INVERNO ARABO: L’EGITTO DEI FRATELLI MUSULMANI TOCCA IL FONDO

Daniele Raineri per "Il Foglio"

La delegazione del Fondo monetario internazionale è arrivata ieri al Cairo, ma non ha trovato interlocutori. Il ministro della Cooperazione internazionale, Faiza Abou el Naga, era a Dubai ed è tornata in Egitto soltanto nel pomeriggio; e il ministro delle Finanze, al Mursi al Sayed Hegazy, arriverà domani.

Eppure il Fondo deve discutere con il governo egiziano la concessione di un prestito, anzi dell'attesissimo prestito internazionale lasciato in sospeso da novembre: 4,8 miliardi di dollari da cui dipende il futuro del paese. E' la rappresentazione efficace di un disastro al rallentatore: in Egitto il governo nominato dai Fratelli musulmani è in guerra con la realtà economica e sta avendo la peggio.

Il Fondo monetario è pronto a concedere gli aiuti ma in cambio chiede che il governo tagli i sussidi per carburante e alimentari, che rappresentano un terzo delle spese dello stato. Il caso del gasolio spiega perché il sistema attuale è insostenibile: l'Egitto acquista carburante diesel dall'estero a mille dollari e lo vende a duecento sul mercato interno ai consumatori, mettendoci la differenza. Il gasolio è essenziale per i lavori agricoli, l'irrigazione, l'energia elettrica e gli spostamenti delle merci su strada: che cosa accadrebbe se gli egiziani all'improvviso dovessero pagare il prezzo reale? Già adesso il sistema funziona male.

Ci sono blackout perché il carburante per i generatori è centellinato - e ancora non è arrivata l'estate, quando i consumi elettrici aumentano per il caldo. Ci sono code lunghissime e risse ai distributori vuoti, cinque morti nelle ultime due settimane. E ci sono ovviamente anche il mercato nero e l'esportazione di contrabbando: la mafia egiziana compra il carburante sussidiato (quindi a basso costo) e lo porta fuori, anche con le navi, per rivenderlo di nuovo al suo prezzo reale, a Gaza e in Turchia.

La scorsa settimana il governo ha pensato di montare segnalatori radio sulle autocisterne di carburante, per seguire gli spostamenti dei camionisti. Dal punto di vista monetario, questa economia della dissipazione brucia le riserve di valuta estera e deprime la sterlina egiziana, mai così bassa contro il dollaro. A febbraio il budget prestabilito per i sussidi carburante è finito - secondo le previsioni, sarebbe dovuto bastare fino alla fine dell'anno fiscale, il 1° luglio. Il governo vive in emergenza.

Il sistema egiziano dei sussidi è universale, vuol dire che ne beneficiano tutti. Se fosse tolto, però, sarebbe un disastro soprattutto per le fasce della popolazione meno istruite, rurali e povere, quindi esattamente per il bacino elettorale della Fratellanza musulmana. Per questo si sta aprendo una spaccatura tra il governo nominato dai Fratelli musulmani - che si rende conto che è necessario riformare il regime fallimentare - e i Fratelli musulmani, che non vogliono vedere naufragare il loro primo esperimento di potere.

Un'attesa durata ottant'anni, un'elezione vinta anche con lo slogan "L'islam è la soluzione" e ora il governo sta per punire la popolazione con la riforma più dura a memoria d'elettore? Come se non bastasse, a complicare le cose c'è che le elezioni parlamentari sono state annullate: questo rende quello del presidente Mohammed Morsi un caso raro, forse unico, di governo nato in anticipo sul Parlamento.

Le elezioni erano state fissate per aprile, poi sono state rinviate a ottobre - troppo lontane perché il governo riesca a tirare in lungo i negoziati con il Fondo monetario internazionale. Priorità? La lotta al porno Per evitare la morte improvvisa dei sussidi più importanti, il governo sta annunciando mezze misure che sanno di disperazione: per esempio la chiusura notturna dell'aeroporto del Cairo, per risparmiare energia elettrica. Tanto, si è detto, i turisti sono sempre meno - un altro fatto che contribuisce alla crisi economica.

O la fine dei sussidi sulla farina e sulle bombole di gas: da lunedì il prezzo è più alto del 60 per cento per le bombole casalinghe e del 100 per cento per quelle più grandi. Le promesse di maggiore sicurezza e di un'economia migliore fatte in campagna elettorale adesso sembrano irreali.

La prova di governo sta danneggiando i Fratelli musulmani - le elezioni interne dentro i sindacati degli studenti per la prima volta nella storia sono andate malissimo - senza per ora favorire la fioca, disorganizzatissima opposizione. E il governo reagisce con nervosismo fuori bersaglio: annuncia una campagna contro il porno che costerà tre milioni di euro, chiede l'incriminazione dei comici che in televisione fanno satira su Morsi e litiga su Twitter con l'ambasciata americana.

 

FAIZA ABU EL NAGAPROTESTE IN EGITTO CONTRO MORSI PROTESTE IN EGITTO MORSI COME MUBARAK PROTESTE IN EGITTO CONTRO MORSI Proteste in Egitto Proteste in Egitto Un carrarmato in fiamme MOHAMMED MORSY DEI FRATELLI MUSULMANIMOHAMED MOURSI FRATELLI MUSULMANI

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…