tantissimo le scelte politiche del marito Ronald, che non di rado dipendevano dal parere dei maghi consultati dalla moglie. Stimava tantissimo Bush senior, conosciuto da vicepresidente, perché diceva che avesse una conoscenza perfetta della macchina economica e militare degli Usa».

 

(...)

 

Salottiero?

«Quanto basta. Ma aveva rifiutato, per esempio, di ricevere a casa a New York, Imelda Marcos. Una volta, durante una di queste serate, un importante critico cinematografico di cui non ricordo il nome, evocando in maniera figurata l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca, gli chiese che cosa ne pensasse del “cappuccino alla Casa Bianca”».

 

giovanni sartori sull'empire state building nel 1949

E lui?

«Rispose che alla Casa Bianca c’era stato tante volte ma che un cappuccino non gliel’avevano mai offerto. Comunque sia, di Obama non aveva una grande stima».

 

Perché?

«Perché alla Columbia non aveva frequentato il suo corso. Per Vanni era impensabile che un futuro presidente degli Stati Uniti d’America, avendone avuta la possibilità, avesse deciso di non apprendere i fondamenti della democrazia».

 

Parties and Party Systems, nel 1976, gli aveva dato la notorietà accademica mondiale.

 

«Poi a New York successe una cosa che visse come una tragedia. Mise in una borsa la Lettera 22 e le bozze del libro successivo, che era quasi completato, con l’obiettivo di andare a lavorare qualche giorno fuori città. Prese la macchina dal garage, si fermò, scese di nuovo e risalì in casa perché aveva dimenticato non so che cosa, chiedendo al portiere di controllare l’auto. Quando fece ritorno al piano terra, dopo pochi minuti, l’auto c’era ma la borsa era sparita. E con essa il libro nuovo, andato perso per sempre».

giovanni sartori nel 1942

 

Sartori è morto il 3 aprile 2017 ma la notizia è stata data tre giorni dopo, a esequie avvenute. Perché?

«Aveva deciso così. Non voleva un funerale pubblico, non voleva celebrazioni, non voleva lacrime di coccodrillo. A segnarlo in questo senso era stato un funerale al quale aveva assistito un anno prima».

 

Il funerale di chi?

«Di Umberto Eco».

joe biden e barack obama

GIOVANNI SARTORIberlusconi agnelli

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO